Prefazione

Era il lontano 14 Febbraio 2015 quando al JAEPO venne annunciato Dissidia: Final Fantasy Arcade per i cabinati nipponici. L’evento portava con sé quella minima speranza, accesasi sin dal 2008, di avere un Dissidia su una home console; ma sarebbe stata una lunga attesa, vista l’annunciata esclusività del titolo sui cabinati per almeno un anno.

Nel Giugno 2017 le speranze diventano concrete: Dissidia Final Fantasy NT sarebbe giunto su Playstation 4, in esclusiva, portando così la versione cabinato dritta nelle nostre case. Non ci sarebbe stato molto da aspettare: 11 Gennaio 2018 per il Giappone e 30 Gennaio 2018 per l’Occidente, tra cui l’Italia.



Prime impressioni

Prima di parlare del titolo bisogna fare una importante quanto doverosa premessa: l’impossibilità di un paragone con i precedenti Dissidia, appartenenti sì alla stessa saga, ma dotati di un gameplay di fondo totalmente diverso.

La transizione da PSP a cabinato, oltre all’obiettivo di raggiungere gli eSports, ha modellato il titolo sotto tutt’altro aspetto, lasciandone intatto il solo “cuore” ma cambiando tutto l’esteriore e così dando vita, a conti fatti, ad un titolo nuovo. Cosa che non penalizza il titolo, a meno che non si voglia per forza fare un (inutile) paragone con ciò che offriva il team di Hazama 10 anni fa su PSP.

Il titolo si divide principalmente in due grandi macro-categorie, un po’ come ogni picchiaduro approdato su una console che abbia la possibilità di collegarsi a internet: online e offline.

Per quanto buona parte del gioco si concenti sull’online, causa mancanza di Playstation Plus non mi è stato possibile provare la componente online del titolo. In questa review non si farà quindi menzione di eventuali problemi di matchmaking e netcode, che sappiamo non essere ad alti livelli e patria di grandi attese, ma non sono stati provati con mano effettiva.

Passiamo quindi all’offline. Il titolo si riparte principalmente nella Modalità Campagna, aggiunta esclusivamente per la versione console, e negli Scontri Offline, divisi anch’essi in diverse categorie. Scopo principale del gioco è accumulare token speciali denominati Memoriae che permetteranno l’avanzamento nei vari nodi della Campagna.

Il token in questione si ottiene incrementando il Livello Giocatore, una sorta di esperienza del player che aumenterà a seconda delle performance ottenute nei vari scontri, online o offline, con esclusione degli incontri di allenamento. Oltre al Livello Giocatore abbiamo anche il Livello Personaggio, un livello singolo per ciascuno dei 28 personaggi presenti nel roster al momento del lancio. Arriva ad un massimo di 10 e, al suo progredire, sblocca per il personaggio in questione diversi attacchi PV e varie frasi da poter impostare, fondamentalmente per il gameplay online. Infine, abbiamo il Rango: partendo da un misero Bronzo E, il rango permette di mostrare agli altri giocatori i rispettivi “livelli”, così da poter capire più facilmente chi abbiamo davanti. In modalità offline, invece, determinerà l’intelligenza della CPU, sia avversaria che alleata.

Ultimi ottenibili del titolo sono i tesori, che permettono di ottenere tre oggetti a caso dallo shop, e i Guil, che ci consentono invece di acquistare l’oggetto di nostra scelta dal negozio stesso, tra frasi, avatar, costumi ed armi alternative. Non è possibile comprare con valuta reale tesori e Guil, evitandosi quindi tanto fastidiose quanto spesso purtroppo indispensabili microtransazioni. Collezionare i vari oggetti resta dunque solo una ricompensa del puro farming.



Grafica e sonoro

E’ il momento di scendere nel dettaglio della creatura di Square Enix e del Team Ninja. Cominciamo con un rapido sguardo al sonoro, curato per l’ennesima volta da Takeharu Ishimoto, al suo ultimo lavoro per Square-Enix. L’OST continua ad essere di altissimo livello, sia remixando pezzi famosi della saga (tra cui le sue stesse composizioni di Final Fantasy Type-0) e sia portando nuove tracce, tra cui la nuova Opening e la massiccia Explosion cantata dalla sua band, i The Death March.

