Se c’è un elemento che contraddistingue la saga Final Fantasy è il continuo cambiamento, la ricerca di elementi innovativi per offrire un’esperienza di gioco sempre nuova e cangiante da un capitolo all’altro, il tutto con una grafica da urlo e sfruttando le migliori tecnologie dell’epoca, per parafrasare il buon Hironobu Sakaguchi.
Il motivo per cui introdurre una recensione di “I am Setsuna” con una valutazione sulla saga Final Fantasy è presto detto: esattamente al contrario, I am Setsuna nasce come ode e lode al passato, presentandosi come un nostalgico tuffo nei “tempi d’oro dei giochi di ruolo”, a partire dal celebre Chrono Cross a cui dichiaratamente questo nuovo titolo si ispira.



Qualche minuto di gioco e ci rendiamo subito conto che le promesse non sono state tradite: ogni elemento di I am Setsuna sembra richiamare titoli di una decade fa, a cominciare dalla veste grafica, curatissima ma volutamente “in vecchio stile” con personaggi super deformed, passando per il sistema di combattimento a turni.

Il gioco ci catapulta subito nel vivo della storia: ci ritroveremo ai comandi di Endir, un guerriero mercenario di professione dal volto coperto da una maschera. La nostra missione è eliminare il “sacrificio” o, per meglio dire, la ragazza destinata ad essere offerta in sacrificio al termine di un lungo pellegrinaggio, per placare l’ira dei mostri che infestano il pianeta. Il paragone con il viaggio di Yuna (Final Fantasy X) sorge più che immediato, sebbene in questo nuovo titolo il destino del sacrificio sia subito chiaro a tutti: la morte. Le parole di Setsuna, la ragazza prescelta, riescono però a convincere Endir a posticipare la propria missione: se il suo compito è la morte di Setsuna, potrà portarlo a termine anche assicurandosi che lei concluda il suo viaggio sacrificale. Altre forze oscure però non sembrano essere granché d’accordo….
Comincia così il nostro viaggio, in compagnia di Setsuna e della sua guardiana Aeterna, a cui ben presto si aggiungeranno Nidr, ex guardiano di un precedente pellegrinaggio (Auron, anyone?) e di seguito Kir e Julienne.



Lanciando uno sguardo al gameplay, i giocatori di vecchia data noteranno subito il ritorno dell’ATB (Active Time Battle), in un sistema di turnazione alleati-nemici analogo a quello utilizzato in FFVII, VIII e IX. L’interfaccia di combattimento è estremamente intuitiva: sulla sinistra abbiamo il menu da cui selezionare il comando da usare in battaglia (tra Attacco, Tecniche, Oggetti), e sulla destra un riepilogo dei valori del personaggio attivo. Accanto all’icona raffigurativa – tutte disegnate dal talentuoso Yoshitaka Amano – troviamo l’indicatore dei punti vita accompagnati dal classico colore verde, i punti magia in blu, e al di sotto proprio la Barra ATB.
Quando questa si sarà riempita, il personaggio potrà compiere un’azione in battaglia; in alternativa, potremo attendere ancora per notare che il simbolo circolare sulla destra inizierà a colorarsi di azzurro. Si tratta della Barra SP (Potere Speciale), che potrà aumentare anche compiendo azioni in battaglia o subendo danni dagli avversari. Non appena anche questa barra si sarà riempita, inizierà a lampeggiare e un punto SP apparirà alla sua sommità; dopodiché si resetterà e riprenderà a riempirsi da zero. E’ possibile accumulare fino ad un massimo di 3 SP.
Quando avremo a disposizione almeno 1 SP, potremo attivare il “Momentum Mode” per aggiungere un effetto speciale ai nostri attacchi o alle nostre tecniche, ad esempio infliggendo danni maggiori o status alterati, oppure recuperando una maggiore quantità di HP e MP se lo associamo ad una tecnica curativa. Per attivare il Momentum non dovremo far altro che scegliere di attaccare il nemico: noteremo una luce apparire sul personaggio interessato e a questo punto dovremo premere il tasto X al momento giusto (o semplicemente ripetutamente).

Non ritornano invece gli incontri casuali: i mostri sono ben visibili sulla mappa – e pertanto aggirabili, ove la location lo consenta – e si muovono sempre negli stessi punti. Il loro livello resterà sempre immutato, mentre il sistema di sviluppo dei personaggi è affidato al classico accumulo di punti esperienza (EXP) grazie alle battaglie. A guadagnare piena EXP saranno soltanto i personaggi attivi, ossia inseriti nel party di battaglia, per cui dovremo fare bene attenzione a bilanciare la presenza di tutti i pg e non trascurare l’allenamento delle “riserve”..



Battle system a parte, in questo primo titolo di Tokyo RPG Factory a fare da padrona è sicuramente l’atmosfera, complice una colonna sonora davvero evocativa, accompagnata da ambientazioni tanto classiche quanto splendide. La storia non manca di colpi di scena, e si snoda lungo un percorso guidato, com’è tipico dei giochi di ruolo di stampo orientale, per quanto nelle fasi più avanzate di giochi si incontri un maggior grado di libertà.

E’ un vero peccato la mancata localizzazione in lingua italiana, non tanto per il doppiaggio (praticamente inesistente: le voci dei personaggi si limitano a qualche espressione in battaglia, tant’è che sono presenti esclusivamente in giapponese), quanto per gli stessi testi di gioco. Tuttavia l’inglese di I am Setsuna è piuttosto elementare, e può essere facilmente compreso anche da chi non è un esperto linguista. Nulla a che vedere con l’abbondanza di slang e espressioni peculiari di Final Fantasy VII, insomma.

Tirando le somme, I am Setsuna è un esperimento certamente coraggioso, un tributo, uno sguardo nostalgico ai fasti del passato in un mondo videoludico sempre più dominato dal dinamismo. Tuttavia, forse anche per il limitato budget a disposizione, dei giochi di ruolo dei tempi andati I am Setsuna trascura proprio quegli aspetti in grado di regalare al giocatore un bel monte ore di gioco appassionato. Due per tutti, l’equipaggiamento e le missioni secondarie.



L’equipaggiamento si limita alla sola Arma e ad un Talismano, che poi è il vero cuore della personalizzazione delle abilità dei personaggi. I Talismani possono infatti contenere le Spritnite, delle pietre magiche che permettono di utlizzare tecniche e abilità particolari che personalizzeranno lo stile di combattimento dei vari personaggi.
Le missioni secondarie sono invece praticamente inesistenti, il che può anche acquistare (parzialmente) senso vista la grande enfasi posta sulla storia, esattamente come in Final Fantasy X e XIII. Il messaggio degli sviluppatori è chiaro: l’obiettivo del titolo è lasciare che il giocatore si immerga completamente nella toccante storia di Setsuna e dei suoi amici. Non può trascurarsi però che la varietà delle sidequest è sempre stato uno degli aspetti più amati dai giocatori vecchio stampo a cui I am Setsuna si rivolge.

In definitiva I am Setsuna è sicuramente un titolo da provare, per la sua storia toccante, le sue locations, la splendida colonna sonora e un gradito ritorno all’ATB . Forse eccessivo il prezzo originario di vendita pari a 40€, considerando la mancata localizzazione italiana e l’esistenza soltanto di una versione digitale del gioco per PC e PS4.

Rinoa Heartilly

Rinoa Heartilly

Il mio nome è Anna e ho creato il Rinoa's Diary nell'ormai lontano 2001, stregata (ha-ha) dall'ottavo capitolo Final Fantasy. Da quel momento, l'amore per la saga non mi avrebbe più abbandonata.

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