Missioni

Un Gioco di Ruolo Narrativo a più mani, tra SeeD e Cadetti, Garden ed Accademia, Tornei, Missioni, Sagre, e molto altro: questo è il Garden Club! Leggi i topic "Bacheca" e "Spiegazione Topic" prima di postare

Re: Missioni

Messaggioda MIB » 09/06/2012, 17:02

Pip: Non c’è dubbio, è lei. Stavolta tocca a te, Jim.

Jim fece segno di sì con la testa, determinato.

Jim: Julia, vieni?

disse rivolto ad Aura, e lei capì. Si avvicinarono alla donna da direzioni diverse, poi Jim parlò.

Jim: Hey, Julia!

Se Bottondoro si fosse voltata avrebbero avuto avuto la conferma definitiva, ma in ogni caso avrebbero potuto dissimulare fingendo che Jim si stesse rivolgendo ad Aura.
La donna si voltò, ma si rese conto che il cadetto si stava rivolgendo alla sua compagna. Si insospettì però perché aveva notato le uniformi.

Jim: Tu sei Bottondoro, dove possiamo parlare?
Bottondoro: N…
Jim: Julia Altai. Dobbiamo parlare.

Il tono di Jim non ammetteva repliche. Julia sospirò.

Bottondoro: Seguimi. Da solo.

Lo condusse in un angolo appartato, al riparo da orecchie indiscrete. Tranquillizzò Aura con uno sguardo deciso.

Jim: Come ben sai siamo SeeD. Ci manda Joshua.

Aveva usato il secondo nome di Robert per precauzione.
Pip e gli altri non poterono fare a meno di notare che il ragazzo se la cavava alla grande in situazioni del genere: tempo due minuti ed aveva fatto capire a Bottondoro che doveva assolutamente collaborare (non che lei avesse grandi riserve comunque) e si era fatto rivelare il luogo e l’ora dello scambio, e anche l’aspetto di Peter Falws.

Pip: Bene. Saremo lì in anticipo.
Jim: Dobbiamo incontrarla qui un’ora prima dell’incontro, ovvero mezz’ora prima della mezzanotte, ci porterà là lei. Ci mostrerà anche qualche posto dove nasconderci.
Pip: Bene. E… Jim. Ben fatto.

I SeeD si allontanarono, studiando nel frattempo un possibile piano d’azione.
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Re: Missioni

Messaggioda Jecht_92 » 14/06/2012, 19:37

I Seed erano tornati nei pressi della vecchia stazione e attendevano l'arrivo di Julia. Le undici e mezza erano ormai passate: la donna era in ritardo. Nash stava iniziando a temere che non si sarebbe presentata, quando un rumore di passi attirò l'attenzione dei quattro ragazzi...
Bottondoro si stava avvicinando; a quanto pare, aveva paura di essere scoperta, perché da come si era vestita sembrava quasi un'altra persona.
- Facciamo in fretta, non ho intenzione di essere scoperta, seguitemi!
La donna condusse i Seed verso un molo che, a giudicare dall'aspetto, non veniva utilizzato da anni.
- È qui che avverrà l'incontro tra Fawls e uno dei membri della Lega. Non posso assicurarvi che verrà proprio il capo della banda, ma di solito è lui a gestire le trattative importanti, e credetemi, questa è roba grossa! Manca ancora un po' al momento dell'incontro, per ora nascondetevi qui!
E così dicendo indicò degli scogli proprio a fianco del molo. Di fronte allo sguardo perplesso dei Seed, Julia si sentì obbligata a replicare:
- Lo so, non è il posto migliore per nascondersi, ma è l'unico modo per assistere alla scena senza essere scoperti; sono dei professionisti, stanno attenti a queste cose!
I Seed non sembravano molto convinti della cosa, ma non avevano altra scelta.

Nash, diffidente per natura, non si fidava della donna: secondo lui nascondeva qualcosa; però, se gli altri non avevano detto ancora nulla al riguardo non vedeva come la cosa potesse creare problemi.
Da dietro gli scogli i Seed potevano tenere sotto controllo il molo e capire se qualcuno stava per arrivare. Fortunatamente il mare era calmo: salvo imprevisti, sarebbero anche riusciti a capire, senza troppa difficoltà, cosa si sarebbero detti i "contrabbandieri".
- Ora che vi ho detto tutto, posso anche andarmene! Non voglio che mi credano una vostra complice! Addio!!
- Ehi, aspetta! - Replicò Jimmy - Come facciamo a sapere che verranno veramente?
- Non potete! Io vi ho detto tutto quello che so, il resto dipende da voi!
- E cosa ci dice che non ci hai mentito e che adesso non scapperai dalla città?
- Vi ho già portati qui, direi che ho fatto abbastanza! E poi, anche se vi avessi mentito, voi siete dei Seed! Non fareste fatica a rintracciarmi!

Le parole della donna furono interrotte da un rumore di passi in lontananza.
- Stanno arrivando! Devono essere in anticipo! Io me ne vado!
E così dicendo, la donna corse via, nella direzione opposta a quella da dove proveniva il rumore.
I Seed, in silenzio, tenevano sotto controllo il molo. Un uomo sulla quarantina si avvicinò, camminando avanti e indietro e fumando una sigaretta. Si trattava di Peter Fawls. Probabilmente stava aspettando il suo complice. Un altro rumore di passi: il rappresentante della Lega era arrivato. Nessuno poteva sapere, per il momento, se quel tizio fosse realmente il capo dell'organizzazione.
- Finalmente sei arrivato, pensavo che non saresti venuto!
- Buonasera Peter! Io mantengo sempre la parola, specie se si tratta di affari grossi come questo!
- Mi fa piacere! Allora, per quel carico di mostri siamo d'accordo? Questa volta voglio qualcosa di spettacolare, non le solite bestioline!
- Non hai di che preoccuparti! Sono sicuro che resterai piacevolmente sorpreso!
- Meglio così! E per l'altra faccenda?
- Intendi la pietra? Ci stiamo lavorando! Abbiamo messo a soqquadro la casa del vecchio, ma non siamo riusciti a trovarla! Si può sapere perché è così importante?
- Non mi hai neanche voluto dire il tuo nome, per quale motivo dovrei darti delle spiegazioni?! Trovatela e basta! Altrimenti l'affare salta!

La conversazione fu interrotta dall'arrivo di due uomini dalla corporatura imponente. Uno di essi stava trattenendo con la forza una donna.
- Capo, abbiamo trovato questa donna qui vicino, a giudicare dalla velocità con cui si è messa a correre non appena ci ha visto, direi che nasconde qualcosa!
- Bene, bene! Buonasera Bottondoro! I miei informatori mi avevano detto di averti vista parlare con dei Seed, ma non pensavo che avresti cantato così in fretta! Dove sono?! Lo so che li hai portati qui!!
- Non so di cosa stai parlando! Lasciatemi andare!!
- Come vuoi! Se non vuoi dirci dove sono, aspetteremo che escano fuori da soli! - così dicendo estrasse una pistola e gliela puntò alla tempia - Conterò fino a cinque, dopo di che per te sarà la fine! Tanto non me ne faccio nulla di una sporca traditrice! Vediamo se i tuoi amici Seed verranno a salvarti! 1, 2...

Nash si voltò di scatto verso Pip che continuava a tenere gli occhi fissi sul molo. A quanto pare anche Aura e Jimmy aspettavano un segnale del Commander.
- Pip, che cosa facciamo?
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Re: Missioni

Messaggioda Pip :> » 16/06/2012, 14:12

Nash si voltò di scatto verso Pip che continuava a tenere gli occhi fissi sul molo. A quanto pare anche Aura e Jimmy aspettavano un segnale del Commander.
- Pip, che cosa facciamo?


Il Commander guardò uno ad uno i suoi compagni, poi riprese a fissare con insistenza e apparente calma il molo.

- State fermi -
- Cosa? - Nash lo interruppe - la uccideranno se non facciamo qualcosa! -

3...

- Non. Vi. Muovete. -

Aura e Jimmy si guardarono, indecisi sul da farsi, anche se la direttiva era fin troppo chiara.

4...

- Pip.. - Nash lo guardò preoccupato. Ma anche lui, non poteva fare altro che fidarsi.

5!

Tutti strinsero i denti. Ma non si sentì nessuno sparo. Guardarono il molo, e videro calde lacrime che rigavano il viso di Bottondoro, stremata per la tremenda tensione. Doveva essere quasi la stessa sensazione che si prova quando si fa una roulette russa: il pensiero di una pallottola che sta per perforarti il cranio che ti rende vivo, amplifica le emozioni e ti fa provare il brivido più potente della tua vita. Unito però, in questo caso, alla terrificante sensazione di trovarsi impotenti di fronte ad una persona che ha la tua vita in mano. E provare paura per questo.

- Non hanno sparato, fortunatamente - osservò Jim.
- Sono un gruppo di ladruncoli di basso livello senza alcuna importanza criminale - rispose secco Pip - probabilmente, per la mole e l'importanza dei loro traffici, non hanno mai ucciso nessuno, non personalmente almeno -
- Hai ragione - intervenne Aura - hanno il centro principale dei loro affari in una piccola cittadina come FH, non possono essere personaggi importanti del mondo criminale -
- Cosa facciamo ora? - chiese Nash.
- Li seguiamo, fino a che non ci porteranno nel loro covo - disse Pip - contattate la squadra di Esthar, siamo sotto la loro giurisdizione, ci penseranno loro poi a mettere in sicurezza la zona -

Jimmy prese il Codec, contattando velocemente Esthar. Dal molo, intanto, potevano ancora udire le voci dei malviventi.

- Umpf - grugnì l'uomo, insoddisfatto - non sono usciti allo scoperto -
- Perchè non ci sono - rispose Bottondoro, asciugandosi l'ultima lacrima e riprendendo il suo contegno - sei a capo di un'organizzazione criminale di mentecatti che hanno già dimostrato con Robert di non farsi scrupoli nei tradimenti. Chissà chi sono i tuoi informatori, Bruto, e se ti sono fedeli. Ne sei così sicuro? -
Il dubbio si stava insinuando nella mente dell'uomo - Non cercare di ingannarmi, Bottondoro. Non ti ho uccisa solo perchè non voglio sporcarmi di sangue. Potrei anche tollerarlo se non la smetti -
- Signori - li interruppe Fawls - fate il piacere di smettere con questi battibecchi e torniamo a parlare di affari. Vi ho detto che ho bisogno del ciondolo -
- Non sappiamo dov'è, e neanche a casa di Robert abbiamo trovato informazioni - cercò di dire Bruto - se ci desse ancora un pò di tempo.. Anche se noi abbiamo bisogno di quei mostri ora -
- E sia - disse Peter, facendo un movimento svogliato con la mano - ma non deludetemi. Venite, vi porto al cargo dove ho nascosto gli esemplari -

La squadra si guardò, e non ci fu bisogno di dire che dovevano muoversi nell'ombra e seguirli, come fossero vento invisibile. Anche Bottondoro seguì il gruppo

Uscirono da Fisherman's Horizon, iniziando a camminare sulle rotaie, fino ad arrivare al deposito dei treni in riparazione, o mai utilizzati. Lì c'era un cargo di grosse dimensioni; probabilmente il guardiano della stazione era stato corrotto, per consentire di rendere quel luogo poco lontano dalla città il crocevia degli scambi clandestini. Avvenne tutto molto velocemente; nel frattempo, un messaggio sul Codec confermò che i soldati di Esthar erano pronti ad intervenire il prima possibile. Appena ricevuti i soldi, Fawls salì su una macchina nera con i vetri scuri, e sparì in pochissimo tempo.

Poi, accadde qualcosa.

Bruto, attorniato dai suoi uomini, digitò su un piccolo palmare un codice, ed una voragine si aprì silenziosamente, facendo intravedere l'ingresso di un locale sotterraneo. Eccolo il nascondiglio. L'avevano trovato.