Sul comparto grafico, invece, il titolo è in soldoni un enhanced porting della versione cabinati, a sua volta basata sull’hardware della PS4; ci troviamo quindi davanti un titolo apparentemente datato, che però riesce a mantenere una stabilità di framerate nella quasi totalità delle situazioni.

Nota di merito per il doppiaggio inglese ricreato appositamente per la versione console che si dimostra decisamente più vario di quello nipponico, già presente nella versione arcade e per forza di cosa striminzito.



Trama

Abbiamo già discusso dei Memoriae, consumabili per la Campagna ove si struttura l’intera trama del gioco. La Modalità Campagna, creata appositamente per la versione console, si sbloccherà pian piano che consumeremo i nostri token, portandoci dapprima ad una penta-diramazione con varie battaglie e boss fight al suo interno, per poi giungere ad un gran finale.

La trama mostra quasi esclusivamente i 15 eroi ed in minore parte alcuni degli antagonisti, portandoci anche a conoscere la non troppo caratterizzata Materia e il poco presente Spiritus.

I protagonisti si conoscono già dalle precedenti opere e accolgono a braccia aperte le new entries, ossia Y’shtola (FFXIV) e Noctis (FFXV) che si integreranno a modo loro nel gruppo, o quantomeno nel party in cui si ritroveranno. Le interazioni tra i personaggi sono molto realistiche e, come al solito, al limite del fanservice per gli amanti della saga.

Purtroppo, una volta conclusa la trama, per quanto emozionante possa esser stata, ci rendiamo conto che, alla fin fine, la stessa si dimostra semplicemente un mezzo per offrire qualche contenuto offline in più, tanto che i team e le boss fight verranno sbloccate nella modalità Offline. Un’aggiunta piacevole ma che non brilla per varietà finale, nonostante le storie dei personaggi non citati, come i poveri Kain, Ramza e Ace, verranno aggiunte con i futuri update.



Gameplay

Arriviamo al punto forte di qualsiasi videogioco ma che si erge prepotente in un beat ’em up: il gameplay. Il titolo mantiene il “cuore” dei precedenti Dissidia, modificandolo però totalmente. Se è vero che uno sguardo alla lontana ci mette dinnanzi agli stessi elementi del titolo del 2008, tra cui Attacchi Audacia per sottrarre ad un’avversario la potenza d’attacco e Attacchi PV per diminuire gli HP del nemico, ad uno sguardo più attento il gioco ci svela numerose differenze.

La più grande aggiunta è ovviamente la presenza prepotente degli scontri 3 vs 3, sia online che offline. Se è vero che è possibile anche selezionare scontri 1 vs 1 o qualunque variazione mediana, la modalità 3 vs 3 è quella “ufficiale” per il ranked online e le incursioni offline. Una scelta che può portare ad uno scenario confusionario, nonostante le ampie mappe che in alcuni casi mostrano una verticalità opprimente; il problema si accentua nelle battaglie offline di basso rango, dove il gioco finisce con il trasformarsi spesso in un teorico 1 vs 3, data la scarsa intelligenza artificiale tanto degli alleati quanto degli avversari computerizzati. Col crescere dell’intelligenza artificiale (in correlazione al Rango, come abbiamo visto) questa sensazione diventerà sempre più flebile, fino ad arrivare a degli scontri finalmente sensati tra sei “persone”.

Il titolo rinuncia quasi totalmente alla sua controparte RPG, fermandosi a dei semplici livelli, come spiegato all’inizio di questa review, che porteranno principalmente migliorie per le modalità offline: il Rango, a cui è connessa l’intelligenza artificiale dei nostri alleati, ed il Bonus Narrativo, che ci permette di avere statistiche migliori per la campagna. L’unica miglioria globale è data dallo sblocco degli attacchi PV, che però non si dimostrano essere più potenti, quanto differenti e quindi magari più adatti ad una determinata battaglia.



