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da Vykos » 19/08/2009, 22:49
Dubito, sai, che Berlusconi sia un boss.
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da Mithrandir » 20/08/2009, 1:57
Quoto, è passato semplicemente dalla posizione di finanziato a finanziatore. Sicuramente è coinvolto ma dubito che abbia l'intelligenza e la lungimiranza (ma con questo non vorrei che mi si accusasse di ammirazione verso la mafia) di dirigere un'intera cosca.
Non è della stessa risma di tal Giulio Andreotti, per citare un nome alquanto controverso...
Arittakeno yume wo kaki atsume... sagashi mono no sagashi ni yuku no sa!!! Richiesta: ALMENO L'ITALIANO......SALLO!!! XD  
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da Vykos » 20/08/2009, 14:07
Criminalità organizzata negli enti locali ed il governo si rifiuta di scioglierli. Lo Stato si e' fermato a Fondi
Il mancato scioglimento del comune di Fondi, in provincia di Latina, a due passi da Roma, è senza dubbio lo scandalo più importante sui rapporti tra le associazioni mafiose e la maggioranza elettorale che fa capo al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Ed è auspicabile che, su una vicenda di così grande importanza, le forze dell’opposizione siano unite e costringano il governo e il Consiglio della Magistratura a procedere il più presto possibile alla bonifica di quel territorio dall’oppressione mafiosa. Fondi è un comune di oltre trentamila abitanti ed è sede del più grande mercato ortofrutticolo di Italia, con un giro annuale di fatturato che supera un miliardo di euro. Nella zona operano da anni la ‘ndrangheta calabrese con il clan Tripodo e la famiglia D’Alterio ma sono presenti anche gruppi legati alla camorra dei Casalesi e a Cosa Nostra siciliana. Le attività delle associazioni mafiose vanno dagli affari agricoli legati al Mercato, al traffico di stupefacenti (cocaina ed eroina), alle estorsioni ai danni di imprese funerarie e di pulizia, agli appalti pubblici, al riciclaggio di denaro, all’usura. Notizie precise su questa situazione erano già presenti nella relazione della commissione Antimafia approvata nella XV legislatura dalla maggioranza di centro-sinistra ma sono state ignorate in questa successiva legislatura dominata dal centro-destra berlusconiano. Il 6 luglio con l’operazione «Damasco» sono finiti in manette gli uomini del clan Tripodo, l’ex assessore ai Lavori Pubblici di Forza Italia Izzi, il capo della polizia municipale Dario Leone, il suo vice Pietro Munno, il dirigente dell’area lavori pubblici del Comune di Fondi Mario Renzi, il funzionario del settore Bilancio Tommasina Biondino e l’imprenditore immobiliarista Massimo Di Fazio. Ma la cosa più grave è che, ormai da un anno e mezzo, la direzione distrettuale antimafia di Roma aveva avviato l’operazione Damasco, segnalando la presenza delle tre associazioni mafiose nel comune e, in data 8 settembre 2008, il prefetto di Latina Bruno Frattasi, sulla base delle risultanze di una Commissione di Accesso nominata per approfondire l’esame della situazione, ha chiesto al ministro degli Interni di procedere allo scioglimento dell’amministrazione del comune di Fondi in base all’articolo 143 del Testo unico degli Enti Locali (Tuel). Il prefetto, nella relazione al ministro, è stato chiaro: «Il comune di Fondi - ha scritto - mantiene comportamenti che si riflettono nelle scelte politico-amministrative dell’ente di indubbia gravità, dimostrando un’allarmante insensibilità verso l’esigenza di una corretta e trasparente azione che dissolva il sospetto di porsi al servizio di interessi di tipo criminale in ciò dimostrandosi oggettivamente collusiva. È per questo che lo scrivente, nell’avanzare la proposta formale di scioglimento del Consiglio Comunale di Fondi per accertati elementi di infiltrazione malavitosa, sentiti i rappresentanti delle Forze di Polizia nell’odierna Riunione Tecnica di Coordinamento, è in procinto di valutare, data l’oggettiva gravità del quadro che reca in re ipsa ragioni di urgenza, la necessità di sospendere il consesso consiliare ai sensi dell’articolo 143 e 5 del Tuel». Lo scioglimento, come è noto, deve essere deliberato dal Consiglio dei ministri ma soltanto nel luglio 2009 è stato sottoposto dal ministro degli Interni alla decisione che è stata sempre rinviata per intervento del presidente del Consiglio Berlusconi che il 23 luglio e il 31 successivo si è opposto allo scioglimento. Di fronte a un simile atteggiamento il sindacato nazionale dei prefetti e dei funzionari di prefettura ha ritenuto necessario prender posizione con chiarezza a fianco di Frattasi e dunque in polemica oggettiva con le scelte compiute fino ad oggi dal governo Berlusconi. «Ha suscitato vivo stupore l’ennesimo rinvio del Consiglio dei ministri del 31 luglio scorso dello scioglimento del Consiglio comunale di Fondi dopo un anno dalla proposta del prefetto di Latina con ben due relazioni di accesso e la proposta del ministro degli Interni di febbraio 2009», ha dichiarato il presidente del sindacato Forlani Negli ultimi mesi l’Italia dei Valori, con il senatore Stefano Pedica, ha interpellato in maniera assidua il governo perché procedesse allo scioglimento del Comune e l’on. Sesa Amici del Pd ha presentato un’interrogazione al ministro Maroni. Ma tutto è stato inutile: il governo Berlusconi difende l’amministrazione di Fondi malgrado sia ormai evidente che lo scandalo è grande e sempre più grave per chi sostiene di voler mandare avanti «l’esercito del bene contro quello del male». A meno che si pensi che sia quello mafioso l’esercito del bene...
Fonte: http://www.antimafiaduemila.com/content/view/18784/
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da Axormon92 » 21/08/2009, 14:52
oltre a ringraziare nuovamente Vykos, vorrei segnalare una canale di sky, Libera Tv sul canale 924 dove un giornalista (credo tedesco dall'accento) parla e commenta gli avvenimenti di cronaca-politica avvalendosi di diversi video di youtube e delle pagine dei blog di Grillo, Travaglio e Di Pietro. Riesce a dare una spiegazione con semplici parole...se invece di guardare il tg5 la gente guardasse questo canale sarebbe moooolto più informata!
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da Vykos » 24/08/2009, 13:05
Oggi vi riporto un articolo di Marco Travaglio su Vittorio Feltri, bellicoso sostenitore di Berlusconi che se ne andò da Il Giornale più di un decennio fa dopo le scuse ad Antonio Di Pietro per averlo tartassato senza fondamento per due anni. Feltri ha da pochissimo lasciato il suo posto di direttore di Libero (lasciato allo zerbino Belpietro) per tornare a Il Giornale, grazie al fatto che il lustrachiappe per eccellenza, Giordano, è tornato alla tv. Feltri. Uahahahahahah
di Marco Travaglio
22 agosto 2009 Scrive Littorio Feltri nell’editoriale d’esordio sul Giornale che è tornato a dirigere dopo averlo lasciato nel dicembre del 1997: “Con il cuore, non me n’ero mai andato”. Uahahahahahah. Feltri se ne andò 12 anni fa dopo che il Cavaliere aveva definito “incidente gravissimo” il suo articolo di prima pagina in cui chiedeva scusa a Di Pietro per averlo calunniato per due anni con le fandonie su inesistenti tangenti di D’Adamo e Pacini Battaglia: “Caro Di Pietro, ti stimavo e non ho cambiato idea”. Seguivano due paginoni in cui il Giornale di Feltri si rimangiava quei due anni di campagne antidipietriste: “Dissolto il grande mistero: non c’è il tesoro di Di Pietro”, “Di Pietro è immacolato”, “dei famigerati miliardi di Pacini” non ha visto una lira, dunque la campagna del Giornale era tutta una “bufala”, una “ciofeca”, una “smarronata” perché la famosa “provvista” da 5 miliardi non è mai esistita. Insomma Feltri confessava di aver raccontato per ben due anni un sacco di balle ai suoi lettori. E lo faceva proprio alla vigilia delle elezioni suppletive nel collegio del Mugello, dove Di Pietro era candidato al Senato per il centrosinistra contro Giuliano Ferrara e Sandro Curzi. In cambio di quella ritrattazione e di un risarcimento di 700 milioni di lire, l’ex pm ritirò le querele sporte contro il Giornale, tutte vinte in partenza. Furente Ferrara, furente Berlusconi. Così Feltri, spintaneamente, se ne andò. Non a nascondersi, come gli sarebbe capitato in qualunque altro paese del mondo. Ma a dirigere altri giornali: il Borghese, il Quotidiano nazionale di Andrea Riffeser (sei mesi prima aveva dichiarato all’Ansa: “Per carità! Conosco Riffeser da una vita e ogni volta che ci vediamo mi dice 'Sarebbe bello se tu venissi con noi', ma tutto finisce lì. Non sto trattando con nessuno. Ma tanto so già che nessuno ci crederà, comunque è così”).
Mentre usciva dal Giornale, Littorio sparò a palle incatenate contro i fratelli Berlusconi: “Provo un certo fastidio: per la causa comune mi sono esposto (alla transazione con Di Pietro, ndr), poi gli altri si sono ritirati e io sono rimasto con la mia faccina e tutti ci hanno sputato sopra. La cosa non ha fatto per niente piacere. Così si rompe un rapporto di fiducia… Mi sono trovato da solo e ho le ferite addosso e il morale a terra” (Ansa,10 novembre 1997). E il Cavaliere gli diede del bugiardo: “Feltri ha detto ultimamente qualche piccola bugia, però è ampiamente scusato” (Ansa, 7 dicembre 1997).