- Ci siamo! Jim, avvisa Esthar - disse Pip.
- Sì - rispose, mentre iniziava a digitare il numero per mettersi in comunicazione con i soldati. QUalche secondo dopo aveva comunicato la posizione, ricevendo la risposta affermativa della squadra, che sarebbe giunta nel giro di una decina di minuti.

- Ehi, guardate cosa abbiamo qui -

Sobbalzarono tutti, voltandosi con le armi già in pugno. Erano circondati.

- Che ne dite, signori? Quattro SeeD serviti su un piatto d'argento. Un bel bottino -
- Potremmo lanciarci in un nuovo business.. Immagino che siano molte le persone ad avere dei conti in sospeso con la SeeD, chissà quanto pagherebbero per averne quattro a disposizione con cui.. Giocare -

Sembravano divertirsi molto. Evidentemente, Bruto non aveva creduto alla teoria di Bottondoro. Ed era anche facile da immaginare; ma se volevano avere una possibilità di individuare il covo, dovevano prendersi questo rischio. Come in tutte le missioni, d'altronde.
Decisero che non era il momento di aspettare. Sotto la divisa, il Cristallo di Pip brillò, senza che nessuno potesse vederlo. E quasi immediatamente, una luce rossa rischiarò l'oscurità della notte.
Una grande Fenice apparve nel cielo, con il suo spettacolo ogni volta indescrivibile, tanto che tutti si misero a guardare. Non accade tutti i giorni di vedere un'Evocazione. Ma quei pochi secondi, furono fatali ai malviventi, perchè permisero a Jimmy ti castare Vanish sulla squadra, che immediatamente scomparve. Pochi secondi dopo, uno dei nemici si accorse che non c'erano più, ma era già troppo tardi, le orme fecero intuire che erano scappati.

La grande Fenice stridette nel cielo, e dopo essere passata molto vicina ai banditi, facendoli cadere per terra, scomparve in un turbinio di colori, lasciando spazio ad una navetta di discrete dimensioni dalla quale uscirono una ventina di soldati di Esthar, armati di tutto punto.

Catturarono i banditi, anche se non potevano sapere se quella fosse l'unica sede o solo una cellula. E quando Pip gli riferì di Peter Fawls, nessuno volle ascoltare, come se non esistesse; o come se non se ne potesse parlare. Presto o tardi, intuirono, avrebbero fatto conoscenza diretta con questo Fawls.

Soddisfatti, tornarono al Garden. Ma qualcosa di incredibile sarebbe successo la notte stessa.

Missione completata!

Spoiler: show
Ok, il post fa schifo ed è pure noioso. Ma accontentatevi. :twisted:
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SOS - Save Our Souls

Messaggioda Aenima » 26/08/2012, 13:01

SOS - Il mistero della nave affondata
Partecipanti: Alex, Raiden, Terra
Caposquadra: Raiden
1 post a testa


All'arrembaggio!
Raiden, Alexandra e Terra.
Erano questi i nomi dei tre Cadetti inviati dal Garden in missione per far luce sull'incidente della nave arenatasi al largo di Besaid. Essendo tutti di pari grado, di comune accordo lo spadaccino era stato nominato caposquadra. Raiden fu lieto di constatare che i suoi compagni riponessero fiducia in lui, e avrebbe fatto del suo meglio per portare la missione a termine con successo. I tre si imbarcarono su di un piccolo motoscafo bianco, su cui era impresso lo stemma del Garden di Rinoa, così da poter raggiungere facilmente il relitto. Al timone, Alexandra, mentre Raiden e Terra sedevano lì vicino. Era una mattinata soleggiata, di quelle ideali per godersi uno stralcio di mare; Raiden amava la fresca sensazione che la brezza marina provocava infrangendosi sul suo corpo.
In breve tempo, giunsero in prossimità della nave: S.S Lorelai, questo era il nome dello scafo, impresso a caratteri cubitali in prossimità della prua. Si trattava probabilmente di una grande nave cargo, utilizzata a fini commerciali e di trasporto. Lo scafo giaceva pericolosamente inclinato su di un fianco, sostenuto dal fondale roccioso che gli aveva impedito di inabissarsi del tutto. Circumnavigando il relitto con il loro motoscafo, i tre poterono constatare la presenza di un grande squarcio apertosi nella carena della nave, attraverso il quale entrava acqua a fiotti. Raiden rimase interdetto: il fondale del mare di Besaid era sì roccioso, ma non vi erano spuntoni di roccia tali da provocare una così profonda lacerazione.
"Questo è molto strano, non trovate?" disse lo spadaccino, pensieroso, ai suoi compagni. "Uno squarcio tale non può essere stato provocato dal solo impatto con gli scogli del fondale. Non sono tanto grossi"
Alexandra e Terra, sporgendosi in avanti, osservarono meglio la falla e non poterono non concordare con quanto ipotizzato da Raiden.
Decisamente, lì c'era qualcosa di strano.
"Un mostro marino?" azzardò Terra, scrutando la superficie marina. "Ho sentito diverse storie dagli abitanti di Besaid, anche se nessuna di queste è mai stata confermata."
"Non ne ho idea" ammise lo spadaccino "Però, occhi aperti. Adesso dobbiamo trovare il modo di salire su questo relitto. Alex, porta il motoscafo al di sotto del lato inclinato della nave. E' da lì che dobbiamo entrare."
La ragazza annuì e, con una rapida manovra, invertì la rotta del motoscafo spostandosi sul lato opposto del relitto, che torreggiava sopra le loro teste. "Perfetto" disse lo spadaccino. "Ora prendete queste, e andiamo dentro". Da uno zaino tattico fornito loro in dotazione, Raiden prese tre pistole spara-rampini, distribuendone due ad Alex e Terra rispettivamente. Si trattava di utili accessori che avrebbero sparato una solida e resistente corda in mithril alla cui estremità era vincolato un arpione adamantino, in grado di ancorare finanche il metallo. In questo modo, i tre avrebbero potuto risalire agevolmente il fianco inclinato della nave ed entrare poi all'interno del relitto. Così fecero fuoco, e rapidamente le corde saettarono fuori, arpionando con un sonoro clangore il fianco metallico del relitto. In un attimo, si arrampicarono lungo di esso e, giunti in cima, poterono entrare, attraverso una apertura, nella nave.

A bordo - Che la missione abbia inizio...
Una volta all'interno di uno dei corridoi, ormai capovolti, i tre si trovarono nel pieno caos. L'incidente aveva sbalzato oggetti, tavoli, apparecchiature in qualsiasi direzione, così che si trovarono a dover procedere con estrema cautela onde evitare incidenti di percorso. Procedevano in fila indiana: Raiden, in qualità di caposquadra, come aprifila, e poi dietro Alex e Terra.
"Ma che diamine è successo qui..." disse Alex tra sé. Ad un tratto, però, il silenzio venne rotto da una disperata invocazione di aiuto. "AIUTO! VI PREGO, AIUTATEMI!" urlava una voce affranta. I tre si girarono di scatto: le urla provenivano da una delle cabine lì vicino. La porta, però, era totalmente ostruita da detriti e materiale di vario genere: il soccorso sarebbe stato più difficoltoso del previsto. I tre, aiutandosi l'un l'altro, spostarono il materiale che ingombrava l'ingresso, dopodiché cercarono di aprire la porta, che però, non voleva proprio saperne. "SONO QUI, AIUTO!" continuava, disperata, la richiesta di aiuto. Si trattava di una donna.
"Dobbiamo far saltare i cardini, altrimenti la porta non si aprirà mai, è bloccata" osservò Terra. "SI ALLONTANI DALLA PORTA! VENIAMO A SALVARLA" disse, estraendo una delle sue pistole gemelle. Puntando ai cardini, fece fuoco, sbalzando il metallo dalla sua sede. Una volta rimossi i cardini, la porta venne rapidamente giù dopo un paio di spallate. La donna giaceva al suolo, spaventata. "Grazie, grazie a tutti voi! Ma vi prego, dovete fare attenzione...I-il mostro è...è qui....". In preda al panico, la donna parlava quasi come in una sorta di delirio. Raiden fece per tranquilizzarla, ma questo non era decisamente il suo forte. "Che mostro? E lei chi è? Fa parte dell'equipaggio? Sa dirci cosa è successo?" chiese lo spadaccino, tentando di far luce sull'enigmatica situazione. "Sì, il mio nome è Angelica Cuthbert, sottotenente di vascello. La S.S Lorelai è una nave cargo, trasportiamo materiale di diversa natura, per lo più minerali, a fini commerciali. Ma...l'ombra...l'ombra..." rispose la donna che, terrorizzata, non riusciva a finire la frase. "L'ombra?" Raiden continuava a non capirci nulla. "S-sì...le nostre vedette avvistarono una grande ombra muoversi sott'acqua. Pensavamo ad un attacco, ma i nostri radar non registrarono alcun segnale, così ci convincemmo di una svista. Ma, poco dopo, ci fu un urto violentissimo: la nave venne squarciata e iniziò ad inclinarsi...così inviammo subito delle richieste di soccorso al porto di Besaid, anche se molti dell'equipaggio sembrano essersi dissolti nel nulla...non li ho più visti".
I sospetti dello spadaccino vennero confermati. Non si trattava di un semplice incidente dovuto ad una manovra azzardata del comandante, ma qualcosa, qualcosa di molto grosso aveva impattato contro lo scafo, aprendolo quasi in due. I tre chiesero alla donna se c'erano altri uomini rifugiati nelle vicinanze, ma Angelica non ne sapeva nulla. Così la rassicurarono, dicendole che a breve sarebbero arrivate delle scialuppe di salvataggio inviate dal Garden che avrebbero riportato tutti i superstiti sulla terraferma. Doveva dirigersi all'esterno, lì dove i tre erano entrati, e così avrebbe potuto scendere.
"Esploriamo questo rottame. Ci saranno sicuramente altri superstiti in giro" disse Raiden, rivolgendosi ai suoi. Così, dopo aver condotto Angelica al punto di raccolta, si inoltrarono nella nave, lungo il corridoio. Ad un tratto, un bagliore soffuso emerse da un altro corridoio che andava ad incrociarsi a T con quello da cui venivano i tre cadetti. Il bagliore si fece sempre più vicino ed intenso, fino a quando i tre non distinsero, sulla parete, una grande ombra, quella una sagoma china che brandiva quello che sembrava un grosso coltello da cucina. L'ombra andava facendosi via via più grande e minacciosa, man mano che la sorgente luminosa si avvicinava al trio.
Tomberry! Si trattava di un Tomberry, un mostruoso quanto inquietante esserino che stringeva un grosso coltello in una mano ed una lanterna nell'altra. Raiden si fermò di scatto e, sollevando la mano destra, diede indicazione affinché tutti si fermassero e facessero silenzio. Il Tomberry camminava lentamente: non si era accorto dei cadetti nell'ombra, così, non appena fu vicino, lo aggredirono di sorpresa. Con un preciso colpo delle sue pistole, Terra fece volare via il coltello da chef impugnato dalla mostruosa tartaruga, nel mentre Alex e Raiden scattarono, trafiggendo con fulminea rapidità il mostro con i loro pugnali. Pungolo, Sky e Nivalis brillarono e la tartaruga si accasciò al suolo, ormai esanime. "Ah-ha!" esclamò Alex soddisfatta "Così impari ad usare quel coltellaccio, mostro!".
Cosa ci faceva un Tomberry lì, si chiese lo spadaccino? La storia si faceva sempre più buia e fitta di mistero, al pari del corridoio lungo il quale i tre stavano procedendo...
Ultima modifica di Aenima il 26/08/2012, 16:48, modificato 1 volta in totale.
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Re: Missioni

Messaggioda Terra95 » 26/08/2012, 15:16

Esplorare nel buio

La nave sembrava essere deserta eppure qualcuno ci doveva pur essere, altrimenti avremmo dovto pensare al peggio. Raiden apriva la strada mantenendo un fire acceso per far luce nel corridoio che stavamo attraversando.
Sia io che Alex ci guardavamo intorno guardinghi...la faccenda dei mostri ci aveva messo in allerta e io tentavo di spiegarmi il perchè della presenza di quel Tomberry sulla nave...
-E' possibile che il mostro sia più di uno?- Dissi io tentando di chiarire il mistero.
-Direi che è quasi ovvio che qui ci siano più mostri adesso, quindi conviene fare più attenzione.- Mi rispose Alex
Raiden rimase per un pò in silenzio fino a che non sentimmo bussare ad una porta, però nessuna voce si levava dalla stanza.
-Che sia qualche altro sopravvissuto dell'"ombra"?- azzardai l'ipotesi che subito venne accolta da Alex ma Raiden sembrava pensarci su
-Può essere, conviene controllare, ma fate attenzione... potrebbe esserci qualche mostro- disse lo spadaccino a bassa voce...

