Il sito Siliconera è riuscito a intervistare il buon Tabata (director di Type-0, co-director di FFXV, ai cui meriti si aggiungono la direzione di Crisis Core e Before Crisis) al PAX Prime, strappandogli qualche succoso dettaglio sulla trama di Final Fantasy Type-0 . Alcune domande fatte da Siliconera sono sostanzialmente identiche a quelle già viste nell’intervista a Kotaku e quindi non verranno riportate qui. Vi consigliamo quindi di leggere anche l’intervista a Kotaku nel caso non l’aveste già fatto.
ATTENZIONE: l’intervista contiene pesantissimi spoiler sul finale (che contrassegneremo con il tag “Spoiler”), siete caldamente invitati a non leggerli.

 

Final Fantasy Type-0

 

Siliconera: Sappiamo che Type-0 e FFXV (in realtà FFXV fa ancora parte della FNC, ndr) facevano parte della mitologia della FNC, e siamo curiosi di sapere quanto sono cambiati questi giochi sin da quando hanno abbandonato quell’universo e sono stati presentati sul mercato senza il numero “13.” (si riferisce a Final Fantasy Agito XIII e Final Fantasy Versus XIII, ndr)

Tabata: E’ importante che capiate che, quando annunciammo i titoli della Fabula Nova Crystallis, ci fu data carta bianca nel creare una storia sulle fondamenta di quella mitologia. Quindi finimmo per modellarla secondo il volere personale di ciascun director (si riferisce a sé stesso, a Toryiama e a Nomura rispettivamente per Agito, FFXIII e Versus XIII, ndr), e fu così che il progetto iniziò.
Inizialmente, quando cominciammo, creammo la mitologia basandosi su ciò che pensavamo fosse meglio per il genere di storia che volevamo raccontare. Io però ho un po’ ignorato la mitologia fino a circa metà della stesura della storia, a quel punto sapevo di volere una storia ambientata nel mezzo di una guerra tra paesi e di raccontare di una persona bloccata in questo mondo. Ma poi mi fu detto tipo “Ehm, hey, non è che c’entri molto con la Fabula Nova Crystallis…”
Quindi iniziammo ad aggiungere elementi della FNC alla storia. Ho quindi chiesto l’aiuto degli scrittori per creare un mondo che comprendesse quella mitologia. Fino a quel momento stavo mirando a creare una sorta di gioco “romanzo storico“.

S: Beh, in effetti c’è un po’ quell’atmosfera da romanzo storico. Perché avevi scelto questo stile di narrazione?

T: Amo la storia e volevo creare qualcosa che comprendesse la storia reale, includendo qualche elemento moderno nella storyline e raccontandolo sotto quella luce. Non sono stato in grado di fare tutto ciò che volevo con Type-0, ma fu una sorta di sfida, volevo vedere se i giocatori avrebbero accolto bene il cambiamento.
Alla fine volevo creare qualcosa basato sulla storia reale, un Final Fantasy basato sulla storia reale, nel caso. Ad esempio; avreste visto la Guerra di Secessione come sfondo, e quindi tutti questi personaggi tipici da Final Fantasy che si muovevano dietro la scena con le loro abilità speciali. Amo davvero questo tipo di setting. Questo è il genere di gioco che io voglio davvero sviluppare!

S: Puoi parlaci meglio di come si è sviluppato questo interesse per la storia?

T: Quando? Sin da quando ero un bambino! Mio padre era un professore di storia, quindi a casa mia c’erano sempre libri di storia dappertutto. Io li leggevo nel mio tempo libero, era un po’ come avere sempre una nuova storia da leggere. Personalmente non credo possa esserci racconto migliore di quello reale. Ecco perché mi piacerebbe vedere un gioco che racconta una storia che abbia degli elementi reali oltre a quelli inventati.

S: Hai citato la Guerra di Secessione, ci sono altri eventi storici che ti piacerebbe sviluppare ed esplorare in un qualche gioco?

T: L’ho già detto, ma, ho davvero imparato ad amare la Guerra di Secessione, e mi piacerebbe vederla in un gioco.

Spoiler
S: Perché hai voluto raccontare la storia di un ciclo infinito?

T: Il creare un mondo che si ripete, infinito… non è stata una mia decisione. A me non piace questo genere di concept, ma beh… l’idea fu degli scrittori quando cercarono di ricollegarlo alla mitologia della FNC, serviva qualcosa per dargli un senso all’interno di questa mitologia

S: Perché hai scelto di concentrati sugli studenti e non sugli adulti, come Kurasawa, in Type-0? Gli adulti non dovrebbero essere più adatti a salvare il mondo?

T: C’è un famoso racconto storico Giapponese che si è ispirato ad una guerra dove non furono solo gli adulti a combattere, ma anche i bambini. Giovani soldati che venivano gettati negli orrori della guerra, una sorte tragica. Osservare questi giovani soldati vivere in questi tempi difficili, ho pensato, sarebbe stato davvero una bella ispirazione.
Volevo catturare i sentimenti dei giovani cadetti che venivano spediti in guerra. E’ facile comprendere che gli adulti devono andare in guerra, ma tutto cambia quando lo si applica ad persone troppo giovani che devono combattere la loro confusione adolescenziale e fare scelte difficili in momenti intensi. Il fatto che non siano supereroi è molto unico, anche per il Giappone.

 

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