Feltri ora ricorda la sua prima esperienza (dal 1994 al ’97) di direttore del Giornale, “ereditato da Indro Montanelli” e si appella ai “lettori che già furono miei e di Montanelli prima che cedesse a corteggiamenti progressisti”. Uahahahahahah. In realtà Montanelli non cedette ad alcun corteggiamento progressista: rimase l’uomo libero che era sempre stato. E Feltri non ereditò un bel niente: semplicemente prese il suo posto (dopo averlo a lungo negato) quando Berlusconi mise in condizione Montanelli di andarsene perché non “non volevo trasformarmi in una trombetta di Forza Italia” né Il Giornale che aveva fondato “nell’organo di Forza Italia”, come il Cavaliere pretendeva e come Feltri voluttuosamente accettò di fare. Montanelli, lungi dal ritenere Feltri il suo erede, lo disprezzava profondamente. Infatti il 12 aprile 1995 dichiarò al Corriere della sera: “Il Giornale di Feltri confesso che non lo guardo nemmeno, per non avere dispiaceri. Mi sento come un padre che ha un figlio drogato e preferisce non vedere. Comunque, non è la formula ad avere successo, è la posizione: Feltri asseconda il peggio della borghesia italiana. Sfido che trova i clienti!”.
Ma il meglio Littorio lo dà quando racconta che ora “Il Giornale mi si è offerto garantendomi la libertà della quale ho bisogno per lavorare”, perché lui sarebbe “insofferente a qualsiasi ordine di scuderia, disciplina, inquadramento ideologico”, e poi “questo non è mai stato un foglio di partito e il Pdl si illude se pensa lo possa diventare. La famiglia Berlusconi e gli altri azionisti da me si aspettano molti tranne una cosa: che trasformi Il Giornale in un megafono di Berlusconi. Non sarei in grado. Mi manca la stoffa del cortigiano”. Uahahahahahah. Prima di lasciare Il Giornale nel 1997, Feltri chiese provocatoriamente a Berlusconi di venderglielo: “Ho fatto una proposta organica per l'acquisto del Giornale perchè non sono disposto a fare un quotidiano di partito. Se la famiglia Berlusconi la accetterà, bene, altrimenti potrei pensare di lasciare. Rimarrei solo a condizione di poter fare un giornale indipendente e non, come qualcuno evidentemente sperava, l'organo di Forza Italia o del Polo, di cui non mi frega niente. Se un deputato di Forza Italia come Roberto Tortoli chiede le mie dimissioni e nessuno lo smentisce, vuol dire che non è il solo a pensare che Il Giornale debba essere il quotidiano di Forza Italia. Sono stato costretto a questo passo dopo le ultime vicende che hanno umiliato la redazione e rischiano di far sentire al lettore l'esistenza di un cordone ombelicale che lega Il Giornale a Forza Italia. Io invece voglio fare un quotidiano indipendente e lo dimostrerò, quando ne avrò occasione, anche in modo clamoroso” (Ansa, 14 novembre 1997).
Oggi, nella fretta, Feltri dimentica di spiegare come mai a richiamarlo al Giornale sia stato un signore che non possiede nemmeno un’azione del Giornale, cioè il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, scavalcando l’editore, il fratello Paolo, informato come al solito a cose fatte. Se l’è lasciato sfuggire, come se fosse un dettaglio insignificante, lo stesso Littorio l’altra sera nella rassegna di regime di Cortina Incontra: “Il 30 giugno scorso ho incontrato Silvio Berlusconi. Ogni volta che lo vedevo mi chiedeva: ‘Ma quand'è che torna al Giornale?’. E io: ‘Sto bene dove sono’. Ma quel giorno entrò subito nei dettagli, fece proposte concrete e alla fine mi ha convinto”. Materiale interessante per le Authority che dovrebbero vigilare sui conflitto d’interessi, se non fossimo in Italia.
L’ultima parte dell’editoriale feltriano è una grandinata di insulti a Gianni Agnelli (possibile “furfante”, “vero peccatore”) per le ultime rivelazioni sui fondi neri in Svizzera. Una prova di coraggio da vero cuor di leone, visto che l’Avvocato è morto da tempo. Per la verità, che la Fiat e la famiglia Agnelli avessero montagne di soldi all’estero era già emerso nel processo intentato dai giudici di Torino ai vertici Fiat a metà degli anni 90, concluso con la condanna definitiva dell’allora presidente Cesare Romiti per falso in bilancio e finanziamento illecito ai partiti. Ma all’epoca Agnelli era vivo e potente, dunque Feltri e il Giornale difendevano a spada tratta casa Agnelli e attaccavano i giudici che osavano processarla.
Visto che Il Giornale non è l’organo di Forza Italia né, men che meno, il megafono di Berlusconi, Littorio Feltri sul Giornale difende appassionatamente Papi dalle inchieste del gruppo Repubblica-Espresso. Che strano. Nel ’97, lasciando Il Giornale, lo stesso Feltri si profondeva in salamelecchi verso il gruppo Repubblica Espresso e il suo editore Carlo De Benedetti: “Non ho mai litigato con nessuno, tantomeno con De Benedetti, che ho sempre stimato e di cui credo di potermi definire da sempre amico. Quando si sposò, fummo l'unico giornale italiano a pubblicare la sua foto con signora. Ho ottimi rapporti anche… con Carlo Caracciolo e Eugenio Scalfari” (Ansa, 13 novembre 1997). Come passa il tempo.
La chiusa dell’editoriale di oggi è un capolavoro: “I neopuritani laici – scrive Feltri - non muovono un dito per deplorare quanto sta avvenendo sul fronte fiscale” a proposito dei presunti fondi neri di Agnelli in barba al fisco. Invece – aggiunge -“se un simile sospetto gravasse sulla testa di Berlusconi, i giornali non si occuperebbero d’altro”, anche perché “i soldi sottratti al fisco sono un danno allo Stato, ai cittadini che sono costretti a versare puntualmente denaro all’Agenzia delle Entrate”. Uahahahahahah. Il fatto è che un simile sospetto grava eccome sulla testa di Berlusconi, rinviato a giudizio dinanzi al Tribunale di Milano per frode fiscale, falso in bilancio e appropriazione indebita per svariate centinaia di milioni di euro nascosti nei paradisi fiscali. Processo sospeso dal lodo Al Fano. Perché Littorio Feltri, questo campione della libertà di stampa “insofferente a qualsiasi ordine di scuderia, disciplina, inquadramento ideologico”, questo pezzo d’uomo a cui “manca la stoffa del cortigiano” non se ne occupa con una bella inchiesta sul suo Giornale libero e bello? Uahahahahahah.
Fonte: http://antefatto.ilcannocchiale.it/2009 ... hahah.htmlPasso poi a riportare qualche articolo di vecchia data, pubblicati dopo la caduta del primo governo Berlusconi ad opera di Bossi e dei suoi. A Berlusconi in quell'occasione viene più volte dato del mafioso senza sfumature di dubbio, ma non dalle toghe rosse nè dai comunisti, da La Padania, giornale leghista. Bossi rincara la dose dal Congresso federale della Lega: il capo di Forza Italia parla meneghino ma nel cuore è palermitano «La Fininvest è nata da Cosa Nostra» Lo tengono in piedi perché rappresenta i loro interessi al Nord, è il loro "figlio di buona donna"
di Matteo Mauri bresciaLa guerra è aperta da tempo. Ma ora entra in campo l'artiglieria pesante. E se alle accuse di mafia che da tempo Bossi lancia contro Berlusconi, il Cavaliere risponde col silenzio, adesso il Senatur ha deciso di alzare il tiro. «Tanto per essere chiari, per far capire alla gente», replica ad un congressista che aveva criticato la «politica dell'insulto» del segretario leghista. L'attacco di Umberto Bossi a Silvio Berlusconi, è durissimo. Il segretario della Lega Nord nel corso del suo intervento al Congresso straordinario del Carroccio, ha più volte dato del "mafioso" a Berlusconi. Da tempo il leader leghista, durante gli innumerevoli comizi, aveva indicato nel Cavaliere «l'uomo di Cosa Nostra». Al congresso, la tesi è diventata ufficiale. «L'uomo di Cosa Nostra» viene citato decine e decine di volte. E con lui tutte le aziende che fanno capo al leader di Forza Italia. L'anomalia italiana è lì: se ne devono convincere in primo luogo tutti i delegati, poi l'opinione pubblica.«La Fininvest - ha affermato Bossi - ha qualcosa come trentotto holding, di cui sedici occulte. Furono fatte nascere da una banca di Palermo a Milano, la banca Rasini, la banca di Cosa Nostra a Milano. E a Palermo hanno preso un meneghino per rappresentare i loro interessi. La verità è che se cade Berlusconi cade tutto il Polo, e al Nord si prende tutto la Lega. Ma non lo faranno cadere: perché sarà pure un figlio di buona donna, ma è il loro figlio di buona donna, e per questo lo tengono in piedi». Se l'ex-Capo dello Stato Francesco Cossiga negli ultimi due giorni è andato giù durissimo nei confronti del Cavaliere, Bossi non è certo stato da meno. Anzi, ha alzato il tiro, entrando anche nei dettagli, quando ha parlato della Banca Rasini, delle holding occultate, della nascita della prima tv berlusconiana, del partito degli azzurri. «Un palermitano - ha affermato Bossi - è a capo di Forza Italia. Perché Forza Italia è stata creata da Marcello Dell'Utri. Guardate che gli interessi reali spesso non appaiono. In televisione compaiono volti gentili che te la raccontano su, che sembrano per bene. Ma guardate che la mafia non ha limiti. La mafia, gli interessi della mafia, sono la droga, e la droga ha ucciso migliaia e migliaia di giovani, soprattutto al Nord».Eppoi ancora, come in un crescendo: «Palermo ha in mano le televisioni, in grado di entrare nelle case dei bravi e imbecilli cittadini del Nord»; «Silvio è uomo della P2, cioè del progetto Italia»; «La Banca Rasini è la banca di Cosa Nostra a Milano»; «Berlusconi ha fatto ciò che ha voluto con le televisioni, anche regionali, in barba perfino alla legge Mammì»; «Berlusconi parla meneghino ma nel cuore è un palermitano».«L'uomo di Cosa Nostra»: Bossi, nelle tre ore d'intervento, ha indicato spesso il disegno dietro il palco in cui era raffigurato alle spalle di Berlusconi, un sicario siculo con lupara e coppola.Dopo aver ricordato i molti «giovani del Nord morti per droga», Bossi ha aggiunto: «Molte ricchezze sono vergognose, perché vengono da decine di migliaia di morti. Non è vero che "pecunia non olet". C'è denaro buono che ha odore di sudore, e c'è denaro che ha odore di mafia. Ma se non ci fosse quel potere, il Polo si squaglierebbe in poche ore. Ecco il punto».