Aprimmo lentamente la porta tentando di fare meno rumore possibile e subito si mosse un marinaio per venirci incontro ma qualcosa lo fermò e non feci in tempo a porgergli la mano per prenderlo che venne trascinato nell'ombra. Qualcosa c'era, ora era una certezza...
Il Pungolo di Raiden brillava talmente tanto che la luce si spandeva illuminando in buona parte la cabina: era in buona parte invasa dall'acqua e avvistammo diversi pirana in acqua in compagnia di un'ombra molto grande che se ne andò prima di essere illuminata...
-Raiden, l'hai visto? Che pensi che sia?- dissi io rivolgendomi al nostro caposquadra
-Esistono diversi mostri marini, ma non sono riuscito a riconoscerlo. Tu che ne pensi Alex?-
-Penso che dovremmo andare fuori da questa cabina per continuare a cercare altri superstiti e magari un testimone che ci possa dire che cos'è quel coso-
Entrambi concordammo con la ragazza e abbandonammo quella stanza buia per metterci alla ricerca di altre persone. Fortunatamente la nave non era molto grande e riuscimmo ad esplorarne una buona parte in poco tempo, diverse persone si erano salvate ma nessuno aveva visto bene la creatura, così decidemmo di proseguire fino a che non trovammo un corridoio che era quasi completamente inondato...avremmo dovuto comunque andare avanti a piedi ma se qualche mostro ci avesse raggiunto sarebbe stato difficile combattere in quelle condizioni...
D'improvviso sentimmo un rumore, un grido, qualcuno era in pericolo...

Braccati

Ci muovemmo il più rapidamente possibile verso la porta da cui proveniva il rumore e dovemmo fronteggiare più volte diversi Pirana, i quali fortunatamente non ci diedero problemi. Raggiungemmo la porta da cui provenivano le urla, era una cabina molto grande, sembrava un magazzino...
Pungolo cominciò a brillare e subito ci dirigemmo verso l'uomo che chiedeva aiuto, era bloccato sotto una cassa e l'acqua era molto alta, se non ci sbrigavamo sarebbe affogato. Rapidamente spostammo la cassa, anche se parecchio pesante e liberammo l'uomo quando uno scossone fece cadere diversi barili che bloccarono la porta, l'unica via d'uscita, e una gran quantità d'acqua penetrò da un buco nella parete da cui comparve l'ombra...
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Re: Missioni

Messaggioda schwarzlight » 26/08/2012, 19:03

Con l'acqua alla gola

L'acqua entrava a fiotti nella piccola stiva, e quello che scoprirono essere il magazziniere sarebbe sicuramente morto affogato, se fossero arrivati solo un minuto più tardi. Ma era l'unico lato positivo della faccenda: la tanto temuta ombra se ne stava là, oltre lo squarcio nella parete, l'unica via d'uscita. Pareva troppo grande per poter entrare, ma si cominciavano a intravedere chiaramente le sue fattezze. Le fattezze di un joseguin.
- Questa non ci voleva... dobbiamo trovare il modo di spostare quei barili, di uscire dalla breccia non se ne parla!
- Cos'era quell'affare? - chiese Terra, non avendo mai visto una creatura simile. Pure Raiden non la conosceva, vivendo essa solamente su Spira.
- Un joseguin! - rispose Alex, che stava aiutando il naufrago a restare a galla. - Non siamo in grado di affrontarne uno, siamo troppo pochi!
I cadetti avevano ormai la quasi certezza che fosse stato proprio il joseguin a speronare l'imbarcazione squarciandone la fiancata, ma il motivo rimaneva ancora oscuro... soprattutto considerando che l'habitat di quella creatura era situato più a nord-ovest rispetto a Besaid, nella zona dove un tempo sorgeva l'isola di Baaj, affondata in seguito a un cataclisma e di cui rimanevano solamente le rovine del tempio principale.
Qualcosa doveva averlo provocato, ma cosa?

Non era il momento di indagare sulle cause della furia della creatura: l'acqua non rasentava ancora l'alto soffitto, ma i tre cadetti e il marinaio erano già costretti a nuotare, almeno nei punti più profondi creati dall'inclinazione dello scafo. Raiden e Terra si misero subito all'opera per spostare i barili, ma l'operazione si rivelò molto più difficoltosa del previsto a causa del continuo flusso d'acqua in entrata. Oltre a ciò si intromisero anche i soliti piranha, che in fondo erano estremamente semplici da gestire. Il problema furono le altre "ombre".
Neanche a farlo apposta, Terra stava giusto chiedendosi cosa potesse essere la creatura che aveva trascinato con sé l'uomo nella cabina visitata poco prima, visto che il Joseguin era fin troppo grande per muoversi all'interno della nave. Ed ecco che ebbe la sua risposta.
- Attenti!
Utilizzò la magia protect giusto in tempo per parare la carica di un echeneis, che sbalzato via dalla traiettoria iniziale, andò a conficcare le corna in una cassa, rimanendo bloccato.
- Ci mancava solo questo. - disse Raiden, avvicinandosi alla creatura, che si dimenava furiosamente per liberarsi, con l'intenzione di dargli il colpo di grazia. Venne interrotto dal magazziniere, che richiamò l'attenzione del caposquadra.
- Aspettate! Aspettate, qui sopra c'è una botola d'emergenza! Possiamo uscire da lì!
- E per dircelo ci voleva l'intervento di un echeneis di quasi due metri?
Alex lo trovava abbastanza irritante, e non fu poi molto delicata mentre l'aiutava a raggiungere il punto indicato dall'uomo. Se voleva morire che lo facesse da solo, senza coinvolgere anche loro.
Azionata una piccola leva dall'aspetto assolutamente anonimo, si aprì un passaggio circolare sopra le loro teste, da cui scese una scaletta in metallo. Intanto sinistri rumori metallici provenivano dalle pareti esterne: probabilmente il joseguin stava dando fondo a tutta la sua forza per allargare lo squarcio. E l'acqua penetrò nel magazzino ancor più impetuosa.
Terra corse a dare una mano ad Alex mentre questa aiutava il sopravvissuto a risalire la scaletta, mentre Raiden si sobbarcò il compito di tenere a bada i piranha e controllare che l'echeneis non si liberasse prima che tutti fossero in salvo.
- Vai prima tu, Alex!
Giunto il turno della ragazza, fu il momento dell'ennesimo evento inaspettato: l'uomo, appena fu al sicuro, richiuse subito la botola, che rimase aperta solamente di una fessura, grazie alla prontezza di riflessi di Alex che fece in tempo a bloccarne la completa chiusura con la pistola spara-rampini che si era portata dietro.
- Mi dispiace, ma non ho intenzione di lasciarvi salire!
La voce giungeva attutita, ma non per questo meno chiara. Però nessuno le prestava attenzione. Alex, con l'aiuto di Terra, tentava di forzare l'apertura della botola, ma era meno semplice di quanto sembrasse, complice anche la posizione svantaggiata.
- Che succede? -
- Questo bastardo... vuole chiuderci... fuori! - rispose lei alla domanda di Raiden, che osservava sempre più preoccupato l'echeneis.
- Non dobbiamo permettergli di chiudere il passaggio, altrimenti saremo fregati! - urlò Terra, anche lui in preda allo fatica per lo sforzo.
- Ok, così non va... Terra, levati!
Il cadetto si ritirò, lasciando campo libero ad Alex che, aggrappandosi ai bordi della botola e ribaltandosi all'indietro portando la gambe al petto, sferrò un doppio calcio, spalancando il passaggio, per poi fiondarsi all''interno prima che l'altro potesse reagire ricacciandola indietro. A seguire salirono Terra e Raiden, il quale, una volta chiuso il portellone bloccato, poi, dal blizzaga di Terra, estrasse Glamdring puntandolo alla gola del loro quasi assassino.
- E ora ci devi delle spiegazioni.

Fuori dalla gabbia

La stanza in cui si ritrovarono era quasi l'esatta copia del magazzino sottostante, ormai allagato. Solo che alle pareti non erano addossate casse e barili di merci, bensì gabbie. Gabbie contenenti mostri e animali di ogni genere.
L'uomo cominciò a piagnucolare nervosamente sotto la minaccia della lama di Raiden, mentre Terra e Alex cominciarono a perlustrare la stanza.
- Questa gabbia si è aperta, probabilmente dopo l'urto. Scommetto - proseguì la ragazza lanciando un'occhiata eloquente ai due compagni. - che è da qui che proviene il tomberry di prima.
- Contrabbando di specie rare, quindi.
- Ragazzi, guardate! Qui ci sono delle vasche!
Assicuratisi che il magazziniere non potesse causare altri problemi, il caposquadra e l'ex-mercenaria raggiunsero Terra, che intanto aveva rimosso le assi di legno che rivestivano quella che a tutti gli effetti si presentava come una vasca per i pesci. Magari giusto un po' più grande, abbastanza da contenere una decina di creature simili a polpi.
- Non vi sembra che assomiglino al joseguin?
- E' vero, però manca l'ossatura esterna.
- Potrebbero essere dei cuccioli. Anche se il termine "cuccioli" associato a queste cose mi pare inappropriato.
Alex aveva ragione, si trattava proprio di piccoli joseguin. A questo punto tutto quadrava: con ogni probabilità, la S.S Lorelai si occupava sì di commerci, ma di natura illegale, e probabilmente l'equipaggio si dedicava pure al bracconaggio. Una volta catturati i giovani esemplari di joseguin, però, avevano attirato la furia del genitore, che li aveva inseguiti fino a Besaid, dove intendevano fare tappa per rifornirsi di carburante. E il resto era storia.
L'uomo prima salvato, e poi catturato, aveva confermato la teoria sperando nella clemenza per la confessione una volta di fronte al tribunale. Ma si stava solo illudendo.
- Ok, ora sappiamo cos'è successo. Però rimane pur sempre il problema di come uscire da qui... Ho il sospetto che il joseguin attaccherebbe pure il nostro motoscafo. E' stata solo fortuna se siamo arrivati fino alla nave interi.
- Lo penso pure io... Raiden, cosa facciamo?
Il caposquadra non era certo sul da farsi, ma dopo un attimo di riflessione rispose alla domanda di Terra, sperando che la sua idea funzionasse.
Era semplice, magari un po' ingenua, ma tanto valeva tentare.
- Restituiamo la prole alla madre.
Trascinarono la vasca alla botola, che Terra aprì con molta cautela, temendo di venir travolto dall'acqua. Per fortuna si trovavano già al di sopra del livello del mare, seppur per poco, e quindi si evitarono un secondo allagamento. Poco per volta, poi, trasferirono i piccoli joseguin nel magazzino sottostante, con grande rluttanza da parte di Alex a prendere in braccio le viscide creature. Almeno gli aculei pietrificanti nascosti sotto i tentacoli non erano ancora sviluppati, altrimenti sarebbero stati guai seri.
L'idea funzionò. Ben presto il joseguin smise di caricare il fianco della nave, che si stabilizzò definitivamente. I tre cadetti guidarono il magazziniere all'esterno, risalendo verso il ponte tramite le scale che trovarono in fondo all'ennesimo corridoio, che stavolta si presentava asciutto.
La squadra di trasporto per i naufraghi era già arrivata e operativa. Angelica Cuthbert, sottotenente di vascello, era già giunta a terra, ma Raiden comunicò ai Seed presenti al molo di bloccare lei e chiunque facesse parte dell'equipaggio della Lorelai, con l'accusa di contrabbando e bracconaggio. Inoltre diede istruzione affinché una squadra di recupero specializzata trasportasse le gabbie e i loro occupanti al sicuro.
Raiden, Terra e Alex tornarono al loro motoscafo, diretti al Garden.
La missione era conclusa, fortunatamente senza troppi danni.

