Si è tanto discusso sulla traduzione italiana di Final Fantasy VII Remake (o, meglio, della sua demo, non esistendo al momento nient’altro di concreto per il pubblico), tra chi vi ha visto l’unico punto debole di un titolo altrimenti perfetto, chi è rimasto sbalordito dalla palese discrepanza con i dialoghi inglesi, chi ha visto in questa discrepanza una licenza artistica meritevole di lode e chi, ancora, ha deciso di indagare più a fondo per scoprirne le ragioni.

Dopo qualche ricerca e, soprattutto, dopo aver consultato “Caledor” (autore della traduzione italiana fanmade di FFVII per Steam che punta a recuperarne l’originale spirito giapponese) e Red(appassionato del mondo nipponico che ci ha guidati con maestria nei singoli confronti), possiamo finalmente confermarvi che la voce che si era diffusa in modo sempre più insistente può uscire dall’angusto angolo del “sentito dire” e considerarsi una realtà: i sottotitoli italiani di Final Fantasy VII Remake sono una traduzione diretta e letterale degli originali sottotitoli giapponesi del gioco. Questo, in particolare, spiega la divergenza rispetto ai dialoghi inglesi, i cui traduttori si sono presi, invece, ben più “libertà”. 

Ma vediamo insieme, più nel dettaglio e con degli esempi concreti, cosa ci porta a questa conclusione.

1. Forza, ragazzo!

Al termine del filmato iniziale, la prima linea di dialogo di Barret (esattamente identica a quella dell’originale Final Fantasy VII) è ikuzo, shin’iri“, che letteralmente significa “andiamo, nuovo arrivato”. La versione italiana recita, similmente, “forza, ragazzo!“. Il celebre “c’mon, newcomer” (“andiamo, novellino”) dell’originale FFVII inglese era dunque corretto, mentre si discosta la nuova linea di dialogo inglese, ossia “get down here, merc” (“scendi, mercenario”). L’uso della parola “mercenario” sembra cambiare leggermente la sfumatura di senso della frasi di Barret che, in quel contesto, vuole piuttosto evidenziare il fatto che Cloud si sia appena unito al gruppo ed è, appunto, un novellino.

 

2. Guarda che sono caduta apposta

Jessie e i suoi flirt con Cloud. Correttezza della traduzione o meno, la cosa è abbastanza palese. E tuttavia… nel testo nipponico, quando la ragazza cade e Cloud le chiede se riesce a camminare, lei risponde “Tasukete moraou to omotte wazato koronde mita no” (“助けてもらおうと思ってわざと転んでみたの”), ossia, letteralmente, “Ho provato a cadere di proposito per farmi salvare da te”. In italiano viene tradotto con “Guarda che sono caduta apposta per vedere se mi aiutavi!“, con una traduzione, dunque, perfettamente corrispondente. In inglese, invece, la frase diventa “If I couldn’t, believe me, you’d be the first to know”, ossia “se non ci riuscissi [a camminare], credimi, saresti il primo a saperlo”

 

3. Mentre mangiamo e dormiamo tranquilli

Il discorso di Barret a Cloud, all’interno dell’ascensore, è diventato celebre nel mondo del web anche per la marcata teatralità del leader di Avalanche, da alcuni reputata eccessiva (ma questa è un’altra storia). Nel corso del dialogo, Barret parla con enfasi dell’energia mako e del disastro causato dai reattori della ShinRa. La traduzione italiana è, ancora una volta, perfettamente corrispondente al testo nipponico, seguendone la lettera e l’ordine delle frasi. Il testo inglese mantiene, in questo caso, il significato complessivo del discorso, ma inverte l’ordine delle frasi e calca un po’ la mano sul lato “meno poetico” di Barret. 

Il testo giapponese è, nell’ordine, “てめえが メシを食ってるとき 眠りこけてるときも” (traducibile letteralmente con “mentre tu mangi, mentre dormi come un sasso”), “このバカでかいポンプが魔晄を ガンガン吸い上げるわけだ” (“questa pompa stupidamente grande continua imperterrita a risucchiare mako”).

Nei sottotitoli italiani abbiamo “mentre noi mangiamo e dormiamo tranquilli, questa stupida pompa continua a succhiare mako dal pianeta

Nei dialoghi e sottotitoli inglesi, abbiamo “this pump’s sole purpose is to drain the planet dry” (ossia “l’unico scopo di questa pompa è drenare a secco il pianeta”), “while you sleep, while you eat, while you shit” (“mentre dormi, mentre mangi, mentre caghi” – un poeta), “it’s here sucking up mako” (“è qui a risucchiare mako”).