Bossi su Berlusconi: «Il suo fine era quello di distruggere la Lega. Voleva comprarci tutti quanti» «Parla meneghino ma è di Palermo» «Silvio venga da me, così gli spiego perché nel '94 l'ho silurato»
«La caduta del suo governo? Berlusconi venga da me, che gliela spiego io...! Sono stato io a metter giù il partito del mafioso. Lui comprava i nostri parlamentari e io l'ho abbattuto».Umberto Bossi commenta con il piglio di sempre le polemiche di questi sulla ricostruzione della crisi del '94. «Io - spiega Bossi parlando con un cronista dell'Ansa - per quella che fu allora la mia visione della situazione politica considerai che il presidente Scalfaro aveva capito una cosa e cioè che la Lega era gagliarda e in caso di elezioni sarebbe tornata in forze. Certamente, tutti volevano la morte della Lega. Berlusconi aveva creato Forza Italia per questo. Ma Berlusconi e Scalfaro facevano due ragionamenti diversi». «Per semplificare diciamo che in Italia c'erano tre poli - prosegue il segretario federale leghista - il polo di Roma, rappresentato dalla sinistra e dalla ex Dc, quello di Palermo rappresentato da Berlusconi, e il polo del Nord. Nel '94 ci fu uno scontro tra il Polo del Palermitano e il Polo romano e il Polo romano fu più cauto e capì che non serviva a niente andare ad elezioni. Che la Lega avrebbe preso ancor più forza di fronte al consolidamento del debito pubblico. Il presidente della Repubblica fece un ragionamento logico, almeno io lo interpretai così allora, e pensò che occorreva aspettare ancora per snervarci». «Berlusconi invece è un irrazionale - continua Bossi - questo è il suo problema. Aveva ricevuto l'ordine di distruggere la Lega. Io ero stato costretto all'alleanza e durante i comizi di quel periodo continuai a ripeterlo. Dicevo infatti, e tutti possono ricordarlo, che lui era comunque un nemico. Dicevo che era stato inventato il maggioritario per fregare la Lega. E dicevo anche che se un nemico non puoi abbatterlo subito devi prima abbracciarlo. Più chiaro di così...». «Il dramma di Berlusconi - aggiunge il leader leghista - è che è un palermitano che parla in meneghino, mandato apposta per fregare il Nord. Io questo lo compresi subito, compresi che bisognava evitare l'annientamento della Lega e mi comportai di conseguenza». Intanto Bossi dà un appuntamento per settembre: il suo ritorno "nel gioco politico". «Ormai il sistema padano è pronto - spiega - la Lega ha dato una mano importante alla sua creazione. Adesso se ne occupa il governo della Padania, è roba loro. Io tornerò dopo l'estate - conclude - a lavorare sulla protesta contro Roma. Torno ad occuparmi di politica partitica e del consenso».
Pentito inguaia Berlusconi al processo Dell'Utri. Oggi a Milano, sentenza per le mazzette Gdf «Silvio riciclava i soldi della mafia»
PALERMO «Isoldi della banda della Magliana e quelli della mafia siciliana sono stati dati a Silvio Berlusconi per finanziare la speculazione edilizia in Sardegna». Lo ha detto ieri in aula il collaboratore di giustizia Antonio Mancini, 50 anni, ex componente della banda della Magliana, deponendo a Palermo nel processo a Marcello Dell'Utri, accusato di concorso in associazione mafiosa. «A parlarmi per la prima volta di Berlusconi - ha detto Mancini - è stato Francis Turatello verso la fine degli anni Settanta, quando eravamo rinchiusi nel carcere di Trani. Turatello mi disse che attraverso l'imprenditore, i milanesi riciclavano i soldi provenienti dai sequestri di persona e dal traffico della droga. Berlusconi faceva muovere il denaro della criminalità organizzata». Mancini ha parlato dei rapporti che esistevano fra la banda della Magliana e boss come Pippo Calò e Stefano Bontade. «Il riciclaggio dei soldi della mafia e della criminalità - ha detto - avveniva attraverso Silvio Berlusconi e Flavio Carboni; la banca usata per ripulire il denaro che arrivava a Berlusconi era il Monte dei Paschi di Siena». Rispondendo alle domanda del pm Nico Gozzo sulla differenza di ruoli, Mancini ha detto: «Entrambi erano uguali perché ci servivamo di loro per ripulire il denaro, solo che uno metteva i tacchi alti e il parrucchino, l'altro era terra-terra...». Mancini ha parlato poi di presunti contatti fra la banda della Magliana e uomini delle istituzioni. «Ricordo - ha detto - che avevamo rapporti con Vitalone e l'onorevole Evangelisti. Non li ho mai visti di persona ma fra di noi sapevamo che potevamo contare su di loro». Ha poi deposto un altro pentito, il cosentino Francesco Pino: «Marcello Calvano mi avvicinò nella primavera del '94 - ha detto il teste - per invitarmi a votare Forza Italia perchè era una forza politica garantista e avrebbe fatto qualcosa per modificare il 41 bis e la legge sui collaboratori di giustizia». «Assisto nauseato all'interminabile tiro al bersaglio contro la mia persona», ha risposto Silvio Berlusconi. «Mancano solo le stragi della Banca dell'Agricoltura, dell'Italicus e della stazione di Bologna, ma forse - ha proseguito - basta aspettare». Oggi intanto a Milano è prevista la sentenza al processo per le mazzette alle Fiamme Gialle. La procura aveva chiesto 3 anni per Berlusconi. E sempre a Milano ieri, al processo "All Iberian" la difesa del Cavaliere ha chiesto l'assoluzione. Sentenza il 13 luglio.
Par Condico Ante Litteram: drastico decreto del ’57 C’è una legge inapplicata: Berlusconi è ineleggibile
di Davide Caparini - Deputato Lega Nord
Il tema della par condicio di accesso ai mezzi di comunicazione è strettamente collegato al conflitto d’interesse che in questo modo ritorna alla ribalta. Infatti la maggioranza promette di approvare in via definitiva le norme varate in prima lettura dalla Camera dei deputati nell’aprile 1998. Una soluzione all’acqua di rose frutto della mediazione in un testo unificato della legge Berlusconi, Veltri, allora nei Ds, e quella della Lega da me firmata. Il meccanismo definito imporrebbe nel caso del Cavaliere di affidare le sue proprietà ad un gestore indipendente come da anni avviene nel sistema americano: il Paese nel quale è certamente più ampia e profonda la distinzione effettuata tra le cariche pubbliche e gli interessi personali. La normativa statunitense tende a prevenire situazioni in cui gli interessi privati facenti capo a soggetti titolari di incarichi pubblici possono condizionare l’adozione, la direzione e la portata delle scelte che quei soggetti avrebbero effettuato in assenza di quegli interessi. Ma l’affidamento cieco, questa la traduzione letterale del sistema adottato dalla Camera, mentre può funzionare per i patrimoni finanziari o azionari, si è rivelato del tutto inadeguato per le proprietà industriali. A maggior ragione quando si tratta di aziende operanti nell’editoria televisiva e della carta stampata con una vastissima visibilità ed elevati contenuti propagandistici. È indiscutibile che questa legge sia un primo passo in quanto introduce nell’ordinamento italiano norme a garanzia dei cittadini delimitando gli interessi personali rispetto a quelli pubblici ma è altrettanto evidente che, nel caso di Silvio Berlusconi, non risolva alcunché, lo dimostra il fatto che il Polo l’ha comunque votata senza particolari patemi d’animo. Ma Berlusconi è, e rimane, ineleggibile, come stabilito da una norma del 1957, l’articolo 10 del Dpr n. 361 che dichiara non eleggibili "coloro che in proprio o in qualità di rappresentanti legali di società o di imprese private risultino vincolati con lo Stato per contratti di opere o di somministrazioni amministrative di notevole entità economica, che importino l’obbligo di adempimenti specifici, l’osservanza di norme generali o particolari protettive del pubblico interesse, alle quali la concessione o l’autorizzazione è sottoposta". È una norma chiara, equa, nata in tempi non sospetti quando Berlusconi era ancora un cantante di un’orchestrina sulle navi da crociera. Una norma che stabilisce, senza condizionale, che la persona titolare di concessioni statali come quelle che permettono alle tre tv Mediaset di trasmettere non può essere eletta al Parlamento. Ma, come tutti noi sappiamo, Silvio Berlusconi è già stato deputato italiano, parlamentare europeo, presidente del Consiglio ed è palese che nessuno abbia mai applicato questa norma di ineleggibilità in quanto la Giunta per le elezioni ha sempre difeso ad oltranza il diritto dell’eletto di restare in carica. È stata in questo caso fornita un’interpretazione formalistica stabilendo che solo il titolare giuridico delle concessioni, il presidente Confalonieri, non può essere eletto, mentre niente ha da temere Berlusconi, il proprietario di fatto: non è eleggibile "alla concessione ad personam e quindi, se non c’è titolarità della persona fisica, non si pone alcun problema di eleggibilità, pur in presenza di eventuali partecipazioni azionarie". Per risolvere questo amletico dilemma e risolvere l’abnorme stortura basterebbe approvare in Parlamento una leggina che fornisca l’interpretazione autentica della legge del ’57. Una legge depositata alla Camera sia dalla Lega che dai democratici. Berlusconi è ineleggibile, quindi, anche se c’è chi sostiene il contrario dichiarando che il titolo IV, articolo 51, della Costituzione recita "tutti i cittadini dell’uno o dell’altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza". Vero, quanto è vero che quell’articolo si conclude sancendo "secondo i requisiti stabiliti dalla legge". E quella legge c’è dal 1957.