Missione completata!
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Re: Missioni

Messaggioda alexxx_90 » 23/10/2012, 11:04

Scortare il prigioniero

Partecipanti: SeeD Egil (Caposquadra), Cadetto Raiden, Cadetto Stray, Cadetta Midori Shigatsu, Cadetto Leon Jacques Royar.
Obiettivo: Scortare il detenuto Quen Martell, accusato di plurimo omicidio, da Brumesia ad Alexandria.
Regole: Un post a testa, più il mio conclusivo.

-SeeD Egil, a rapporto!-
Nooo.... forse dovrei dirla più sciolta.
-Ciao, sono Egil.-
Ma no! Mica sto andando, ad un pizza party?
Uffa!
Proviamo così.
-Salve, sono il SeeD Egil, mandato dal Garden di Rinoa per supportarvi nella vostra missione che consiste nello scortare il prigioniero...- Nooooo!! Troppo lunga! E poi non lo sanno che ci siamo a fare, no? Ruben li avrà avvisati del nostro arrivo...
E se non fosse così?
-Egil, ma che stai facendo?-
-Ahhh!- Raiden mi si era avvicinato alle spalle senza che lo vedessi... Mi aveva fatto prendere un colpo!
-Raiden... sei tu!-
-Ma si può sapere che diavolo stai facendo? E' da quando siamo partiti dal Garden che stai qui tutto solo a farfugliare davanti a questo specchio.-
-Io...- Come spiegarglielo? Era la mia prima missione ufficiale in veste di SeeD e soprattutto di Caposquadra! E non ero certo nemmeno di come presentarmi alle guardie Brumesiane...
-Lascia stare!- dissi sentendomi sconfitto prima ancora di cominciare la missione.
La navetta era partita da circa una ventina di minuti e saremmo arrivati in altrettanto tempo. Ora stavamo superando le montagne di Gizamaluke. Le cime dei monti iniziavano a ricoprirsi delle prime nevi.
-Torniamo dagli altri, va!- in fondo era quasi una tradizione che il Caposquadra facesse un discorso ai suoi soldati, prima di iniziare la missione.
Midori e Leon avevo avuto modo di conoscerli durante il Gala di un paio di giorni prima, anche se l'immagine che dovevano essersi fatti di me non era proprio gratificante... In ogni caso avevo almeno un'idea di quali fossero le loro abilità "sul campo" (fuggire da Pip inferocito era stata una prova decisamente ardua), oltre ad aver letto le loro schede personali. Di Stray avevo letto solo la scheda, mentre sulle abilità di combattimento di Raiden ormai sapevo abbastanza!
Raggiunsi tutti nella cabina comune, per questo fatidico discorso. Come al solito avevo pensato a mille modi diversi di farlo ma nessuno mi aveva sufficientemente convinto, così avrei improvvisato.
-Eccoci tutti qui per questa missione! Per voi- dissi guardando Stray, Midori e Leon -è la prima missione ufficiale. In effetti si tratta solo di scortare un detenuto, quindi una missione ufficialmente facile, un buon modo di farsi le ossa.
Ciò non toglie che non dovremo deconcentrarci o abbassare la guardia per un solo istante!
Scopo della missione è scortare il detenuto Quen Martell da Brumesia ad Alexandria. Il veicolo che stiamo usando non è attrezzato per il trasporto di prigionieri, quindi dovremo utilizzare veicoli terrestri Brumesiani. Da Brumesia ci sposteremo fino al Gate Nord via terra. Superato il Gate, prenderemo un aeronave che ci condurrà fino al castello di Alexandria. Lì la nostra missione sarà conclusa.
I punti critici saranno al Gate e al cambio veicolo, quindi dovremo fare particolare attenzione. Il detenuto potrebbe avere complici... o nemici. Che sia colpevole o meno, noi dobbiamo portarlo fino ad Alexandria. Sano e salvo.
Tutto chiaro?-
La navetta atterrò in contemporanea col cenno di assenso di tutti i partecipanti.
Scendemmo dalla navetta alle porte di Brumesia, dove due guardie aspettavano il nostro arrivo.
La pioggia batteva incessante come sempre. I brumesiani avevano i loro strani cappelli a ripararli dalla pioggia, mentre doi dovemmo aprire degli ombrelli.
-Voi dovete essere...-
-SeeD Egil, a rapporto.- alla fine optai per la versione breve e formale. -e loro sono i cadetti Raiden, Stray, Midori e Leon.-
-Piacere, io sono Hedin, una delle tre guardie di scorta al detenuto Martell. Le altre due guardie, Erir e Lin vi aspettano all'interno. Se volete seguirmi...- disse incamminandosi vero un edificio vicino.
Arrivammo in quella che doveva essere la prigione. Un brumesiano visibilmente ubriaco era steso su una brandina in una cella mentre un paio di celle erano libere. Poi c'era il detenuto oggetto della nostra missione, incatenato in una cella più lontana e con più sbarre delle altre.
C'erano cinque guardie là dentro. Due stavano giocando a carte, una stava osservando il tizio ubriaco, probabilmente in attesa che si risvegliasse mentre le altre due sorvegliavano Quen.
Hedin richiamò l'attenzione di tutti, facendo le dovute presentazioni. Scoprimmo che Erir era una delle guardie che teneva sotto occhio il prigioniero mentre Lin, una giovane brumesiana, era una delle due guardie che giocavano a carte.
-Caricate il prigioniero sul veicolo.- fu l'ordine di Hedin, tra i tre il più alto in grado.
Erir e Lin, quest'ultima visibilmente seccata di dover interrompere la sua partita, entrarono nella cella, svegliando Quen e dicendogli che era ora di partire.
-Vi prego, nooo. Ve l'ho detto, sono innocente!-
Erir gli lanciò uno sguardo pieno d'odio, mentre Lin si limitò a dire -sarà la corte a stabilirlo.-
-Ma voi non capite! Loro mi condanneranno! Dovete permettermi di dimostrare la mia innocenza...-
Questa volta a parlare fu Hedin, fermando Erir che stava per colpirlo. -Basta così.-
Quen si zittì all'istante, facendosi portare sul veicolo.
La scena fu abbastanza brutta da vedere, quell'uomo sembrava veramente disperato.
Ma poteva benissimo trattarsi di una finta... In ogni caso non era compito nostro giudicare quindi seguimmo il prigioniero e le guardie sul veicolo, pronti per partire.
La missione iniziava.
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Here comes the rain

Messaggioda Aenima » 23/10/2012, 14:18

Burmesia. Il regno della pioggia perenne.
Raiden non avrebbe saputo trovare parole migliori per descrivere quel posto. Non appena furono in vista della città, una pioggia battente prese a scrosciare furiosa, instancabile. Eterna. Sì, perché la pioggia sembrava esser parte integrante del microclima di quel paese, che andava ad incastonarsi come una pietra in un anello montuoso che ad Est si apriva verso le sabbie di Cleyra e ad Ovest sprofondava tra le nebbie dei monti di Gizamaluke.
"Una cascata che vien giù dal cielo senza sosta. Non ho mai visto nulla di simile." Il leonlupo Stray, dinanzi a quello spettacolo offerto dalla Natura non potè fare a meno di manifestare il suo stupore. In effetti il clima di Burmesia rappresentava una novità assoluta per chiunque non fosse originario di Gaia, tant'è che gli unici a non badarci più di tanto erano per l'appunto Egil e Leon, entrambi venuti alla luce su quel pianeta. Lo spadaccino, intento ad ammirare il panorama, venne ben presto riportato alla realtà dall'attracco a Burmesia: il caposquadra Egil annunciò a tutti l'avvenuto arrivo e, in breve tempo, a sbarco ultimato, furono tutti a terra, pronti ad iniziare la missione. Vennero accolti da una guardia di nome Hedin, la quale, a convenevoli ultimati, li condusse alla prigione in cui era trattenuto il detenuto Quen Martell, sorvegliato da altri soldati, due dei quali erano piacevolmente immersi in una partita a carte. Due guardie -una delle quali intenta a giocare- tirarono Quen fuori dalla sua cella, strattonandolo in malo modo, nel mentre questi si dimenava, professando in maniera disperata la sua innocenza. Erir e Lin, questi erano i loro nomi. "Ve l'ho detto, sono innocente!" urlava Quen, ripetutamente, rivolgendosi ai suoi sorveglianti. A Raiden sembrava una sorta di disco rotto che, ad libitum, ripeteva sempre la stessa frase. Innocente? Colpevole? Non spettava a loro stabilirlo. Il loro dovere si limitava nel portarlo, sano e salvo, ad Alexandria, dove infine sarebbe stato giudicato. Quen fu così condotto in catene su di un veicolo blindato, scortato da Hedin, Erir e Lin che salirono con lui, mentre altri due soldati si aggregarono per far da scorta esternamente. Egil dispose il corteo di scorta in base alle capacità di ognuno dei presenti: la ninja Midori venne collocata posteriormente, insieme alle due guardie Burmesiane, mentre Leon e Raiden, i due spadaccini, andarono a posizionarsi ai fianchi del convoglio, così da poter coprire eventuali attacchi portati lateralmente. Anteriormente si collocarono Egil che, in quanto Caposquadra, faceva da apripista e Stray, il quale poteva tornar molto utile grazie al suo fiuto, molto più sviluppato rispetto a quello umano, così da poter percepire eventuali minacce in avvicinamento. Quando furono tutti in posizione, il convoglio partì, dirigendosi verso la Porta Nord. Quen sembrava essersi ormai rassegnato. Le sue urla cessarono e per un po' l'unico rumore udibile fu quello dello scrosciare della pioggia, che andava a schiantarsi incessantemente al suolo.
"Occhi aperti, ragazzi" raccomandò ai suoi Egil, alla guida del convoglio "Quen potrebbe avere dei complici desiderosi di liberarlo, oppure dei nemici intenzionati a farlo tacere." Il cammino proseguì senza alcun intoppo fino a pochi chilometri di distanza dalla Porta Nord quando, improvvisamente, Stray si fermò. "Perché ti sei fermato, Stray?" lo apostrofò Egil "Hai fiutato qualcosa?" Il leonlupo, immobile, si guardava spasmodicamente intorno, inspirando periodicamente più a fondo, come se stesse cercando una traccia da seguire in tutte le direzioni. La muscolatura imponente del Nanaki era tesa, statuaria, contratta nello sforzo della concentrazione e così anche gli altri presero a guardarsi intorno, alla ricerca di qualcosa che catturasse la loro attenzione.
"Umani" disse ad un tratto Stray "Ci sono umani nelle vicinanze. Due, forse tre, non saprei dirlo con certezza" Le parole di Stray andarono a confermare quelli che erano i sospetti di Egil, e cioè che senz'altro qualcuno si era messo sulle loro tracce da quando erano partiti da Burmesia. Raiden e Leon sfoderarono le proprie lame e, nel giro di un istante, tutti erano pronti ad un probabile scontro. Ma di certo non potevano restare lì impalati ad offrire il fianco ai predatori, così Egil diede ordine affinché il convoglio ripartisse, raccomandando a tutti di restare all'erta e di tenersi pronti a reagire. La priorità assoluta era quella di proteggere Quen Martell. Doveva arrivare ad Alexandria.
Vivo.

