Final Fantasy VIII – il Grande Hyne e l’origine delle Streghe

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La storia e il mondo di Final Fantasy VIII ruotano attorno alle Streghe, detentrici di un misterioso potere magico che, come spesso accade, può portarle ad opere di grande bene o a gesti di profondo male. L’esempio più lampante è La Guerra della Strega scatenata da Adele circa 17 anni prima degli eventi di gioco: nel corso della guerra persero la vita in moltissimi, e altrettanti bambini, rimasti orfani, furono costretti a trascorrere la loro infanzia in orfanotrofio. Tra questi abbiamo proprio i protagonisti di FFVIII.

Ma da dove derivano i poteri delle Streghe?

La loro origine si perde nei secoli e nel mito del Grande Hyne, creatore del mondo e del genere umano, e detentore di uno sconfinato potere magico. Ed è proprio quel potere magico, secondo la leggenda, ad essere infine passato nelle mani di alcune donne – le Streghe – alle quali ci si rivolge infatti con l’appellativo “Discendenti del Grande Hyne” in segno di rispetto.

Nel corso del gioco è possibile ascoltare il mito di Hyne in due occasioni: a Balamb, nella casa dei vicini di Zell, dove un anziano signore racconterà la leggenda di Hyne alla sua nipotina, e poi sulla nave dei SeeD Bianchi, dove la SeeD Bianca Lina narrerà il mito del valoroso Vascaroon. In realtà Kazushige Nojima, lo sceneggiatore, aveva realizzato una versione ben più estesa del mito, con l’intenzione di farla leggere ad uno studente nel Garden di Balamb nel corso di una lezione o di una ricerca in Biblioteca. Il testo tuttavia non ha trovato posto nel gioco ed è stato pubblicato per la prima soltanto all’interno della Ultimania di Final Fantasy VIII.

Secondo la leggenda, “in principio c’era Hyne, e la notte e il giorno erano un’unica cosa”. Hyne era il signore e il dominatore del mondo. Ricorrendo ai suoi poteri magici Hyne separò il giorno dalla notte, creò il mondo, sconfisse innumerevoli mostri ed infine, stanco, sedette sul suo trono. Da qui usò un barlume della sua magia per creare la vita, e le diede la forma di un uomo e di una donna. Infine si riposò a lungo.
Destatosi dal suo lungo riposo, vide che gli uomini e le donne si erano moltiplicati ed avevano popolato il mondo intero, cambiandone l’aspetto. Sorpreso, decise di ridurne il numero, eliminando gli esemplari che ritenne più deboli ed inutili. La sua scelta cadde sui bambini.
Ma i bambini erano cari agli uomini, e il gesto di Hyne diede inizio alla loro rivolta. Hyne usò i suoi poteri magici per contrastarli e respingerli, ma gli uomini erano intelligenti e non smettevano di moltiplicarsi. Così Hyne fu costretto a scendere a patti con il genere umano: promise loro metà del proprio corpo in cambio della fine della loro ribellione.

Attratti dalla prospettiva di conquistare un così grande potere, gli uomini iniziarono a combattersi tra loro, poiché ognuno voleva primeggiare sull’altro e ottenere per sé la maga di Hyne. Approfittando del trambusto, Hyne mise in atto il suo piano: divise a metà il suo corpo, sì, ma consegnò agli uomini la metà priva di poteri magici, trattenendo per sé la magia. Gli uomini non si accorsero del sotterfugio, impegnati com’erano a farsi guerra a vicenda.
Alla fine, dopo anni di massacri, fu la tribù del re oscuro Zebalga ad avere la meglio. Preso il controllo della metà del corpo di Hyne, Zebalga gli ordinò di infondergli la magia. Ma non accadde nulla. Giunse infine il saggio e valoroso Vascaroon, che capì l’inganno di Hyne: la divinità aveva consegnato loro soltanto un “involucro esterno”, privo di magia. Furibondo, Zebalga giurò di distruggere Hyne, e impegnò i suoi uomini in una ricerca disperata che andò avanti per generazioni.
Ma Hyne si era frattanto allontanato, e la sua metà magica non fu più ritrovata. Per proteggersi dagli uomini che volevano distruggerlo, Hyne sigillò allora la propria magia all’interno di alcune donne, poiché vide che gli uomini le proteggevano, e ritenne che lì i suoi poteri sarebbero stati al sicuro.

Nascono così le Streghe, discendenti del Grande Hyne, ed è questo il motivo per cui si tratta sempre di donne (sì, persino Adele è una donna, nonostante i suoi tratti poco femminili).

I poteri di una Strega si trasmettono ad un’altra donna al momento della sua morte ed anzi, affinché una Strega possa trovare la pace eterna, è necessario che si liberi prima dei propri poteri. Non è certo cosa accadrebbe in caso contrario: è possibile che la Strega non possa fisicamente morire finché non abbia completato il rito di passaggio, oppure che si allontani dalla vita mortale ma resti confinata in un limbo di sofferenza.

Solitamente il passaggio dei poteri – persi da una Strega e trasferiti alla sua futura discendente – è collegato al momento della morte della Strega originaria, ma un’eccezione lampante ci è data da Edea. Nel corso del gioco infatti Edea trasferisce i propri poteri magici a Rinoa senza lasciarci le penne; tuttavia la condizione di Edea è molto particolare, perché sappiamo che la ragazza era già una Strega quando ha ricevuto i poteri di Artemisia. E’ dunque possibile che il processo non l’abbia uccisa perché il trasferimento ha riguardato soltanto i poteri di Artemisia, e non anche quelli ricevuti in precedenza.

Il numero delle Streghe è assai limitato nelle generazioni, e basti pensare che la storia recente e non di Final Fantasy VIII ne ricorda ben poche: Artemisia, Edea, Adele, Rinoa, le streghe mostruose evocate da Artemisia. Considerando l’atteggiamento di reverenza mista a paura con cui sono guardate dal mondo, è ben plausibile che altre Streghe, se esistenti, abbiano fatto il possibile per nascondersi o occultare i propri poteri.

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