In questo qua addirittura abbiamo Cossiga che difende legalità e democrazia contro Berlusconi, tanto perchè ci si renda conto quanto esplicito era ed è il pericolo rappresentato dal cavaliere: Imprenditore o politico,è il momento della scelta Il Parlamento mette alle strette l'azzurro
di Chiara Garofano La questione del conflitto d'interessi è tornata prepotentemente d'attualità dopo la formazione del governo D'Alema. L'Udr ne ha fatto il suo principale cavallo di battaglia e punta a ridimensionare l'influenza dell'impero Mediaset, sottraendo a Berlusconi almeno una delle tre reti attualmente a sua disposizione.Il nuovissimo piano per le frequenze, che è stato presentato nei giorni scorsi, prevede che un privato non possa detenere più del 20 per cento delle emittenze. In questo modo, per dare attuazione alla disposizione normativa, Berlusconi sarà costretto a mandare sul satellite, o a cedere ad altri, una delle sue tv, presumibilmente Rete 4. E la situazione del Cavaliere è resa ancora più difficile dal presidente onorario dell'Udr Francesco Cossiga, che non perde occasione per condannare quella che definisce un'anomalia pericolosa per la democrazia e per invocare una nuova e più equa legge sul conflitto d'interessi. Ieri su questo tema si è registrata un'altra valanga di posizioni ufficiali di leader politici. Dopo che inaspettatamente era stato proprio il senatore Di Pietro a difendere il Cavaliere dagli attacchi del Picconatore, a tornare sull'argomento ci ha pensato Angelo Sanza, coordinatore della segreteria dell'Udr, che ha definito «strana e inquietante» l'uscita pro-Berlusconi dell'ex pm e ha ricordato i precedenti nei rapporti tra i due, a cominciare dalla visita di Di Pietro ad Arcore, dall'offerta di Berlusconi di nominarlo ministro dell'interno e dell'offerta, da parte di Giulio Tremonti e sempre all'ex pm, di uno speciale ufficio investigativo, che poi, aggiunge Sanza, gli fu negato per la ferma opposizione dell'allora ministro della Giustizia, Filippo Mancuso.Più conciliante, ma non per questo arrendevole, l'atteggiamento di Rocco Buttiglione, altro esponente dell'Udr, che lega il conflitto di interessi alle vicende politiche: «Per tre anni - ricorda Buttiglione - abbiamo lavorato con Berlusconi cercando di convincerlo a venire al centro, a risolvere il conflitto di interessi, che è poi questo: un partito che fa blocco con un preciso insieme di interessi privati. Perciò, quando Cossiga invitava Berlusconi a sciogliere Forza Italia, voleva sottolineare: facciamo insieme un grande partito del centro che sia, come gli altri partiti europei, un partito di cittadini, non di un uomo solo. Purtroppo - conclude Buttiglione - finché questo non avviene, la politica italiana rimarrà bloccata».Batte sul tasto del conflitto di interessi di Berlusconi pure il sottosegretario alle telecomunicazioni Vincenzo Vita, che ieri ha sottolineato come sia «importante che si approvi un disegno di legge: va evitato è un lungo dibattito senza una nuova legge». «C'è un disegno di legge già votato alla Camera e ora al Senato - ha aggiunto Vita -. Si può migliorare, ma l'importante però è che si approvi un disegno di legge». Quanto alla Rai, Vita ha detto che «è indispensabile che essa sia un po' ripensata come servizio pubblico, anche se l'obiettivo è arrivare a un sistema privato con non più di due reti a soggetto».
Qua si dice ciò che ormai si sa, ma è bene sapere che è vero e che non si tratta di qualunquismo: Rivelazioni di un teste al processo Dell'Utri Fu Craxi a spingere Berlusconi in politica
«Fu Craxi a spingere Berlusconi a muoversi in politica, per creare un movimento al Nord, pensando che al Sud avrebbero avuto successo le liste «fai-da-te» con gli ex Dc e Psi»: a tracciare questa ricostruzione di eventi è stato Ezio Cartotto, ex dirigente Dc a Milano, ma anche ex consulente Fininvest. Lo ha detto deponendo al processo al deputato di Forza Italia Marcello Dell'Utri, accusato di concorso in associazione mafiosa, e al presunto mafioso Gaetano Cinà. La sua testimonianza ha animato l'udienza ed ha spinto Dell'Utri, per la prima volta in sei mesi, a parlare in processo. Cartotto ha raccontato che quando si occupava di Enti locali per la Dc, aiutò Berlusconi a perfezionare licenze ed adempimenti per la costruzione di "Milano due". Negli anni '80 tenne lezioni di storia della politica per i dirigenti di Publitalia. Nel '92 un «Berlusconi preoccupatissimo di perdere le concessioni televisive» gli commissionò uno studio sulla crisi politica italiana. Ora, chiusi i rapporti con Fininvest, ha in pubblicazione un libro in cui ricostruisce i rapporti con il Cavaliere e con il suo gruppo, che conterrebbe anche "rivelazioni pepate" sui retroscena della nascita di Forza Italia, di cui ha dato un assaggio in aula riferendo del presunto incontro, nell'aprile del '93, Craxi-Berlusconi che indusse l'imprenditore ad impegnarsi in politica. Ed ha aggiunto: «Berlusconi mi aveva promesso un mandato parlamentare. Poi, visto il mio contributo alla formazione del governo, chiesi almeno il posto di sottosegretario per un mio amico milanese. Non ho mai saputo perché le mie richieste non ebbero risposta».E Dell'Utri? «Lui non c' entra- ha risposto il teste- non gli porto rancore», ed ha confermato che durante un congresso Dc, tra il '72 e il '73, Dell'Utri gli chiese informazioni su Ciancimino «che voleva fondare una sua corrente», e ha aggiunto di aver "interpretato" quella curiosità come «un interesse favorevole». Il teste ha riferito che quando Dell'Utri apprese dalla Tv del suicidio di Domenico Signorino, avvenuto il 4 dicembre del '92, «scagliò il telecomando spiegandogli di essere amico del giudice». Riferendosi «ad una violenta campagna di stampa contro Dell'Utri accusato di collusioni mafiose», Cartotto ha detto che Berlusconi era molto preoccupato e che Dell'Utri un giorno commentò: «Silvio non deve dimenticare che io so tante cose...». Il teste (indagato a Torino per false fatturazioni), ha sostenuto infine che «Berlusconi voleva favorire un conglomerato di centro che prendesse i voti dei partiti in crisi» e che «i primi ad essere contattati furono Amato, Martinazzoli e Segni».