-------------------------------------------

Su di un'altura poco distante dalla Porta Nord, nascosti tra spruzzi di sottobosco, v'erano tre uomini. Uno dei tre, un ragazzo gracile ma agile e scattante come un'anguilla, si inerpicò sui rami di un albero e, coperto dal fogliame, prese a scrutare con un binocolo la piana antistante. Le sue labbra si inarcarono in un ghigno di soddisfazione quando le lenti del binocolo gli mostrarono il convoglio diretto verso la Porta Nord. "Sandor, sono qui" disse il ragazzo-scimmia ad uno dei suoi compagni, il quale giaceva supino sull'erba, immobile. Imbracciava un Dragunov, un potente fucile di precisione. Nell'ombra, a completare il trio, vi era un terzo uomo dalla corporatura massiccia, ma alta e slanciata. Sedeva in ginocchio, reggendo una grossa alabarda da draghiere, e sembrava totalmente estraneo dalla realtà. "Perfetto" sussurrò Sandor "Non arriverà vivo. Gli impediremo di pronunciare la sua versione dei fatti."
E, inquadrata nel mirino una delle guardie Burmesiane di scorta, premette il grilletto.
"What I have shown you is reality. What you remember, that is the illusion"

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"Quando cade la neve e soffiano venti ghiacciati, il lupo solitario muore, ma il branco sopravvive"

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Re: Missioni

Messaggioda Stray » 23/10/2012, 21:45

La pioggia non rendeva mai nulla semplice: partivi dal fatto che avevi perennemente il pelo inzuppato ed appesantito dall'acqua, passavi che ciò ti rendeva più lento e goffo nei movimenti, proseguivi con il terreno rischiava di farti scivolare ogni istante e concludevi che gli odori non facevi una fatica tremenda a percepirli. Ma certi odori facevi fatica a dimenticarli, dopo averli sentiti per così tanto tempo.
"Ho un gran brutto presentimento..." disse il quadrupede, con un tono che lasciava intendere che il pensiero fosse sfuggito dalla gabbia della mente, arrivando sino alla libertà attraverso la parola.

Ed, in effetti, l'odore di polvere da sparo che percepì gli fece rizzare il pelo e lo sguardo, il rumore di sparo diede conferma a quel suo sospetto.

Schizzò verso la guardia che il cecchino aveva preso di mira per toglierlo dalla traiettoria, venendo colpito all'altezza della spalla anteriore destra. Il colpo lo fece guaire, ma fece anche scattare tutto il sistema di difesa che era stato predisposto intorno al detenuto: Protect, distoglimento da possibili traiettorie del prigioniero e di se stessi. La carovana si era fermata, e Stray temeva che potesse essere quello il piano di chiunque avesse sparato: bloccarli in un punto strategicamente a loro sfavore ed eliminarli uno a uno.
Riuscì ad arrancare sino a dietro al veicolo, dove si erano radunati anche gli altri con il prigioniero, che sembrava terrorizzato come non mai: già prima, su di lui aveva percepito odore di sangue, ma non di morte, ed ora percepiva la paura di chi è rimasto coinvolto in qualcosa più grossa di lui.

"Qualcuno ha visto da dove è partito il colpo?" domandò Lin, mentre Midori tentava di curare l'amico a quattro zampe, senza tuttavia riuscirci: dovevano aver applicato un qualche inibitore di magia in quei proiettili, facendo sanguinare copiosamente il cadetto, che non ne voleva sapere comunque di mollare: disse che gli bastava solo una fasciatura, che le cure specifiche le avrebbe ricevute a missione terminata.
"Io l'ho visto, era su quell'altura." disse Raiden. "Ma potrebbe essersi già spostato."
Quella situazione era decisamente snervante: più restavano bloccati, meno possibilità di sopravvivere avevano. Tutti lo sapevano, in particolar modo Egil, che sentiva il peso del comando come non mai.

"Ragazzi, non vi chiedo di rischiare la vostra vita inutilmente, ma siamo membri dell'Ordine dei Garden, siamo coloro che chiamano a risolvere situazioni impossibili, a pacificare le zone impacificabili...siamo SeeD!"
Il comandante della missione sperava di rifocalizzare le menti di tutti su un unico obiettivo, ed in effetti l'intento era riuscito: tutti si sentivano già più rinvigoriti dal discorso, pronti a superare anche quella difficoltà.
"Serve qualcosa che possa fare da esca, così da individuare con precisione dove sono." disse Stray, dopo aver analizzato con attenzione la situazione. Anche se non in maniera totalmente attiva vista la ferita, voleva comunque dare il suo contributo. Se poi ci fosse stato da combattere...non si sarebbe tirato indietro.
"Giusto, così potrò prenderli di mira con una delle mie frecce flare."
Il piano era pronto: Leon, protetto dagli incanti di tutti quanti, si sarebbe esposto sino ad un masso poco distante, attirando su di se l'attenzione dei sicari, così da permettere a Egil ed a Midori di prenderli di mira. Raiden e Stray, dal canto loro, avrebbero difeso il prigioniero insieme alle guardie, facendo anche da scudo in caso. Il leonlupo, dal canto suo, sperava comunque che lo spadaccino suo collega fosse uno di quelli che riusciva a tagliare i proiettili al volo.

"Si va in scena."
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Re: Missioni

Messaggioda Leon Feather » 23/10/2012, 23:10

Ottimo, nella sua prima missione per conto del Garden, Leon avrebbe fatto da esca per stanare degli assassini armati di fucili da cecchino. Sebbene i suoi compagni lo avessero rassicurato sul fatto che le magie protettive avrebbero deviato qualsiasi colpo, il ragazzo aveva comunque iniziato a sudare freddo. La sua idea era stata già bocciata purtroppo, secondo Egil radere al suolo l'intera pianura con la magia avrebbe richiesto troppo tempo e avrebbe suscitato lamentele e indignazione da parte di quella parte della popolazione di Gaia (più numerosa di quanto ci si potesse aspettare) che aveva a cuore la preservazione della natura.
"Ok, se muoio promettetemi di spendere il resto della vostra vita alla ricerca di un metodo per resuscitarmi" disse Leon serio, anche se ebbe l'impressione che gli altri l'avevano presa per una battuta.
"Non morirai, vai ora!" gli intimò Egil.
"Ero serio prima!" disse un'ultima volta, poi fece per incamminarsi. Mentre si dirigeva verso un masso piuttosto esposto poco distante, si chiedeva se gli uomini fiutati dal lupo sarebbero stati abbastanza stupidi da cascare nella trappola, poichè in fondo si erano organizzati piuttosto bene: se restavano nascosti dov'erano potevano uccidere tutta la squadra dei Seed lungo la strada per Alexandria senza troppi problemi.
"Certo che, siete proprio dei codardi per essere degli assassini" disse Leon fra sè e sè, nella speranza che quella feccia potesse sentirlo. "Visto che non volete venir fuori, verrò io stesso a sgozzarvi uno a uno con la mia bella spada". Certo era un bravo provocatore.
"Se non altro gli spareranno di sicuro" fece Midori agli altri sarcasticamente, mentre osservava Leon fare gestacci conditi di insulti verbali verso zone casuali della pianura. Intanto assieme a Egil scrutava con perizia le colline e i massi circostanti, pronta a saltare sull'attenti al minimo movimento.
"Seriamente, risolviamo la questione da codardi a uomo. Ormai siete stati scoperti e nascondervi non servirà a nulla" urlò Leon. Un colpo partì, velocissimo, e si infranse sullo scudo che copriva il corpo del ragazzo che fece un balzo indietro.
"L'hai visto?" fece Egil a Midori, con l'arco teso in pugno.
"No, è stato velocissimo. Devono essere dei professionisti" rispose lei, leggermente stizzita.
"Però, Leon ha ragione. Ormai sono stati scoperti e abbiamo le protezioni, attaccarci a distanza non servirà a nulla. Hanno sprecato la loro occasione" aggiunse serio Raiden, cercando di rassicurarli. Intanto Leon si tastava con agitazione varie parti del corpo alla ricerca di ferite.

Sull'altura i tre uomini discutevano sul da farsi. Di certo non si aspettavano che a completare la guardia del loro obiettivo ci sarebbero stati dei maghi. Non così tanti e così bene armati, soprattutto. Forse il lavoro non sarebbe stato pulito come avevano pianificato.
"Hanno delle protezioni." fece l'uomo dalla corporatura massiccia al compagno col fucile. "Dovremo eliminarli alla vecchia maniera".
"Ma sembrano forti!" fece notare, forse con un pizzico di paura di troppo nella voce, quello più gracilino dei tre.
"Non essere codardo" l'uomo con il fucile si mise seduto, poggiando la schiena contro un masso mentre ricaricava l'arma che aveva già sparato due colpi. "O vuoi che quell'arrogante moccioso continui a prendersi gioco di noi?" disse, e sputò per terra. "Ammazziamo lui per primo, e poi tutti gli altri. Non sarà difficile, sono soltanto dei bambocci".
"Sono d'accordo, Sandor" aggiunse l'uomo con l'alabarda con un ghigno. "Non possiamo comunque lasciarlo vivo." disse infine, e con un balzo uscì dall'area coperta in cui i tre si trovavano.

Non appena Egil intravide del movimento su per la pianura, una freccia scoccò velocissima. Con precisione andò a sprofondare nella carne del suo bersaglio. L'uomo che Egil aveva colpito estrasse la freccia dalla spalla come fosse stato uno stuzzicadenti e si lanciò verso Leon.
"Oh porc-" occupato com'era a lanciare insulti, Leon non si era nemmeno quasi accorto dell'avversario che gli era caduto addosso con una forza che gli aveva fatto perdere l'equilibrio, facendolo rotolare giù dalla collina. Fortunatamente, aveva fatto in tempo a parare quanto meno il potente colpo d'alabarda con cui l'uomo aveva cercato di aprirgli lo stomaco. A giudicare dalla sua corporatura, aveva di certo sottovalutato la forza di Leon, vedendolo ben meno muscoloso, o sarebbe probabilmente rimasto ucciso nell'attacco.
"Per quello ci vorrà più di uno di noi soltanto, Egil" disse Raiden stringendo con più forza la spada nel pugno, eccitato all'idea di affrontare un così forte nemico.
"Dovremmo aiutare Leon adesso?" fece Midori, sinceramente preoccupata per il compagno di missione.
"Aspettiamo che esca il resto dei killer, Leon è ancora coperto dalla magia e non rischia di morire" fece Stray cercando di ignorare il dolore là dove era stato colpito dal proiettile poco prima.
Intanto Leon si era rialzato e con estrema rapidità si era lanciato in un attacco frontale al nemico, con entrambi i pugnali ben serrati fra le mani. Se non poteva batterlo con la forza, quantomeno avrebbe sfruttato la sua sicuramente maggiore velocità.
"Ecco, così è meglio" disse Leon dopo averlo colpito di striscio su un braccio con Heart Gold, ritirandosi con un balzo subito dopo. L'uomo non sembrò neanche farci caso, piuttosto sembrava divertito. "Ora fai venire fuori anche gli altri tuoi amici codardi. Per farmi fuori ci vuole ben altro che un omone cresciuto negli steroidi".
"Puoi anche smetterla di bluffare, bamboccio" fece l'uomo ancora più divertito.
"Bamboccio? Ho ventun anni, e di gente come te ne ho fatta fuori a frotte" rispose Leon senza farsi intimorire. "Ora venite tutti fuori e finiamo questa pagliacciata, questo lavoro sta diventando noioso".
Un altro colpo di fucile andò a infrangersi sulle sue protezioni ormai praticamente distrutte dal colpo di alabarda di prima, e l'uomo col fucile fece la sua comparsa sopra un masso poco distante. Accanto a lui Leon intravide un altro uomo che però non sembrava tanto pronto a combattere.
"Allora bamboccio, credi ancora che stiamo qui a giocare? Scappa e lasciaci fare il nostro, di lavoro, e forse non ti spareremo in testa mentre corri terrorizzato" disse l'uomo col fucile a Leon con un ghigno. "E per i tuoi amichetti vale lo stesso!" aggiunse quello accanto a lui sogghignando.
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Re: Missioni

