Life is Strange, chi lo ha giocato lo sa bene, significa: una valanga di feels, una meravigliosa storia, ancora feels, ambientazioni poetiche grazie al loro stile pennellato, ho già detto feels?, musiche da favola e, soprattutto, Life is Strange significa viaggi avanti e indietro nel tempo. (E naturalmente feels). All’inizio del gioco ci ritroviamo infatti ai comandi di Max, una ordinaria studentessa appassionata di fotografia che scopre di possedere un potere misterioso, grazie al quale può riavvolgere il tempo e, scopriremo, ritornare ad un momento del passato grazie ad una foto. Il suo potere e i suoi viaggi temporali le permettono di modificare il corso degli eventi e quindi gli avvenimenti del futuro, dai più piccoli e apparentemente insignificanti, fino a quelli davvero importanti.



Una premessa essenziale da fare è che lo svolgersi del tempo in Life is Strange non è circolare (come, per intenderci, in Final Fantasy VIII), ma perfettamente lineare. Max balza avanti e indietro in un’unica linea temporale, alterando un certo evento e quindi modificando a cascata tutti quelli successivi. Quando compie un salto temporale all’indietro, Max – e con lei il giocatore – porta con sé il suo bagaglio di conoscenze e ricordi, ma è vincolata al contesto della foto utilizzata per il “salto”. Non potrà uscire dall’area ritratta dalla foto e sarà automaticamente proiettata avanti nel tempo una volta conclusa la scena ritratta dalla foto stessa. Questo significa che, una volta conclusasi quella parentesi temporale di “interferenza”, il tempo riprenderà a scorrere normalmente, così come modificato dalla nostra Max, ma vissuto da una Max che non avrà più i ricordi di quella che ha compiuto il salto all’indietro.

Il funzionamento di questa meccanica viene ben spiegato nel corso del gioco, man mano che la stessa Max impara a comprenderlo.

Spoiler sulla storia

Pensiamo ad esempio a quando Max, ritornata sin nel 2008 per salvare la vita a William, promette a Chloe che questa volta non l’avrebbe abbandonata, che questa volta sarebbero rimaste insieme. Eppure, una volta che la Max “consapevole” (perché proveniente dal futuro) è costretta ad abbandonare la scena ritratta dalla foto, ci ritroviamo automaticamente in un futuro in cui, di nuovo, Max ha perso ogni contatto con la sua migliore amica per la bellezza di 5 anni. Com’è possibile? La ragione è semplice: una volta che l’intervento di Max/giocatore nel passato si è concluso, il tempo riprenderà a scorrere normalmente, automaticamente, con la sua ordinaria Max “inconsapevole”. Una Max che ha i ricordi e le conoscenze accumulati naturalmente sino a quel momento, ma non quelli che le derivano dal futuro.

La stessa Max arriva a comprenderlo quando, dopo l’ennesimo salto temporale, avverte Chloe che tra pochi minuti non avrebbe ricordato più nulla della loro conversazione, e le dà istruzioni su come comportarsi quando lei sarebbe tornata la Max “inconsapevole”. Fino, naturalmente, al momento in cui è stato effettuato il salto temporale all’indietro. E’ proprio in questo punto della linea temporale che Max, conclusa l’interferenza nel passato, tornerà ad essere automaticamente proiettata in avanti. In un luogo variabile a seconda di come si sono svolti frattanto gli eventi nella linea temporale da lei modificata.

Visto che, come per tante altre cose, un’immagine vale più di mille parole, vi propongo il bellissimo schema elaborato da @bruce_devine, che ho riorganizzato e tradotto interamente in italiano. L’immagine mostra tutti i salti temporali compiuti da Max nel corso di Life is Strange, le azioni compiute e le modifiche apportate alla linea temporale. Per semplice comodità di lettura, lo schema propone 8 differenti linee, ma teniamo a mente che la linea temporale di Life is Strange è unica 😉


Life is Strange - Timeline


L’immagine è parecchio grande (5000×1670 px), può essere visualizzata cliccando sull’anteprima qui in alto oppure più comodamente scaricandola dal collegamento che segue.

Scarica Life is Strange – Timeline (1.8 MB)

 

Rinoa Heartilly

Rinoa Heartilly

Il mio nome è Anna e ho creato il Rinoa's Diary nell'ormai lontano 2001, stregata (ha-ha) dall'ottavo capitolo Final Fantasy. Da quel momento, l'amore per la saga non mi avrebbe più abbandonata.

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