Qua vediamo come Dell'Utri sia solito da anni parlare con dei boss mafiosi per portare le decisioni a Berlusconi: «Dell'Utri chiese a Bontade venti miliardi da girare a Berlusconi che si trovava in difficoltà economiche» Così il Biscione si mise la coppola Rapisarda: quei soldi servivano per acquistare film e programmi. La Fininvest: tutto falso
ROMA Un incontro a Parigi, nel 1980, tra Marcello Dell'Utri, Stefano Bontade e Filippo Alberto Rapisarda, nel corso del quale Dell'Utri chiese a Bontade, allora al vertice di Cosa Nostra, 20 miliardi da girare a Berlusconi, in difficoltà economica. Lo avrebbe rivelato ai magistrati di Palermo lo stesso Rapisarda, secondo quanto scrive "L'Espresso" in un articolo che sarà pubblicato sul prossimo numero e di cui è stato anticipato il testo. «Rapisarda - scrive il settimanale - dopo un primo interrogatorio dell'estate del '96 in cui aveva sostenuto che Bontade gli parlò, nel 1979, di 10 miliardi richiesti da Berlusconi e Dell'Utri alla mafia palermitana per entrare in società nel nascente Canale 5, si è presentato in procura il 6 ottobre 1997». Rapisarda ricostruisce quindi l'incontro con Bontade e Dell'Utri e la richiesta dei 20 miliardi, quasi 80 miliardi ai valori di oggi: «Con quei soldi - sostiene il finanziere siciliano, che non è un pentito, sottolinea "l'Espresso", - il gruppo Biscione avrebbe acquistato diritti televisivi di film e programmi da ritrasmettere sulla sua tv commerciale». Il settimanale scrive quindi che sono cominciati i controlli sui documenti, «partendo da quelli sequestrati alla Parmafid, una fiduciaria milanese cui fa capo il capitale sociale della Fininvest».La Parmafid ha sostanziali partecipazioni nelle 23 Holding Italiane, cui fa capo il capitale sociale della Fininvest. «La Parmafid però - continua ancora "L'Espresso" - non veniva utilizzata solo da Berlusconi. La fiduciaria aveva anche altri clienti, tra cui gli imprenditori milanesi Joe Monti e Antonio Virgilio, due colletti bianchi al centro dell'inchiesta Pizza Connection, assolti dalle accuse di mafia da una provvidenziale sentenza dell'ex presidente della prima sezione della Cassazione Carnevale. Così a partire dal 1997 gli investigatori della Dia hanno ricostruito gli acquisti di pacchetti di film avvenuti negli anni incriminati. Tutti contratti - scrive sempre il settimanale - conclusi a colpi di miliardi di ignota provenienza». "L'Espresso" ricorda poi che i legali di Berlusconi si sono opposti alla consultazione dei libri contabili delle Holding Italiane sostenendo che si tratta del capitale personale di Berlusconi, e che quindi bisogna chiedere l'autorizzazione al Parlamento. «È inaudito e indegno di uno Stato di diritto che in pieno svolgimento di processo certa stampa debba conoscere verbali di interrogatori tenuti nascosti alla difesa». Lo afferma in una nota il collegio difensivo dell'onorevole Marcello Dell'Utri a proposito delle anticipazioni dell'Espresso. «Le rivelazioni del Rapisarda, per quanto frammentariamente concessoci dalle Agenzie - proseguono i legali - sono state smentite dalle acquisizioni finora compiute, e costituiscono solo la conferma della dedizione alla menzogna di tale soggetto, ancora in debito di gratitudine per la archiviazione della sua posizione da parte della Procura palermitana». «Al fine di sgomberare il campo da ulteriori equivoci» gli avvocati di Dell'Utri ribadiscono che «i colleghi difensori dell'onorevole Berlusconi si sono opposti, per doveroso rispetto alle prerogative del loro cliente, al sequestro di atti comunque estranei agli acquisti cui si riferisce il Rapisarda, in ogni caso prestandosi alla esibizione degli stessi alla Autorità giudiziaria, a riscontro della assoluta trasparenza delle operazioni finanziarie riferibili alla holding». E la Fininvest smentisce in una nota «di aver avuto relazioni finanziarie o di qualunque altro tipo con personaggi come Bontade o Rapisarda per l'acquisto di diritti televisivi o per altre operazioni».
Ce ne sono a volontà, ma credo che il punto sia centrato.
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da Vykos » 25/08/2009, 12:24
Faccio una breve puntualizzazione sulla situazione legale di Travaglio, che ha scatenato diverse polemiche inutili. Tempo fa Anna mi faceva giustamente notare che una condanna in sede civile, benchè non renda "pregiudicati" in senso stretto, comunque non si chiama "soccombenza", come Travaglio sembrava effettivamente affermare in diverse puntate di Annozero. Mi sono letto articoli relativi a questo ed in effetti è così, la soccombenza è una sanzione che consiste nel dover pagare le spese processuali e che non necessariamente comporta la condanna. Il punto però è diverso, la "diffamazione", ovvero quello per cui Travaglio avrebbe perso contro Previti, è un reato penale, e non civile. Il fatto che il certificato penale di Travaglio non mostri alcun reato dimostra quindi che la questione è più complessa di un "non sono condannato sono soccombente perchè erano civili": le cose sono andate chiaramente così, in sede penale Travaglio non ha perso la causa per diffamazione ma è stato soccombente nel senso del pagamento delle spese processuali. Per questo "si dice soccombente", perchè la condanna in quella circostanza non c'è stata, anche se gente istruita ed intelligente come Castelli (leghista, ex ministro della giustizia per 5 anni) non ha idea di queste differenze. Poi ci sono altre due cause, stavolta civili, effettivamente perse, ma non per diffamazione perchè quella è un reato penale. Semplicemente quelli che in caso di un politico si chiamano "reati d'opinione" e dai processi per i quali un giornalista non è immunizzato. Questo profila anche un'altra menzogna dell'on.avv.Ghedini che nell'ultima puntata di Annozero sbraitò "E' civile la diffamazione Travagliooo non compare lììì non menta Travagliooo non menta agli italianiii".
Tengo a precisare, comunque, che anche qualora Travaglio fosse in futuro condannato in sede penale per i reati più abietti, rimane fermo il fatto che non è un politico (e quindi non è stipendiato dai cittadini nè ha mentito per riuscire a fare il lavoro che fa) e che una condanna o più non comportano che quanto detto sia falso, il problema dei condannati non è la condanna in sè, è che siccome tanti condannati gravi stanno in parlamento e non hanno ancora scontato, averli lì comporta l'emanazione di leggi scritte dai colpevoli di quei reati che dovrebbero esser puniti. Non c'entra niente la questione morale, è pura convenienza per il paese.
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da Vykos » 26/08/2009, 12:48
Altre facce di bronzo in casa padana: Cielle, Comunione e Legadi Giovanni Panunzio*La partecipazione del ministro Roberto Calderoli al Meeting di Comunione e Liberazione ha sorpreso piu' per la presenza che per quanto ha affermato a proposito di immigrazione: ''L'approccio della Chiesa deve ispirarsi all'amore cristiano, dall'altra parte c'e' la necessita' che il Paese dia risposte concrete''. Il ministro Calderoli probabilmente dimentica che il 26 agosto 2005 il quotidiano della Lega Nord ''La Padania'' attacco' duramente il sistema sanitario lombardo, citando i nomi degli esponenti di Comunione e Liberazione nominati nelle aziende sanitarie e negli ospedali della regione. Del ciellino Gian Carlo Abelli, assessore alla Famiglia, scrisse: ''Non c'e' che dire, e' un ottimo assessore alla Famiglia, la sua famiglia infatti l'ha sistemata davvero bene. Il figlio primario, la figlia direttore sanitario''. Un paio di mesi dopo, il bis: ''Dietro al mondo delle nomine c'e' tutto un universo di convenzioni, accreditamenti, assegnazioni di incarichi e appalti che vedono primeggiare un gruppo su altri''. Com'e' che adesso la Lega Nord siede comodamente sul palco del Meeting di Rimini? E com'e' che il movimento cristiano - o solo cattolico? - Comunione e Liberazione permette al partito di Umberto Bossi di avvalorare una politica sull'immigrazione invisa alla Chiesa e causa di maltrattamenti in Libia e annegamenti in mare di uomini, donne e bambini? Sarebbero queste le ''risposte concrete'' del Governo di cui parla il padre della legge elettorale porcata? O forse e' piu' una porcata fare finta di ignorare che da quando e' presidente della Regione Lombardia il ciellino Roberto Formigoni, gli uomini di CL occupano posti importanti? Sia la Lega Nord che Comunione e Liberazione, pero', hanno un denominatore comune: Silvio Berlusconi, e non solo perche' ha sistemato un po' tutti. Pare che sia stato lui infatti, nel 1978, a finanziare la nascita del settimanale ciellino ''Il Sabato''. E pare sia stato sempre lui ad aiutare la banca padana ''Credieuronord'' e i ''media'' leghisti (La Padania, Tele Padania, Radio Padania) a sopravvivere. Piu' che un Meeting, un Eating. Cos'altro dire se non che ora il cavaliere, in barba a celodurismi, verginita' ed escort, tiene tutti per le palle? *Fondatore Osservatorio Antiplagio panunzio@email.itfonte: http://www.articolo21.info/5728/editori ... -lega.html