Messaggioda Yuffie the ninja » 24/10/2012, 19:45

La situazione cominciava a farsi pericolosa. Molto pericolosa. I tre killer erano finalmente usciti fuori, e Leon mi sembrava deciso a farli fuori tutti e tre.
-Allora bamboccio, credi ancora che stiamo qui a giocare? Scappa e lasciaci fare il nostro, di lavoro, e forse non ti spareremo in testa mentre corri terrorizzato-disse quello con il fucile con fare minaccioso.
-E per i tuoi amichetti vale lo stesso!- aggiunse quello accanto a lui, che Leon aveva ben pensato di chiamare "omone cresciuto di steroidi".
Deglutii rumorosamente. Qui non era come alla sagra della caccia o allo Zoolab. Niente protezioni, niente bracciali protettivi. Nulla. Neppure nelle foreste avevo mai rischiato la vita. Eppure ero una ladra, avevo imparato a mantenere il sangue freddo. Un sangue freddo che, purtroppo, veniva meno nelle situazioni in cui serviva davvero. Vedere Stray ferito che andava comunque avanti non mi rassicurava, anzi. E Leon in mezzo a quella pianura con le protezioni che stavano per svanire.... Avevo calcolato i tempi. Nel giro di pochi secondi si sarebbe ritrovato scoperto, vulnerabile ai colpi e, soprattutto, in minoranza numerica. Dovevo fare qualcosa, e in fretta.
Non riuscivo più a ragionare. Sentii l'impulso di correre ad aiutare Leon. E così feci.
-Midori, torna subito qui!!- gridò Egil.
-Lasciala andare. Se ha deciso così, è inutile. Non riuscirai a farle cambiare idea.- disse il leonlupo, guardandomi correre verso i tre killer.
-Sì, ma qui sono IO a dare gli ordini! Per questa sua azione potremmo rischiare non solo la nostra uccisione, ma anche quella del prigioniero!- Egil aveva perso le staffe. E non aveva torto. Affatto. Avevo disubbidito agli ordini e avevo rischiato di compromettere l'esito della missione. Ma ormai era tardi per tornare indietro.
-Leon!!!!! Eccomi!!!- urlai, attirando l'attenzione dei tre su di me.
-Ha! Cos'è la tua amichetta è venuta per morire con te?- disse quello con il fucile.
-Chiudi il becco, idiota!- lo rimproverò lo scimmione - Signorina, se ha deciso che vuole andare all'inferno, saremo felici di accontentarla!-
Il terzo era rimasto in disparte, come se non volesse combattere. Meglio, uno di meno.
-Ehi tu, Kalindor, dai il benvenuto alla ragazzina!- disse quello col fucile- Noi giochiamo con questo qui.-
Oh oh. Ho parlato troppo presto. Il terzo mi si avvicinò, tirando fuori due daghe gemelle. Dedussi subito che era un ladro, dato che di solito sono loro (o meglio, siamo noi) ad usare armi di quel tipo. Scrutai meglio le daghe: modello Tritamago una, Orichalcum quell'altra. Vidi l'espressione di sconforto nel suo volto mutare in un'espressione di pura rabbia e odio. Si gettò contro di me, attaccandomi con le sue daghe. Sfoderai il mio shuriken, con cui parai il colpo.
-Hmpf, così sei anche tu una ladra, eh?- disse Kalindor.
-Sì, e se non ti togli di mezzo ti ci faccio togliere io!!!- gridai lanciando un Aero. Il ragazzo non se l'aspettava, così fu colpito in pieno dall'attacco.
-Sa usare anche le magie. Bene, ci sarà da divertirsi.- si disse il ragazzo, per poi lanciarsi in un nuovo attacco.
Nel frattempo, Leon si stava abilmente destreggiando contro lo scimmione, mentre quell'altro.....
Oh, no, aveva preso di mira Quen! Incurante del giovane che stava per attaccarmi, sfoderai l'arco e lanciai una freccia, colpendolo alla spalla destra. Gliel'avevo preticamente messa fuori uso, così non riuscì più a tenere il fucile in mano per mirare. Nel frattempo, Kalindor era ormai vicinissimo a me, tanto che non feci in tempo a spostarmi. Il suo colpo mi ferì il braccio, che cominciò a sanguinare copiosamente. Fortunatamente aveva colpito il sinistro, perciò lanciai lo shuriken per allontanarlo, mentre io mi appostavo dietro una roccia per curarmi. Dopo aver castato un'Energia, mi fasciai velocemente il braccio con la garza che avevo usato per medicare Stray (Aura mi aveva infatti affidato il compito di curare gli altri, dato che ero quella con più esperienza). Mi affacciai alla roccia: il ragazzo si avvicinava velocemente. All'improvviso mi venne un'idea. Corsi da Egil, coperta dal fumo di una delle mie bombe.
-Egil, tieni questa.-
-Che cos'è?- mi chiese il comandante.
-è una Summon Materia. Io non la posso usare, ma tu sì! Invoca lo spirito, lui ci potrà aiutare a fuggire di qui sani e salvi!-
-Ma che spirito è?! Senza saperlo, non posso sapere se causerà probl....-
-Non c'è tempo! Invoca! Ora!- dissi guardando Leon che cominciava ad avere qualche difficoltà, mentre il cecchino sanguinava e Kalindor mi cercava per far sanguinare me.
Egil si convinse. Concentrò la sua forza magica nella materia, che comiciò a brillare di un rosso cremisi. Cominciò a materializzarsi una sfera d'acqua, che pian piano diede vita ad un serpente dai tono indaco e verdi.
-Ma è Leviathan, il leggendario spirito signore dei mari, kupò!- disse Hurdy, che era stata talmente zitta e nascosta che mi ero quasi scordata che era con noi. Guardai estasiata lo spirito. Era così bello.... Sentii come un legame fra me e lui, ma non capii il perchè.
-Come si chiama il suo attacco, Midori?- mi chiese Egil.
-Io.... Non lo so....-
-Si chiama "Ruggito Oceanico".- disse Raiden- Penso che potrebbe darci la giusta copertura per fuggire.-
-Midori! Recupera Leon, portalo qui e poi coprici con una bomba fumogena! Avanti, muoversi!-
Corsi da Leon, che intanto continuava ad insultarsi con lo scimmione. Lo afferrai per un braccio e lo tirai via, senza spiegare nulla. Fu difficile, perchè il Cadetto era volenteroso di finire lo scontro con il killer, ma ci riuscii. Tornai dagli altri, lanciai la bomba fumogena e....
-Leviathan! Ruggito oceanico!- comandò Egil.
Un'ondata coprì i nostri nemici, mentre noi ci allontanavamo dalla pianura con le guardie di Burmesia e il prigioniero. Nessun morto, tre feriti. La mia benda cominciava a tingersi di rosso, così come quella di Stray, aiutata anche dalla corsa. Leon aveva piccole ferite non gravi. Egil mi guardava con occhi torvi, mentre Raiden tirò un sospiro di sollievo.
La missione si avvicinava alla fine.
Yuffie: <<Say something, PLEASE!>>
Cloud: <<...Something.>>
*slap*

Yuffie: What's the pilot like? Tell him Yuffie says if he rides the plane smoothly, give him my autograph...
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Re: Missioni

Messaggioda alexxx_90 » 25/10/2012, 1:37

La materia di Midori era stata provvidenziale. Quella ragazza era stata decisamente avventata, ma almeno un gesto sconsiderato ne aveva compensato un altro e alla fine era andato tutto per il meglio.
Immaginai che per questa volta avrei potuto omettere dal rapporto l'atteggiamento della ragazza.
-Ma non farlo più, assolutamente! Non era mia intenzione abbandonare Leon al suo destino, ma avremmo fatto meglio ad aspettare di essere certi che non ci fossero altri di loro in giro!- Il mio tono fu abbastanza duro, ma in effetti ero solo preoccupato per l'incolumità della squadra... Della mia squadra. "Impareranno a conoscermi. Almeno spero!"
Le guardie di brumesia avevano rapidamente raggiunto i tre, ancora storditi dall'attacco, legandoli per bene.
-Ah, Midori... Questa materia- glie la lanciai e lei la prese al volo -tienitela stretta!-
Diedi anche un'occhiata alla ferita che si era fatta alla spalla, ma la medicazione era stata fatta bene e non era necessario intervenire ancora. La ferita di Stray invece mi preoccupava, dato che continuava a sanguinare.
Mi avvicinai al leonlupo, guardando un po' la ferita. Come medico non ero un granché, ma qualcosa sapevo farla!
-Energira! Questo dovrebbe aiutare. Midori, cambiagli la fasciatura, per favore.-
"Andiamo avanti..." Leon era ancora pieno di adrenalina. Ma non sembrava spaventato, solo eccitato per lo scontro appena affrontato, che poi era stato interrotto.
-Leon, ottimo lavoro. E hai visto? Sei ancora vivo!- gli dissi con tono scherzoso.
Mi rispose con un'occhiolino, quindi sembrò calmarsi.
Raiden intanto aveva raggiunto le altre guardie e stava aiutando a portare i tre uomini (legati, disarmati e comunque privi di conoscenza) sul carro con Quen.
-Appena si riprenderanno, li interrogheremo. Per adesso teniamoli d'occhio senza abbassare la guardia, potrebbero essercene altri.-

Superammo tranquillamente il Gate Nord, raggiungendo l'aeronave per Alexandria senza imbatterci in nessun'altro ostacolo.
Quen sembrava essere un po' più calmo ora che quei tre erano stati catturati. Più volte aveva detto di essere innocente e che quei tre erano stati mandati per farlo tacere. Non poteva ancora spiegare il perché, ma adesso si sentiva più sicuro, quindi l'avrebbe fatto a breve.

