Episode Gladio conferma il legame tra Ifrit e il Vulcano Ravatogh, un punto a favore della teoria di Ifrit e Eos?

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Chi ha giocato a Final Fantasy XV avrà notato come, spesse volte, le schermate di caricamento nascondano importanti informazioni sul mondo e sulla lore di gioco. Il DLC Episode Gladio non fa eccezione, proponendoci un loading screen che parla di Ifrit e della Guerra dei Tempi (per tutti i dettagli guarda la pagina “FFXV: La Storia di Eos“) confermandone il legame con il Vulcano Ravatogh.



Molto tempo fa, il traditore Ifrit dichiarò guerra al resto dei Siderei. Molte lune passarono mentre la battaglia infuriava, battaglia che infine culminò nello scontro tra Bahamuth e Ifrit. Ifrit fu scaraventato, a pezzi, in cima al Vulcano Ravatogh. La Faglia di Taelpar, la grande gola che separa Duscae e Cleigne, testimonia la durezza della Guerra degli Dei, ma anche la separazione di Ifrit dai Sei.

Della connessione tra l’Ardente e il Vulcano Ravatogh si è parlato in seno ad una affascinante teoria (non confermata purtroppo né dal gioco né dalle sue Ultimania) che reinterpreta la lore di Final Fantasy XV riscrivendo e ribaltando il ruolo di Ifrit.


La teoria di Ifrit e Eos

Secondo questa teoria, Eos, la dea dell’aurora, scatenò le ire dei Siderei perché innamoratasi di un comune mortale, un essere ritenuto inferiore dai creatori del mondo. Gli Dei decisero di punirla, ma Eos era pura luce: l’unica cosa che avrebbe potuto ferirla era l’oscurità. I Siderei la confinarono allora nelle profondità delle Rovine di Pitioss, circondandola di oscurità.

Pitioss, Pit of Eos, la Fossa di Eos, il pozzo oscuro creato per sopprimerne la luce.

Le tenebre attanagliano lentamente la dea dell’aurora, la cui luce lotta strenuamente per sopravvivere. Ma l’oscurità, con il passare del tempo, pian piano la corrode. Nasce così la Piaga delle stelle, una malattia oscura che corrode l’anima e il corpo, nata dalla punizione inflitta dai Siderei alla Dea dell’aurora.

Ifrit, da sempre innamorato di Eos, si ribella agli Dei che l’avevano condannata ad un così crudele destino, e si fa strada tra le Rovine di Pitioss a costo della propria vita. Il cammino è impervio, perché l’oscurità e la Piaga hanno completamente attanagliato quel luogo, e il corpo dello stesso Ifrit inizia a soffrirne le conseguenze, bruciando.

Facendo ricorso a tutte le proprie forze, Ifrit riesce infine a raggiungere l’amata, ma troppo tardi. Il destino di Eos era ormai segnato, la dea dell’aurora sarebbe spirata da lì a poco. L’Ardente non accetta di veder morire Eos avvolta dall’oscurità, e decide di regalarle la luce per l’ultima volta, riportandola all’esterno, al calore del sole. Inizia così il tormentato viaggio di Eos e Ifrit, entrambi allo stremo delle forze, verso l’uscita delle Rovine.

Superando immense difficoltà, i due riescono infine a rivedere la luce, per l’ultima volta. Ormai interamente corrosi dalla Piaga delle Stelle, Ifrit e Eos si abbandonano all’eterno riposo, insieme. I loro resti giacciono ben visibili dall’uscita delle Rovine di Pitioss, formando quello che sarà poi noto come il Vulcano Ravatogh.

L’atto di coraggio e di amore di Ifrit, però, si trasforma in una involontaria condanna del genere umano: fuori dai confini delle Rovine di Pitioss, la Piaga delle Stelle è uscita allo scoperto, e da quel momento inizia a diffondersi nel mondo.

I Siderei, consapevoli di essere i veri artefici del male che corroderà la terra, decidono di raccontare al mondo un’altra storia. La storia della immotivata ribellione di Ifrit, “infida ingannevolezza”, e della creazione da parte sua della Piaga delle Stelle.


 

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