Notizie da Israele: Quotidiano svedese: l’esercito israeliano traffica organi palestinesi. E’ scontro diplomaticoSTOCCOLMA – Lo scontro si accende a seguito di una gravissima accusa rivolta dal più noto giornale di Stoccolma, l'Aftonbladet, all’esercito israeliano. Secondo un articolo giornalistico pubblicato sul quotidiano svedese, i militari di Tel Aviv si approprierebbero degli organi dei giovani palestinesi uccisi nei territori occupati. L’Aftonblandet insinua addirittura l’esistenza di un legame tra questa vicenda e l’arresto negli Usa di una banda implicata nel traffico illegale di organi umani, nella quale spiccherebbero i nomi di alcuni rabbini. La dura risposta del governo e dell’opinione pubblica israeliana non si fa attendere. Ad usare le parole più pesanti è il ministro delle Finanze, Yuval Steinitz, il quale definisce il quotidiano svedese “un infame libello antisemita”, che adopera argomenti molto simili a quelli che si usavano in epoca medievale. Ma con il passare dei giorni, la tensione tra i due Stati cresce sia sul versante istituzionale che su quello sociale. Dalla revoca dell’accreditamento temporaneo ai due inviati del giornale presso il paese mediorientale – vengono addotte pretestuose necessità di tempo per verificare le credenziali dei giornalisti – fino alla petizione pubblica per il boicottaggio dei negozi Ikea. La multinazionale svedese, specializzata in articoli d’arredamento, finisce così nell’occhio del ciclone di una campagna contro tutti i prodotti di Stoccolma. Dal canto loro, i gestori dell’unico megastore Ikea presente in Israele (per l’anno prossimo è prevista l’apertura di una nuova struttura), ribadiscono che la loro azienda non ha alcuna connotazione politica e che dunque l’azione di boicottaggio sottoscritta da migliaia di cittadini è assolutamente ingiustificata. Dall’Aftonblandet all’attacco contro tutti media della nazione scandinava. Il ministro dell'interno, Eli Ishai, si è detto pronto a riesaminare il visto per i giornalisti svedesi presenti in Israele. Il governo di Stoccolma avrebbe reagito troppo debolmente al contenuto di quell’articolo. Un atteggiamento letto da Tel Aviv come un tacito assenso alle accuse lanciate con quell’inchiesta e che la politica svedese spiega invece con la volontà di non interferire con la libertà di stampa. Dal canto suo, il direttore dell’Aftonbladet, Jan Helin, ha detto di non avere “alcun rimorso”, sottolineando come quell’articolo “sollevava diversi interrogativi su una vicenda già emersa in precedenza” anche in Israele. Ad acuire ulteriormente la crisi tra i due paesi si aggiunge poi la netta presa di distanze espressa dal ministero degli Esteri dei nordici dalle affermazioni della ambasciatrice di Svezia presso Israele. Quest’ultima aveva immediatamente e senza appello condannato il contenuto dell’articolo. Si affacciano così appellativi d’altri tempi, a cui Israele fa troppo spesso ricorso nei contenziosi internazionali. Una parte della stampa del paese ebraico parla addirittura di “razzismo biondo”. Haaretz si limita invece a definire come un esempio di cattivo giornalismo, quello dell’articolo sull’ Aftonblandet, aggiungendo però che lo scontro aperto tra i due paesi è assolutamente “superfluo”. Qualcuno cita il caso, avvenuto nel 2006, della pubblicazione di caricature ritenute offensive per il mondo musulmano e che il governo svedese condannò pubblicamente. Allora Stoccolma inviò persino le proprie scuse ufficiali allo Yemen e dispose la chiusura di una pagina web di estrema destra. In realtà non è rintracciabile alcuna analogia tra i due fatti. Se in un caso, quello delle vignette, si potrebbe parlare di una chiara provocazione, per di più perpetrata da gruppi chiaramente xenofobi, il dibattito di questi giorni si avvita attorno ad un articolo giornalistico, pubblicato sul maggiore quotidiano svedese. Nonostante lo scontro, al momento il governo di Bibi Netanyahu fa sapere di non avere intenzione di annullare la visita del ministro degli esteri svedese, Carl Bildt, prevista tra un decina di giorni. La Svezia è tra l’altro l’attuale presidente di turno della Ue. http://www.dazebao.org/news/index.php?o ... Itemid=198
Articolo dal Giappone su Berlusconi: Sesso, Berlusconi e il letto di Putin Articolo di Società cultura e religione, pubblicato giovedì 13 agosto 2009 in Giappone.
[The Japan Times]
Roma – Le performance sessuali del Presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi sono sui titoli dei giornali di tutto il mondo, non solo sulla stampa scandalistica. Queste storie non sarebbero niente più che divertenti, come certamente sono, se non fossero così deleterie per l’Italia e per la politica immobile del paese.
Perché, nonostante i crescenti scandali, “Il Silvio Nazionale” rimane di gran lunga il politico italiano più popolare e di maggior successo (nonostante il suo tasso di approvazione sia ora sceso sotto il 50% nei sondaggi per la prima volta dal suo secondo ritorno alla presidenza nel 2008).
Una parte dei motivi della longevità di Berlusconi nonostante le sue varie cadute è culturale. Come in altri paesi latini o mediterranei con una forte tradizione cattolica, la società italiana ha imparato da molto tempo ad accettare serenamente una vita fatta di doppiezze: da una parte, un forte attaccamento alla chiesa e ai valori della famiglia, e dall’altra una seconda vita, spesso vissuta sotto gli occhi di tutti, fatta di amanti e di altre “dubbie” relazioni.
I leader cattolici dell’Italia di oggi abbracciano spesso questo stile di vita. Negli ultimi anni, a parte lo stesso Berlusconi, altri divorziati come il leader del partito cattolico di centro Pier Ferdinando Casini e il Presidente della Camera Gianfranco Fini possono tranquillamente fare appassionati discorsi sull’importanza dell’unità della famiglia tradizionale e sulla sacralità del matrimonio al mattino, partecipare a una toccante udienza del Papa al pomeriggio, e correre alla sera dalla compagna non sposata e madre dei loro ultimi figli.
La tacita accettazione da parte della società italiana di un tale comportamento è diventata negli ultimi anni più apertamente riconosciuta, grazie forse a Berlusconi e ai suoi ampi possedimenti di mezzi di comunicazione. Negli anni ’70, la massima ambizione di una famiglia media della classe operaia per i propri figli era che questi studiassero, andassero all’università e diventassero dottore o avvocato.
Dalla fine degli anni ’70, e soprattutto durante gli anni ’80 e ’90, i tre canali televisivi privati di Berlusconi hanno dipinto un modello falso e illusorio di successo veloce, come quello visto nelle soap opera americane come “Dallas”. Dagli anni ’90 i suoi canali hanno trasmesso il “Grande Fratello” e programmi di varietà dominati da comici maschi, forzuti e giovani donne vestite in maniera succinta, comunemente chiamate “veline”.
Nello spazio di soli 30 anni le stazioni televisive di Berlusconi sono riuscite a imporre questo illusorio ritratto del successo nella società italiana. E oggi, l’ambizione di molte madri italiane della classe operaia è quella di vedere le loro figlie diventare una poco vestita “velina” che, a sua volta, riesca a finire sulla cronaca scandalistica flirtando con l’ultimo forzuto divenuto rubacuori televisivo o con qualche promettente giovane calciatore. Diventare dottore o avvocato non è più un segno di successo.
Nonostante la mancanza di muscoli e di capelli, Berlusconi è la personificazione di questo tipo di successo. L’ex cantante di cabaret che è divenuto uno degli uomini più ricchi del mondo è anche riuscito a diventare il politico italiano di maggior successo, e uno dei più folcloristici del mondo. Fino a poche settimane fa, l’italiano medio lo vedeva come un modello, come qualcuno che era riuscito in varie sfere della vita.
Questo ora è cambiato. La gente ha iniziato ad ammirare meno Berlusconi, a perché l’ipocrisia è andata troppo oltre. Può essere trendy per un politico italiano ostentare la propria immagine di macho mediterraneo, ma quell’immagine diventa difficile da digerire quando il Presidente del Consiglio lancia una campagna per estirpare la prostituzione dalle strade, con possibilità che i clienti finiscano in galera, mentre lui dorme con delle accompagnatrici a pagamento.
E gli italiani non sono neppure rassicurati dal fatto che Berlusconi abbia schierato durante le ultime elezioni del Parlamento Europeo una serie di candidate la cui unica qualifica identificabile era che erano giovani ragazze carine che forse avevano passato un po’ di tempo in compagnia del Presidente del Consiglio nella sua villa in Sardegna o nel suo palazzo romano.
Oggi sembra che l’unica cosa certa sia che Berlusconi non sarà mai eletto Presidente della Repubblica, la carica alla quale ha sempre aspirato. Inoltre è pieno di voci secondo le quali adesso sarebbe attaccato per il suo comportamento da parte di membri del proprio partito. Di certo alcuni sostengono che Berlusconi sarà costretto a dimettersi da Presidente del Consiglio entro la fine dell’anno.
Queste voci potrebbero risultare esatte, dato che il cuore dello scandalo riguarda ora delle conversazioni registrate tra una escort pagata e Berlusconi durante i loro giochi erotici nella sua villa in Sardegna sul letto matrimoniale regalatogli dal suo omologo russo, Vladimir Putin. Un copione che prevede una caduta che avviene su di un letto donato dal Cremlino sarebbe una trama che nemmeno uno dei canali televisivi di Berlusconi potrebbe escogitare.
[Articolo originale " Sex, Berlusconi, and Putin's Bed" di Arnold Cassola]
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da Axormon92 » 26/08/2009, 15:15
speriamo che succede ciò che viene detto nell'articolo giapponese...si dimette entro la fine dell'anno...magari!!!!
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da vaan92 » 27/08/2009, 5:26
Sono giorni che accendendo la tv mi ritrovo a guardare la pubblicita' di questo magazine Canadese che mette Silvio Berlusconi in copertina ritenendolo l'uomo piu' interessante al mondo in quanto e' sempre circondato da soldi, belle donne e soprattutto non sa stare lontano dagli scandali. Bella roba...non capisco se ci fa o ci e'...