A metà strada verso la nostra meta, uno dei tre uomini si svegliò. Raiden mi venne a chiamare sul ponte per avvertirmi, quindi richiamai Leon e Midori (che stavano con me sul ponte) per scendere tutti assieme.
Le guardie brumesiane continuavano a tenere d'occhio Quen e gli altri due uomini, mentre io andai ad interrogare l'uomo, con Leon, Midori, Stray e Raiden che assistevano appena dietro di me.
Cercai di fare la faccia quanto più dura possibile, sperando di spaventarlo abbastanza da farlo parlare.
-Tanto per iniziare, qual'è il tuo nome?-
L'uomo non voleva rispondere.
-Ascoltami. Stiamo portando alla corte un detenuto, accusato di plurimo omicidio. Quello che avete tentato di uccidere! Secondo te in quanto tempo riuscirei a convincere la guiria che il vostro tentativo sia stato solo quello di eliminare un vostro complice catturato? Così, per voi, i capi d'accusa passerebbero da tentato omicidio a complice di un serial killer. Oppure possiamo vedere cosa hai da dire... Pensi che loro non parlerebbero?- dissi indicando i suoi complici.
-Oppure possiamo passare alle maniere forti, se preferisci!- evocai nella mia mano una sfera di fuoco, avvicinandola al suo viso.
-Egil, cosa fai, fermati!- disse Midori, mentre la mia mano continuava lentamente ad avvicinarsi.
Tesi il braccio libero avanti a lei, inconfondibile gesto per zittirla.
-Va bene, va bene... parlerò!- disse l'uomo.
"Fiuuuuu, meno male" pensai. Il bluff aveva funzionato!! E l'intervento di Midori aveva reso il tutto ancora più realistico.
-Io sono Gregor- disse l'uomo. -Loro sono Kalindor e Sandor. Siamo solo dei ladri, ci chiamano "i mastini". Poi, un paio di giorni fa, si è presentato da noi questo tipo, era mascherato, non l'abbiamo visto in faccia. Ci offriva 10000 Gil per uccidere questo qui... Quen Martell... Ci ha dato anche il fucile... Non ci ha detto perché, ha detto solo che aveva visto troppo e non poteva rimanere in vita. Noi non siamo degli assassini, ma non abbiamo un soldo... 10000 Gil ci avrebbero potuto far avere una vita normale, senza più rapine e furti. Vi prego, perdonateci!-
-Sarà la corte suprema a deciderlo!-
-Ma quindi Quen è veramente innocente?- disse Leon.
-Potrebbe essere anche tutta una sua montatura. Non possiamo dare niente per certo!- intervenne Raiden.
-In ogni caso la nostra missione è portarlo ad Alexandria, ed è quello che faremo. Poi si deciderà!- decisi.
-Ma prima mi sa che dobbiamo fare una chiacchierata con il signor Martell.-
In quel momento mi sentivo molto come un ispettore di quei gialli datati...
-Allora, Quen, che ci dici di tutto ciò?- questa volta fu Raiden a fare la domanda.
-Ve l'avevo detto che volevano farmi tacere. La verità è che anche io sono una vittima del vero assassino!
Il giorno prima che le guardie di brumesia mi prendessero- Erir gli lanciò uno sguardo torvo -lui era stato a casa mia ed aveva ucciso mia madre e mio fratello... Io mi sono salvato per miracolo, riuscendo a fuggire, ma l'ho visto in volto! So chi è e posso testimoniare! Ma non potevo fidarmi delle guardie, quindi ora che ci siete voi SeeD mi sento più tranquillo. Il punto è che l'assassino... E' un brumesiano!-
-A chi credi di darla a bere tu?- Erir scoppiò in uno scatto d'ira, inveendo contro Quen. -Sei tu l'assassino! Sei tu che hai ucciso mia moglie! Smettila di mentire! SMETTILA!-
-Riprendi il controllo, guardia!- gli disse il suo capitano, Hedin. -E ora va a prendere un po' d'aria!- gli ordinò
-Mpf... Voi non potete fidarvi di lui!- disse allontanandosi, mentre Lin lo accompagnava.
-Continua!-
-Non c'è molto altro da dire... dopo essergli sfuggito sono tornato a casa mia, ma alla vista dei miei parenti... uccisi... sono svenuto. Quando mi sono ripreso, sono arrivate le guardie e mi hanno catturato.-
-Capitano Hedin, voi che mi dite?-
-Quel giorni ricevemmo una segnalazione di un testimone oculare. Due persone erano state uccise e l'assassino era ancora lì...-
Stray si inserì nel discorso -Quindi se quello che dice Quen è vero, il testimone deve essere l'assassino o un suo complice?-
-Beh, potrebbe essere... Ma non abbiamo prove che tutto ciò sia vero!-
Erir e Lin rientrarono di corsa nella cabina che ci ospitava tutti.
-Signore, signore, una comunicazione urgente da Brumesia!- disse la ragazza.
-Un altro morto... L'assassino ha colpito ancora! Quindi Quen... è davvero innocente!-
Il prigioniero tirò un respiro di sollievo nel sentire quelle parole. Ma la sua innocenza era costata la vita ad un'altra persona.
-Io... credo di doverti delle scuse...- disse Erir.
-A dopo le scuse!- tuonò Hedin. -Abbiamo un assassino a piede libero a Brumesia e questa è già la sua quinta vittima...-
Poi guardò noi SeeD. -Potete occuparvene voi? Potete aiutarci nelle indagini?-
L'aeronave era finalmente giunta a destinazione, Alexandria. Quen Martell era stato trasportato fin lì, come la nostra missione richiedeva. Anche se era partito da Brumesia come sospettato ed era arrivato ad Alexandria come testimone.
-Vi aiuteremmo con piacere, ma dovrete prima fare richiesta ufficiale al Garden, che deciderà se accettare e, nel caso, chi assegnarvi per le indagini. Vi prometto però che farò il possibile perché la vostra richiesta non venga ignorata!- dissi loro. In fondo non mi andava proprio di abbandonarli proprio ora.
Mentre le guardie della corte suprema prendevano in consegna i tre banditi e scortavano al sicuro Quen, noi cinque ci avviammo verso il modulo di trasporto che ci avrebbe riportato al Garden...


Missione compiuta!
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Re: Missioni

Messaggioda xthegame89x » 01/11/2012, 14:17

Indagini ad Alexandria


Partecipanti


Seed Matt Winchester (Caposquadra), Commander Seed Pip, Cadetto Alexandra Schwarzlight, Cadetto Terra Dark, Cadetto Leon Jacques Royar


L'arrivo ad Alexandria

La navetta partì dal Garden non appena la squadra fu pronta per partire. All'esterno la temperatura si stava abbassando, mentre dei nuvoloni coprivano l'orizzonte a est e il sole tramontava dall'altra parte. Il finestrino della navetta si appannava lentamente al passaggio del mio respiro che creava una variazione di temperatura. Controllai le munizioni nel mio Gunblade e i pugnali nella mia cintura: era tutto nella norma. Ero stato delegato come caposquadra e dovevo svolgere il mio compito al meglio. Ricapitolai le qualità dei miei compagni: Pip era uno specialista nell'utilizzo del Gunblade molto esperto, abile nell'utilizzo delle magie e in grado di unire i suoi poteri a quelli della Fenice o a quelli di Odino (quest'ultimo il suo preferito se dovesse rincorrere qualcuno); Terra era abile più nelle magie che nell'utilizzo di armi come lame o simili, ma utilizzava una katana per difendersi nelle brevi distanze, dotato di un demone dei ghiacci, fusione per certi versi simile a quella che utilizzo io con Bahamut. Alex la conoscevo e l'avevo già vista combattere altre volte: era un'abile e agilissima spadaccina, in possesso di una spada e di un paio di pugnali, oltre che di un altro pugnale che aveva un qualcosa di familiare. "Dove l'ho già visto quel pugnale?" pensai perplesso. Solo più tardi avrei scoperto che si trattava di Pungolo, il pugnale di Raiden. Leon non lo conoscevo ancora ma dalla scheda appurai che era un buono spadaccino, con in aggiunta un paio di daghe dall'aria letale: di magie, nemmeno l'ombra.

- Ragazzi... a quanto abbiamo potuto appurare dal briefing di missione, non possiamo fidarci di nessuno, ne tanto meno delle guardie burmesiane... il messaggio ricevuto dal preside Ruben cita le seguenti parole...

Altre vittime seguiranno. Altre tessere andranno ad aggiungersi al loro posto fino a quando il mio mosaico di morte non sarà completato. Se pensavate di avermi fermato assicurando il vostro uomo alla giustizia, vi siete sbagliati di grosso. Dite che la vostra missione è quella di riportare la pace, di ristabilire gli equilibri perduti. Ma come potete pensare di fermare l'Imprevedibilità del Caos?


... A quanto si può capire da questo messaggio, non abbiamo a che fare con gente sana di mente! Leon, se non sbaglio, tu hai partecipato alla missione di scorta di Quen Martell... hai già avuto a che fare con il nostro nemico e qualsiasi particolare ti venga in mente riguardo a lui/loro è essenziale per l'esito della nostra missione! Terra...

Terra mi guardò in cagnesco, evidentemente sarebbe stato difficile dimenticare presto la sfida che lo avevo costretto a fare.

- Ehm... tu hai già partecipato a delle missioni, quindi sai già come cavartela in situazioni come queste! Per il resto, in bocca al lupo a tutti! - dissi infine mentre la navetta stava già atterrando nel piazzale davanti al castello di Alexandria

L'aria era carica di umidità e il vento era una leggera brezza che giungeva dalle montagne li vicino. Gli alberi del giardino reale si muovevano lentamente al passare del vento tra i loro rami, mentre il rumore dei nostri passi nella ghiaia riecheggiavano sordi vicino a noi. Nel portone d'ingresso del castello di Alexandria vi erano due guardie con tanto di armatura pesante e elmo in acciaio. Ci avvicinammo a loro e, la guardia che stava nel lato destro dell'entrata, si avvicinò a noi.

- Chi siete? - disse la guardia un po' rudemente

"Un po' strano il tono che sta usando... evidentemente non si fida molto dei nuovi arrivati..." pensai tra me e me.

- Seed Winchester a rapporto. Siamo qui per fornire supporto alle indagini sull'omicidio del prigioniero Quen Martell e dell'accusa che è stata mossa verso di lui. - dissi eseguendo il saluto militare
- Oh... un attimo... - disse un po' sorpreso e spari oltre le scale del castello

Guardai Pip per un attimo: in fondo lui era conosciuto da quelle parti, non capivamo il perchè di tanta precauzione. La guardia tornò indietro seguito dal re.

- Scusatemi... ho dovuto dir loro di non lasciar passare nessuno. Sapete.. dopo gli ultimi eventi non ci si può fidare di nessuno.. - disse Re Gidan
- Non si preoccupi... questa è la squadra che avete richiesto in supporto alle indagini... penso che conosca il Commander Pip. - dissi indicando Pip che fece l'occhiolino
- Si.. scusami amico... - disse Re Gidan porgendogli la mano per salutarlo
- Non preoccuparti... - disse Pip stringendogliela
- Loro sono i cadetti Schwarzlight, Dark e Royar. Potrebbe mostrarci il luogo dove è stato assassinato Martell? - dissi indicando il resto dei membri della squadra
- Certamente... seguitemi... - disse Re Gidan facendo strada lungo il castello

Le ali della libertà

Il paesaggio vicino a lui era cambiato: il tramonto caldo e romantico che si vedeva da quella grotta era spettacolare ma lo aveva lasciato per una fredda e buia notte senza luna. Le nuvole che provenivano da est avevano raggiunto velocemente anche quella zona, creando un muro di fumo scuro in cui la luna non poteva spedire la sua luce splendente nella terra. L'alone rosso che si era formato nelle nubi indicava che quella notte si sarebbe vista solo la luna rossa, mentre di quella azzurra neanche l'ombra: in questo caso, neanche la luce. I cancelli di Toleno creavano una lunga ombra sul terreno vicino a loro, ma non era diretto alla città della notte eterna. Lasciò i cancelli alle sue spalle e raggiunse una piccola grotta in mezzo alla vegetazione poco più a sud: riuscire a fuggire dalle prigioni di Alexandria tramite il Gargant Roo era stato un colpo di genio. Sicuramente, dopo quel messaggio recapitato al preside di quel Garden, molti lo stavano vedendo come un pazzo ma la realtà era ben diversa. Con un QI di oltre i 220, non poteva definirsi pazzo, anche se il limite tra la genialità e la pazzia è solamente una pura striscia invisibile. I mercenari che aveva assoldato a Toleno per far fuori Martell avevano fallito ed erano stati catturati: avrebbero parlato oppure no? Non poteva correre quel rischio. Loro erano i prossimi della sua lista, che sarebbe finita con un grande fiume di porpora. Dopo tanto tempo passato nelle prigioni di quella struttura, era riuscito a liberarsi e a fuggire nel suo pianeta di origine, riuscendo a finire ciò che aveva cominciato anni fa. Loro non sapevano e non dovevano sapere cosa lo aveva spinto così lontano e cosa lo aveva portato ad essere rinchiuso nel Garden supremo. Come era riuscito a fuggire ancora oggi per molti rimaneva un mistero, in ogni caso era pronto a scatenare guerra a coloro che lo avevano condannato. Il primo, di molti, era già morto non riuscendo nemmeno a riconoscerlo. Già... quel grave incidente con i cristalli gli aveva deturpato il viso ed era praticamente irriconoscibile. Era pronto a spiegare le sue ali verso una nuova libertà.