 

4. Not interested

Wedge accoglie Cloud con calore, ed è convinto che anche l’ex SOLDIER, nonostante l’atteggiamento chiuso e da duro, sia interessato alle sorti del Pianeta. Anche in questo caso, il senso globale del discorso viene mantenuto inalterato nelle tre versioni (giapponese, italiana, inglese), ma è la traduzione italiana ad essere più aderente alla lettera dell’originale testo nipponico. 

In giapponese abbiamo infatti, nell’ordine:

Wedge: “tada no kane meate nara koko made konai ssu yo ne” (“ただの金目当てならここまで来ないッスよね”), ossia “Non si arriva fin qui solo per denaro, dai”
Wedge: “kuraudo-san datte hoshi no mirai wo omou kimochi wa oretachi to–” (“クラウドさんだって星の未来を思う気持ちはオレたちと”), ossia “[Scommetto] che in fondo anche tu ti preoccupi per il futuro del pianeta come n–“
Cloud: “kyoumi nai ne” (“興味ないね”), ossia “No, non mi interessa”.

In italiano:

Wedge: “Non ci credo che sei qui solo per i soldi
Wedge: “Sotto sotto, anche tu pensi al futuro del pianeta
Cloud: “Per niente

In americano:

Wedge: “Come on, nobody do something this crazy just for money” (“Andiamo, nessuno farebbe una cosa così assurda solo per i soldi”)
Wedge: “They may not think you’re a true believer, but you know what i think?” (“Magari loro credono che tu non sia un vero credente, ma sai cosa penso io?”)
Cloud: “Not interested” (“Non mi interessa”).

 

5. L’origine dei codici di accesso

Nella sequenza in cui Jessie sblocca l’accesso ad una nuova area utilizzando dei codici, spiega – nella versione italiana – di averli ottenuti da un altro gruppo anti-ShinRa, con cui in passato avevano collaborato. Nella versione inglese, invece, non c’è traccia di questo specifico riferimento, perché la ragazza si limita a dire di conoscere “qualcuno” che le ha dato i codici. In generale, qui il dialogo cambia completamente:

In giapponese: 

Jessie: “pasukoodo no jouhou wa bunpa no doushi ga te ni ireta no” (“パスコードの情報は分派の同志が手に入れたの “), ossia, letteralmente, “Le informazioni sui passcode le ha ottenute un altro gruppo con la nostra stessa ideologia, che però si è scisso da noi…”
Jessie: “bunpa wa kocchi ka katsudou houshin de momechatte” (“分派はこっちか 活動方針でもめちゃって”), ossia “Ah, in effetti forse siamo noi il “gruppo che si è scisso”. Abbiamo avuto una piccola disputa sui metodi”.
Jessie: “hai rokku kaijo” (“はい ロック解除 “), ossia: “Ecco fatto. blocco rimosso”.

In italiano:

Jessie: “I codici li abbiamo avuti da un altro gruppo anti-ShinRa“.
Jessie: “Lavoravamo insieme, ma poi abbiamo litigato sui metodi
Jessie: “Ok, sbloccato!

In inglese:

Jessie: “It’s a good thing I know someone who can give us the passcodes” (“E’ un bene che conoscessi qualcuno che potesse darci questi codici”)
Jessie: “Pity no one else at command will talk to us, but what can you do? (“E’ un peccato che nessun altro al comando voglia parlare con noi, ma che possiamo farci?”)
Jessie: “And we’re good!” (“Ci siamo!”)

 

Potremmo portarvi molti altri esempi, ma quelli appena analizzati sono più che sufficienti per poter affermare con certezza che la traduzione italiana dei sottotitoli discende direttamente dall’originale testo giapponese, e che per questa ragione si discosta dai dialoghi inglesi.

Con altrettanta certezza ribadiamo però che, se da un lato questa scelta è senz’altro lodevole, perché conserva lo spirito originale del titolo e forse per la prima volta in assoluto ci permetterà di scoprire il vero lato caratteriale dei personaggi di Final Fantasy VII, talvolta offuscato dalla traduzione inglese, dall’altro lato, però, rischia, a conti fatti, di creare confusione in chi – ossia la maggior parte dei giocatori – sceglierà di giocare con il parlato inglese e i sottotitoli italiani, che finirà con l’ascoltare una cosa e leggerne un’altra, diversa, a schermo. 

 

Noi, dal canto nostro, faremo il possibile per evitare questa confusione e dare risalto al lodevole lavoro dei traduttori italiani, e vi chiediamo di darci una mano condividendo questo articolo 🙂
Manca poco a Final Fantasy VII Remake! 

Rinoa Heartilly

Rinoa Heartilly

Il mio nome è Anna e ho creato il Rinoa's Diary nell'ormai lontano 2001, stregata (ha-ha) dall'ottavo capitolo Final Fantasy. Da quel momento, l'amore per la saga non mi avrebbe più abbandonata.

Lascia un commento