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da Vykos » 27/08/2009, 10:38
Berlusconi ci fa, da tanto, il magazine canadese fa quello che sta facendo il resto dela stampa estera, ritiene Berlusconi l'uomo "più interessante del mondo". Il punto è che ne parla e che riconosce la natura degli scandali, abissalmente oltre il massimo che si riesce ad ottenere qua in Italia. Bisognerebbe poi leggere gli articoli interi prima di capire in che senso ne parli, mi sembra un po'strano che siano elogi, soprattutto da gente del continente americano. Articolo per i berlusconiani smemorati e per gli altri che vogliono ripassare la lezione: Penso che Berlusconi e il suo governo sia un male per l’Italia sostanzialmente per le seguenti due principali ragioni: 1) Berlusconi dal punto di vista etico e morale è il peggiore di tutti. 2) A differenza del precedente governo Prodi che si è occupato di risolvere i problemi del paese a partire dalle fasce più deboli, questo governo fa quasi esclusivamente leggi ad personam a favore dei più potenti, ricchi e corrotti (finanzieri, banchieri, grandi lobby), senza preoccuparsi dei precari, dei disoccupati, delle famiglie più povere. Ecco un elenco per chi non ricorda o non sa quali e quanti loschi provvedimenti, spesso tenuti nascosti dalla disinformazione televisiva, il governo Berlusconi ha approvato dall’inizio della legislatura: 1) Berlusconi appena tornato al governo ha abrogato norme di contrasto all'evasione fiscale varate dal governo precedente. 2) Ha abolito i tetti agli stipendi dei manager pubblici varati dal precedente governo. 3) Ha abrogato le norme più restrittive varate dal precedente governo sull'utilizzo dei voli di stato. 4) Ha cancellato la legge n.188 del 17 ottobre 2007 fatta dal governo Prodi che vietava la sottoscrizione delle “dimissioni in bianco” (pratica illegale tesa ad obbligare i neoassunti a firmare una lettera di dimissioni priva di data, contestualmente alla sottoscrizione del contratto di lavoro) da parte del lavoratore al momento dell'assunzione, così da poter poi ricattare e licenziare il lavoratore in qualsiasi momento. 5) Non si è detto che i debiti di Alitalia sono finiti tra i debiti dello stato ma si è parlato di un fantomatico salvataggio da parte del "messia" Berlusconi che invece l'ha svenduta ai loschi personaggi della Cai. 6) Si è nascosta la gravità della legge blocca-intercettazioni, che favorisce i delinquenti e mette il bavaglio al diritto di cronaca. 7) Si sono nascosti i tagli che sono stati fatti alla scuola e all'università facendo passare una legge di bilancio come riforma. 8) È stata rinviata per due volte l’entrata in vigore della class action e poi si è deciso che i creditori di Parmalat e Cirio non potranno essere risarciti dato che non sarà retroattiva. 9) Sono state rinviate alcune norme sulla sicurezza del lavoro presenti nel T.U. ed è stato approvato un decreto correttivo al Testo Unico sulla sicurezza, che fu varato dal Governo Prodi, il quale peggiora gravemente il testo, abbassando di fatto le tutele per i lavoratori. 10) Sono stati privatizzati enti beneficiari di beni pubblici come le risorse idriche. 11) Si sono dati aiuti alle banche tramite l'emissione dei cosiddetti Tremonti Bond e, contemporaneamente, non sono stati trovati soldi per i precari. 12) Le false promesse ai terremotati abruzzesi: a) l’autostrada non si pagava? No, si paga; b) le bollette non si pagavano? Quelli che avevano addebito tramite Rid bancario hanno ricevuto lo stesso l’addebito; c) niente rimborso totale per la ricostruzione di tutte le abitazioni (il governo copre solo un terzo della cifra totale a fondo perduto, il resto deriva da un mutuo a tasso agevolato e dal credito d’imposta); d) a partire dal 1° gennaio 2010 riprenderà la tassazione normale e si dovranno restituire le imposte non versate negli 8 mesi di sospensione, ovvero un trattamento molto peggiore rispetto a quello riservato per i terremotati del Molise, delle Marche e dell’Umbria. 13) Berlusconi si è fatto approvare dalla sua maggioranza e governo il lodo Alfano, una legge sull'immunità per le alte cariche dello stato di dubbia costituzionalità, fatta per risolvere i propri problemi giudiziari, che gli ha consentito di stralciare la sua posizione nel processo a carico suo e di Mills, e lo stesso lodo Alfano è servito al sig. Berlusconi per rinviare, almeno per il momento, il processo a suo carico per diffamazione nei confronti di Antonio Di Pietro. 14) È da quattro mesi che il Consiglio di Ministri deve sciogliere il consiglio comunale di Fondi per infiltrazioni mafiose, così come ha fatto per altri comuni, e non lo fa, nonostante vi siano stati 17 arrestati il 6 luglio 2009. Nel consiglio dei ministri, secondo Stefano Pedica, c'è qualcuno che vuole tutelare persone colluse con la 'ndrangheta. 15) È stata approvata la norma sullo "scudo fiscale" (riciclaggio di stato) che aiuta i criminali a "lavare" il denaro sporco e ad assicurare loro l’impunità. 16) È stata approvata una norma che riduce i poteri di indagine e il campo di intervento della Corte dei conti. 17) Con il piano casa viene autorizzata la cementificazione selvaggia del territorio e si favoriscono gli affari della criminalità organizzata che mette le mani sugli appalti. 18) L'Italia è stata condannata a pagare una multa di 350 mila euro per ogni giorno di ritardo nell'applicazione della direttiva europea a partire dal 1° gennaio 2009 e con effetto retroattivo fino al 1° gennaio 2006 (circa 130 milioni di euro all'anno) perché Rete 4 trasmette in modo abusivo sulle frequenze analogiche che spettano ad Europa 7. 19) Il governo Prodi aveva già detratto di 200 euro l’Ici a tutte le prime case, escluse ville e castelli, con la Finanziaria del 2008, mentre Berlusconi ha completato togliendo l’Ici alle famiglie più ricche e benestanti che non ne avevano certamente bisogno. 20) Il governo Berlusconi ha emanato norme contenute nel pacchetto sicurezza, fortemente criticate da “Famiglia Cristiana” e da autorevoli esponenti della Conferenza Episcopale: norme razziali sull’immigrazione che equiparano il clandestino ad un delinquente e l’istituzione delle ronde, per un megaspot a favore del governo, cavalcando l’onda emotiva esasperata dalla visibilità data dai media ad alcuni episodi avvenuti in un particolare periodo (gli stupri mica sono finiti, perché non se ne parla più come prima?); si istituiscono le ronde, che sono totalmente inutili, mentre sono stati tagliati i fondi alle forze d'ordine (manca persino la benzina per le volanti): che modo è di fornire la sicurezza? 21) Il governo Berlusconi ha approvato una leggina ad personam per Corrado Carnevale (quel magistrato che fu noto come "l'ammazzasentenze", per via dei processi di mafia che annullava dalla Suprema corte per vizi formali) per consentirgli di ricoprire l'incarico di primo presidente della Cassazione alla veneranda età di 80 anni anche se i colleghi vanno in pensione a 75; 22) Sono stati ridotti gli ecoincentivi cioè le detrazioni sui lavori di riqualificazione energetica sulla casa (impianti solari termici, impianti di climatizzazione invernale con caldaie a condensazione, finestre con doppivetri,ecc...) introdotti da Prodi con la Finanziaria 2007 e confermati sempre da Prodi con la Finanziaria 2008; 23) E’ stato rinviato di un anno l'obbligo per gli edifici di nuova costruzione d’essere alimentati con «impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili» per una produzione energetica di almeno 1 kW per ciascuna unità abitativa previsti dal governo Prodi nella legge finanziaria per il 2008; 24) Il governo Berlusconi ha stabilito che l’Italia stanzierà 5 miliardi di dollari nei prossimi 20 anni ad un dittatore come Gheddafi a titolo di risarcimento per i danni causati durante l’occupazione coloniale (ma chi risarcisce i nostri soldati caduti?) in cambio di un controllo dei flussi migratori e nonostante ciò gli sbarchi di clandestini sono proseguiti regolarmente; 25) Berlusconi ha risolto il problema della spazzatura a Napoli? Tutto falso ovviamente. Innanzitutto il problema non è risolto, al momento è stato possibile ripulire le strade della città, mentre in alcune zone della provincia ci sono ancora cumuli di spazzatura per la strada, grazie all'apertura delle discariche di Savignano Irpino e Sant'arcangelo Trimonte, stabilite con l'ordinanza del 5 marzo 2008 fatta da Prodi. Poi è stata realizzata una discarica a cielo aperto in un’area denominata “sito di interesse strategico nazionale” in località Ferrandelle, che si trova tra i comuni di Casal di Principe, Santa Maria La Fossa e Grazzanise. Inoltre Berlusconi ha millantato anche la realizzazione del termovalorizzatore di Acerra, che era già in fase di ultimazione quando è tornato al governo, ma c'è da ricordare che è adibito per bruciare solo le ecoballe, mentre dalla denuncia del sindaco di Acerra, il termovalorizzatore sta bruciando qualsiasi tipo di rifiuto; ciò sta mettendo in grave pericolo la salute dei cittadini di Acerra. Da ricordare che dal 2001 al 2006, il governo Berlusconi non si è occupato per niente dei problemi di Napoli e della Campania. 26) È stato abrogato l'obbligo di allegare all'atto di compravendita (o di locazione) di un immobile l'attestato di certificazione energetica che andava incontro all'interesse di acquirenti e inquilini di conoscere l'efficienza energetica di un'abitazione prima dell'acquisto. 27) Il governo Berlusconi ha introdotto la ‘’Tassa Sky’’ ai quasi 5 milioni di abbonati Sky raddoppiandogli l’Iva sull’abbonamento. Siccome in questi anni Sky stava crescendo e stava facendo concorrenza a Mediaset rubandogli telespettatori e quindi introiti pubblicitari, il premier ha pensato bene di approvare una nuova leggina (in conflitto di interessi) per tirare una bella mazzata agli abbonati Sky così da fargli disdire l’abbonamento e ridimensionare così Sky a favore di Mediaset e a scapito del pluralismo e della concorrenza. 28) Il governo ha reintrodotto l'obbligo dei bollini Siae tramite decreto nonostante una sentenza contraria della Corte Europea. 29) Mentre gli Stati Uniti decidono di abbandonare il nucleare per investire nelle fonti energetiche rinnovabili, il governo Berlusconi decidere di puntare sulla tecnologia nucleare di terza generazione, obsoleta ed antieconomica, che sarà un affare per le lobby francesi e non potrà portare alcun beneficio nell’immediato, visto che per costruire una centrale nucleare occorrono 10 anni, e fra dieci anni avrà preso il sopravvento la tecnologia di quarta generazione. 30) Il governo Berlusconi dice no al solare termodinamico con l’approvazione della mozione n° 1-00155 di D’Alì, Gasparri, e sposta gli investimenti dal solare termodinamico al nucleare n° 1-00155 Insomma, il governo Berlusconi toglie ai poveri per dare ai ricchi e non si preoccupa della grave situazione precaria di milioni di famiglie a ridosso e al di sotto della soglia di povertà, ma anzi si cerca di nascondere la situazione di questa gente, facendo apparire che niente di drammatico ci sia. L’elevato numero delle note precedenti, che ho cercato di rendere quanto più sintetiche possibile, testimonia quante ne ha combinate questo governo di bugiardi, piduisti, eversivi, evasori, corruttori, corrotti, filo-mafiosi, che vuole mettere il bavaglio all’unico baluardo di informazione rimasto ancora libero, cioè la rete, per nascondere all’opinione pubblica tutte le malefatte riportate sopra. Loro non si arrenderanno mai… noi neppure. PASSATE PAROLA fonte: http://www.berlusconisidimetta.org/joomla/
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da Dragonair » 27/08/2009, 10:47
Peccato che a mio avviso il pacchetto sicurezza, a parte un paio di punti che potevano essere strutturati meglio, sia la più grande genialata di questi utlimi tempi.