Martedì Infernale -> Dedicato a Minecraft

Giovedì Gameplay -> Dedicato a Metal Gear Solid

Venerdì di Fuoco -> Dedicato a COD:MW2


In arrivo anche le videoguide di FFX, Metal Gear Solid 3 Subsistence e di Minecraft. Vi aspetto! Iscrivetevi al canale >.< è un ordine! ;)


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LE PERLE DI SAGGEZZA DEL GRUPPO DEL GC SU FB


Egil ha scritto: Non possiamo fare un referendum per dichiarare Matt Winchester illegale e immorale?

Leon ha scritto: Matt Winchester ogni volta che fai un commento inutile, un gattino nel mondo muore


Paine ha scritto: o.ò sisi confermo la mia teoria... Matt è posseduto dal demonio.
Leon ha scritto: E' più probabile che sia il demonio a essere posseduto da Matt Winchester.

Leon ha scritto: Non è la situazione ad essere disperata, è Matt che si è messo in testa di far crashare i server di Facebook.

Leon ha scritto: Matt Winchester la tua firma occupa una schermata intera e ho un fo***to monitor 1920*1080.


Matt Winchester ha scritto: Quindi anche Ruben è a Reloras??? Posso usare il suo pg????
Vero posso posso posso???
Daiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!
Drittz Do Urden ha scritto: No.
Matt Winchester ha scritto: Sob sigh... (A Drizzt Do Urden piace quest'elemento)
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Re: Missioni

Messaggioda Pip :> » 04/11/2012, 20:52

Re Gidan si era dimostrato molto cordiale con la squadra del Garden di Rinoa. Durante il tragitto, aveva iniziato a spiegare i particolari della morte del detenuto: detenzione che oramai sembrava del tutto ingiustificata, già a partire dalle rivelazioni della missione conclusasi un paio di giorni prima.

Gidan: L'abbiamo trovato morto nell'appartamento, adiacente al castello, che gli era stato messo a disposizione in attesa del processo. Un colpo alla testa, nessuno ha sentito niente.
Matt: Quindi era sorvegliato.
Gidan: Ovviamente sì.
Terra: Cosa hanno riferito le guardie?
Gidan: Nulla, perchè sono state addormentate. Solo soldati addestrati, è difficile coglierli di sorpresa.
Pip: Ho notato che la guardia che ci ha accolto era molto tesa, Re.

Gidan si fermò, e la sua coda danzò nell'aria.

Gidan: Beh, comprensibile. Sono le guardie le principali indiziate.
Alex: E' la possibilità più concreta. Se come avete detto, Re, le guardie erano addestrate e capaci, possono essersi fatte cogliere di sorpresa solo da qualcuno di insospettabile.
Matt: Una guardia, per l'appunto.
Leon: L'assassino è il maggiordomo.

La battuta di Leon non ricevette risposta solo perchè avevano raggiunto la casa di Quen. Notarono subito come fosse un luogo poco adatto ad appostamenti: le vie erano larghe e la strada era illuminata da lampade che andavano tutta la notte. Un posto, insomma, nel quale anche il migliore ninja al mondo avrebbe fatto fatica ad infiltrarsi. Ciò confermava ancora di più la loro ipotesi che l'assassino si fosse infiltrato nella Guardia cittadina.

Gidan: Abbiamo recuperato il corpo di Martell, ma abbiamo aspettato voi prima di procedere alle analisi. Andiamo dentro, guardate voi stessi.

Entrarono nella casa, trovandola perfettamente in ordine.

Alex: Sembra che il nostro amico non abbia opposto resistenza.
Pip: Forse conosceva il suo assassino. Il problema è.. Chi è? Il signor Caos o un suo sgherro?
Terra: Il suo piano sembra ambizioso..
Matt: E più i piani sono ambiziosi, più è difficile portarli avanti da soli.

Iniziarono a perlustrare la casa, finchè Leon non notò una cosa che richiedeva l'attenzione di tutti.

Leon: Venite qui, tutti! Ho trovato un tarocco.

Si avvicinarono, increduli.

Gidan: Questo tarocco raffigura il Matto. Sono abbastanza esperto di cartomanzia: in passato ho fatto parte dei Tantarus, un gruppo teatrale che mi ha portato a conoscerla. Nella cartomanzia, il Matto rappresenta l'energia originaria del Caos e la Follia. Ovvero, ciò che permette di affacciarsi alla vita di nuovo per ricrearla dal principio. Per il Matto non c'è alcuna certezza tranne la necessità di andare oltre. Continuamente. Inesorabilmente e senza una direzione precisa.

I SeeD si guardarono l'uno con l'altro, preoccupati. Tutti avevano ricordato le parole che erano state inviate al Garden di Rinoa la notte prima. La situazione si stava facendo intrigata e tutti provavano un certo senso di sgomento. Come se fossero in balia di qualcosa che né potevano controllare, né, per il momento, conoscere.

Terra: Vediamo se c'è scritto qualcosa.

Terra prese in mano la carta, ma nessuno si era accorto che a quella fosse attaccato un filo quasi invisibile.
Una trappola. Un carillon iniziò a suonare una musica inquietante.
Ci fu solo il tempo di percepire un click, prima che una lama sottile partisse dall'ombra in direzione di Gidan.

Fortunatamente, il Re lo schivò con un agile balzo, a riprova della leggendaria destrezza di cui parlavano i Miti.

Matt: Re, state bene!?
Gidan: Sì, fortunatamente. Sbrighiamoci ad uscire da qui.

All'esterno, tutti si sentirono più al sicuro. Anche se Terra, che aveva ancora in mano la carta del Matto, era quello che sembrava il più sconvolto. Probabilmente, l'idea di aver provocato la trappola che stava per colpire il Re di Alexandria non era un pensiero facile da farsi scivolare di dosso. Ma tutti sapevano che sarebbe stato inevitabile per chiunque provocare l'attivazione di quel meccanismo così ben nascosto, ed anzi che era stata una fortuna che lì si trovasse il Re, agile e scattante come pochi altri al mondo, che era riuscito a schivare una morte certa quanto inaspettata.

Terra: Mi dispiace..
Pip: Non dirlo neanche, poteva capitare a tutti. Forza, volta la carta!

Dietro il tarocco vi erano scritte poche parole.

1,2,3.. Il prossimo chi è?


Alex: Qualcun altro verrà ucciso.

Quasi nello stesso momento, arrivò una guardia di corsa, riferendo al gruppo che erano arrivati i risultati delle analisi dell'abitazione di Martell a Burmesia, nonchè informazioni sulla sua vita e storia personale. In più, erano arrivate ulteriori notizie del secondo assassinio a Burmesia, intercorso durante la precedente missione.

Matt: Andiamo. Cerchiamo di capire con chi abbiamo a che fare.

Dovevano fermarlo al più presto.
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Re: Missioni

Messaggioda Terra95 » 08/11/2012, 17:57

Osservavo ancora interessato la carta, poi la diedi al Re

T: Forse ci sono impronte, sarebbe meglio analizzarlo...
P: Hai ragione Terra, chissà che non siamo fortunati... però adesso dobbiamo capire le intenzioni di questo sig. Caos
M: "1,2,3... il prossimo chi è?"... Non ci resta che leggerci per bene ciò che c'è scritto riguardo la sua vita e ai suoi contatti...
A: Chissà che non riusciamo a trovare qualche nome che ci possa aiutare ad identificare mister Caos

Della missione precedente mi ero informato ma non avevo notizie precise e comunque il protagonista della missione, lo stesso Martell, era morto per un colpo alla testa.

A: è possibile che Martell abbia riconosciuto il suo assalitore, ma abbiamo pensato ad un caso contrario? Non potrebbe essere stato preso di sorpresa?
P: Difficile, se fosse stato sorpreso probabilmente avremmo trovato parecchio casino nell'appartamento, invece era tutto in ordine.
L: Giustamente se un ladro ti entra in casa non lo saluti cordialmente e stai buono mentre ti ammazza...

Di nuovo l'osservazione di Leon, anche se giusta, sembrò non toccare minimamente nessuno di noi escluso Matt.

M: Hai ragione Leon... Possiamo dire quasi con certezza che Quen conosceva l'assalitore, però rimangono comunque altri problemi: Dov'è ora quest'uomo? Come ha fatto ad infiltrarsi nelle guardie? Per quale motivo sta facendo questo?
T: Forse per vendetta...- dissi io tra me e me
P: Se anche fosse vendetta non ne conosciamo il motivo, o meglio no ancora...
A: Nel frattempo indaghiamo riguardo al secondo problema, come ha fatto ad infiltrarsi

Ognuno di noi ricevette poco dopo un foglio riguardante i dati di Martell: vita, lavoro, amici, famiglia e tutto ciò che lo poteva riguardare. Stavo cominciando ad avere mal di testa dopo la 4° volta che lessi il rapporto e ancora non trovavo niente... forse ero solo stanco.

P: Quen non risulta aver mai avuto contatti particolari con persone importanti ne pericolose... Colui che ha tentato di ucciderlo la volta precedente è probabilmente il sig. Caos che cerchiamo.
M: Questo significa che i tre mercenari che la scorsa volta abbiamo fatto arrestare potrebbero darci alcune informazioni in più sulla sua identità...
P: improbabile- disse pensieroso Pip -erano stati assoldati come assassini e per loro non credo valga molto l'identità di chi li paga
T: Questo è vero, però il nostro Caos potrebbe temere qualcosa...
A: è vero, se la sua identità venisse rivelata sarebbe per lui più difficile nascondersi.

Sembrava che la fine del caso si stesse avvicinando a grandi passi... oppure si stesse allontanando lentamente, dipende dai punti di vista. Per adesso sapevamo solo che i mercenari sarebbero stati un possibile bersaglio del Caos, però non conoscendo altro di quest'assassino non possiamo sapere quali siano veramente i suoi obiettibi e i suoi piani

L: Per quanto riguarda il secondo assassinio a Burmesia?
Per la prima volta vedevo Leon serio, sembrava veramente preso dal caso
P: Il morto era un ambasciatore: secondo alcune informazioni doveva portare alcune notizie qui ad Alexandria, purtroppo però di queste non è stata trovata traccia. Risulta inoltre che il burmesiano sia stato presumibilmente colto di sorpresa e sia morto per frattura dell'osso del collo, infine sul luogo del delitto è stato trovato un altro tarocco che rappresenta Il Matto.
T: C'erano scritte anche sul retro di questa carta?
M: A quanto pare si

Che sia pazzia o intelligenza non si sa, però un'altro morirà


Era sempre più inquietante... probabilmente questo sig. Caos aveva una qualche idea distorta che lo portava ad uccidere e formulare ogni volta piccoli indizi... indizi... stava giocando con noi...
Alex era pensierosa, aveva sicuramente qualche idea e a breve ce ne avrebbe fatto partecipi, e neanche a pensarlo la vidi aprire bocca e prendere un respiro

A: Con tutta la probabilità possibile ora l'assassino non è più ad Alexandria. Il suo prossimo obiettivo non è qui e probabilmente è già in viaggio anche per zittire i mercenari nel caso ricordassero qualche particolare... Consiglio di parlare con loro.

Feci un cenno di assenso e così fecero anche gli altri... Uscimmo così dal castello per darci alla caccia di questo folle.
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