Le battaglie offline si dividono in due modalità. In primis la Modalità Incursione, che si dimostra essere una replica della modalità Arcade, con sei battaglie di difficoltà crescente affrontabili con qualunque team vogliamo, sia in modalità “lotta libera” che in “distruggi il cristallo”. In sostanza, una versione dissidiosa del classico Capture The Flag. In secundis, la Modalità Allenamento, che ci permette di affrontare le battaglie in qualunque modo vogliamo, senza però ottenere esperienza al termine.

Proseguire nella campagna ci consentirà di sbloccare alcune battaglie particolari nella modalità Incursione, tra cui il percorso dei vari Team e le Boss Fight, enorme nota positiva del titolo. Ciascun avversario di questo tipo di battaglie possiede un suo pattern e un modo specifico per essere abbattuto, portando così il giocatore a mettere in campo una strategia più ponderata, non limitandosi al classico button smashing fin troppo abusato nei periodi recenti.
Le diverse boss fight, così come la boss fight finale, si dimostrano tra l’altro molto difficili nel caso in cui il nostro Bonus Narrativo non sia abbastanza elevato, oppure se l’IA alleata non è sufficientemente alta (c’è da dire comunque che, in ogni caso, non sarà mai TROPPO efficiente) o ancora se le nostre skill con uno dei pg del team non sono quantomeno nella media.

Al completamento della Campagna, inoltre, sarà possibile affrontarli in una modalità più difficile, per potersi nuovamente mettere alla prova con dei combattimenti realizzati davvero bene e che, tra OST meravigliose e moveset studiati, potrebbero da sole valere il prezzo gioco.

All’opposto, nota enorme di demerito per il lock-on obbligatorio verso almeno uno degli avversari. Se ciò può rivelarsi utile contro gli avversari “umani”, nelle boss fight il risultato cambia drasticamente: le dimensioni degli avversari portano infatti ad uno stravolgimento della camera e, a volte, all’impossibilità di poter schivarne gli attacchi, causando così solo un’enorme frustrazione per via di una meccanica inutilmente obbligata.



Conclusioni

Dissidia Final Fantasy NT non è un’evoluzione dei due Dissidia per PSP: al contrario, il titolo PS4 ne prende l’anima e la stravolge per dare vita ad un prodotto più competitivo e meno RPG. Il titolo, che strizza l’occhio agli eSports, tenta infatti la strada dell’esperienza del giocatore e non del personaggio come mezzo per poter prevalere nella massiccia e principale campagna online.

DFFNT si rivela godibile sopratutto per i fan dei picchiaduro ad arene e della storica saga Final Fantasy, decisamente meno per chi magari apprezza solo uno dei due elementi, suscitando infine parecchie perplessità per i neofiti in ambo i campi. 

A patto di apprezzarne il genere, Dissidia NT può regalarci parecchie ore di divertimento, tra modalità Campagna e battaglie offline/online dalla difficoltà sempre crescente, a cui si aggiungono una serie di incontri sbloccabili fondamentalmente inutili (e anche discretamente poveri) ma che racchiudono ciò che Final Fantasy ci regala da trent’anni.

Se invece siete alla ricerca di una componentistica RPG inclusa a forza in un beat ’em up e di una storia predominante e articolata, immersa in eventi e personaggi Final Fantasy, allora fareste meglio ad indirizzarvi verso i già collaudati titoli per PSP.

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Brian Farey

Brian Farey

Sono Stefano, e la mia carriera videoludica inizia dal NES proseguendo con la Playstation. La conoscenza (e l'amore) con Final Fantasy scatta col settimo capitolo: da lì in poi inizio a ricercare e a studiare ogni singolo aspetto, passato e presente, della serie sulla fantasia finale. Ed è ciò che mi ha portato a scrivere per il più grande fansite italiano sulla saga. Apprezzo anche vari altri titoli videoludici (Yakuza e Metal Gear su tutti), vari anime, manga e musica in generale.

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