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da Hyam » 27/08/2009, 10:55
Vykos ha scritto:29) Mentre gli Stati Uniti decidono di abbandonare il nucleare per investire nelle fonti energetiche rinnovabili, il governo Berlusconi decidere di puntare sulla tecnologia nucleare di terza generazione, obsoleta ed antieconomica, che sarà un affare per le lobby francesi e non potrà portare alcun beneficio nell’immediato, visto che per costruire una centrale nucleare occorrono 10 anni, e fra dieci anni avrà preso il sopravvento la tecnologia di quarta generazione.
Devo dire che non smetterò mai di essere perplesso per questa cosa. Perso un treno se ne prende un altro, non capisco perchè tornare indietro di 20 anni. Mi viene da piangere se penso che in campo energetico l'Italia è stata una delle prime (prima centrale elettrica europea a Milano). Ora io non sono uno di quelli che è contro il nucleare, anzi sono fortemente convinto che il referendum sia stato un errore e che ci abbia debilitati fortemente, come non sono nemmeno convinto che le sole energie alternative possano soddisfare (almeno per ora) il fabbisogno energetico. Però sono certo che ora come ora perdere tempo per costruire centrali nucleari, facendo altri 10 anni e passa di deficit energetico sarà la nostra rovina. Ma come, sento che la Germania in fatto di pannelli solari è all'avanguardia, e noi siamo il paese del sole. Vengono qua, fanno studi di ogni genere minuziosi e calcolati, mentre noi abbiamo una risorsa che non sfruttiamo. Il bello è che quasi a nessuno importa, ora che è cominciata la caccia all'immigrato. Non che l'immigrazione non sia un problema che vada affrontato, ma quello energetico è un problema che si protrae da ben più tempo e con danni economici rilevanti. Mi viene da ridere solo per l'incoscienza.
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da Axormon92 » 27/08/2009, 12:30
bisognerebbe costruire case di nuova generazione con i tetti ricoperti di pannelli solari soprattutto nelle regioni del sud dove il sole splende sempre! si potrebbero creare case ecologiche che sfruttano sempre il sole per scaldare l'acqua ed avere acqua calda ecc...avevo letto su focus l'idea che si vorrebbe concretizzare per le città: farle diventare come internet! Ogni casa, ogni negozio produce energia e la immette nella rete e chiunque la può sfruttare creando una vera rete elettrica!
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da Vykos » 27/08/2009, 14:06
Dragonair ha scritto:Peccato che a mio avviso il pacchetto sicurezza, a parte un paio di punti che potevano essere strutturati meglio, sia la più grande genialata di questi utlimi tempi.
Sarebbe utile spiegare dove e perchè. 1) "Reato di ingresso clandestino": inutile. Puoi dichiarare qualcuno colpevole solo se lo becchi mentre scavalca il confine, ed in quel caso - secondo il pacchetto sicurezza - anzichè non farlo entrare lo processi ed intasi il sistema processuale quando avresti risolto semplicemente impedendo l'ingresso. Il reato di clandestinità è ovviamente altrettanto cretino, ancor prima che razzista. Tu trovi un immigrato irregolare, cosa credi, che venga portato alla frontiera a calci nel didietro e cacciato? Scordati questi film, gli viene dato il "foglio di via", che è un documento il quale chiede di andarsene. Ovviamente il tizio non se ne va. Nel miracolato caso in cui venisse beccato di nuovo (basta andare a delinquere qualche quartiere più in là), se ha un giustificato motivo per non essersene andato risulta innocente, ed innocente risulterà sempre perchè basterà dire di non avere i soldi per tornare in patria. 2) Mettiamo i soldati in città! Però tagliamo i fondi alla polizia. Aumentare i fondi alla polizia era troppo facile, invece ora il 113, che è sempre stato funzionalissimo, non lo è più perchè non si finanziano più la benzina e le riparazioni per le volanti. 3) Un ragazzo ubriaco commette uno stupro. Nessuno lo cerca, eppure giorni dopo va con suo padre in questura ed ammette tutto. In attesa dell'inizio del processo la magistratura gli dà i domiciliari. La gente insorge, "oooohh i domiciliari, vergogna!". Bene, legge per dare l'arresto in carcere in attesa del processo a chi si macchia di reato di stupro. Legge spot. Quel ragazzo era al sicuro, si è presentato da solo, ha ammesso il reato, ha fornito da solo le prove della sua colpevolezza e, dato che aveva una famiglia che poteva badare a lui, gli sono stati dati i domiciliari in attesa del processo, dopo è ovvio che vada in carcere. La legge dice che chi stupra non può ottenere i domiciliari in nessun caso. Questa legge non solo non riduce i crimini, ma genera crimini più gravi, poichè se Tizio stupra Caia e poi la uccide si tratta di omicidio aggravato, non di stupro, quindi tutti gli stupratori sanno che se stuprano soltanto vanno dritti in carcere, mentre se oltre a stuprare uccidono anche la vittima hanno possibilità di ottenere i domiciliari. Geniale sorgente di crimine. 4) Istituiamo le ronde, cioè sorveglianze fatte da gente non addestrata, senza alcun tipo di qualifica, disarmata, massimo tre per gruppo e "armati di telefono cellulare". Questo vuol dire che ci sono tre persone disarmate con la giubba di riconoscimento che girano in cerca di criminali, i quali sanno che sono tre, disarmati e con il telefono cellulare dietro. In altre parole, la prima gang seriamente malintenzionata li gonfia di botte (se va bene) e si fotte i cellulari, quelli meno violenti approfittano dell'assenza da casa per rubarci dentro. Inoltre come si è visto le ronde possono azzuffarsi tra loro, così la poca polizia rimasta (come sopra spiegato) nemmeno può occuparsi della criminalità perchè deve andare a separare i girorondini. 5) Aboliamo le intercettazioni. Si, le possiamo fare solo quando sappiamo chi è il colpevole. Molto utile, una vera genialata, perchè quando scopri un colpevole ovviamente ti metti ad origliare le telefonate, no, non è che lo vai ad arrestare. Però ehi, non vogliamo favorire mafiosi e terroristi, quindi per loro si possono ancora fare. Peccato che i reati di mafia e terrorismo non si manifestino mai come tali, bensì come estorsioni, minacce, furti, omicidi, quindi non si avrà mai la possibilità di intercettare. 6) Si possono porre telecamere di sicurezza solo dove si sa che è in corso un reato. Oggigiorno si possono mettere dove c'è possibilità che sia commesso, in questo modo se qualcuno lo commette viene ripreso. Con il pacchetto "sicurezza" invece, se vieni a sapere che due mafiosi si incontreranno nel bar Vattelappesca, non puoi pazzare microfoni o telecamere poichè nell'incontrarsi non vi è reato. Inoltre, se una piazza è a rischio e vuoi mettere una telecamera, devi aspettare una denuncia per, esempio, danneggiamento, aggressione o stupro, correre in piazza e mettere la telecamera. Nel mentre il tizio è già bello che andato via ed il reato ampiamente consumato. Poi ci sono anche le trovate da caproni come quella delle impronte digitali ai bambini rom. Ma prendile un po' a tutti, e prendi anche il DNA, questi sono investimenti che permettono di identificare chiunque, le impronte digitali solo ai bambini e solo di un'etnia è una stupida legge spot. Si, lo trovo una genialata per il fine che si propone: coprire i reati e consegnare capri espiatori mediatici alle masse di pecore.
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