Premessa

Final Fantasy Explorers esce il 29 Gennaio 2016 in Europa, dopo 13 mesi di esclusiva nipponica, per Nintendo 3DS. Un action RPG la cui tematica principale è sconfiggere mostri, il tutto condito con le icone classiche della saga per eccellenza. Il titolo si prefigge standard non troppo alti che riesce a coprire solo parzialmente…ma vediamo insieme quali.

Lato tecnico/Grafica/Sonoro

Anche l’occhio vuole la sua parte, e di solito è la prima cosa che si nota, per quanto sia relativamente importante. Final Fantasy Explorers, di base, esce a fine 2014, quindi sarebbe quantomeno scorretto paragonarlo con titoli usciti di recente. Ma anche così, il gioco non sfigura totalmente: il titolo regge con un discreto comparto grafico/tecnico che però risente particolarmente dei cali di framerate nel caso comincino a comparire parecchi elementi su schermo, portando il gioco ad una versione rallentata di sé, ancor più accentuato nel caso si giochi online. Tralasciando ciò e l’eventuale effetto moviola, il gioco appare curato in ogni ambito, nel lato tecnico e artistico di ogni arma, sia nuova che ripresa, nonché nel design dei (pochi) personaggi che appariranno, per finire con un comparto sonoro curato da Tsuyoshi Sekito, ottimo per quanto poche di quelle tracce rimarranno davvero impresse.

Trama

La trama di Final Fantasy Explorers è tanto banale quanto semplice da raccontare: noi saremo uno degli Explorers, e ci ritroveremo nella città di Libertas per poter cercare i Cristalli (da sempre simbolo della saga del Chocobo) che sembrano essere maggiormente concentrati nell’isola di Amostra. Questi cristalli, comunque, sono difesi da alcune bestie, che dovremmo combattere.
La trama in sé non ha memorabili colpi di scena e/o momenti che verranno ricordati nella storia videoludica, mostrandosi come mero pretesto per uccidere quanti più mostri possibile. Quindi non c’è molto da aspettarsi dalla storia, anche se essa ha un minimo filo conduttore e continua ad averlo anche nel post game, ossia dopo aver finito il gioco.

Gameplay

E qui finalmente parliamo del pezzo forte del gioco, ciò che garantirà ore di divertimento da soli o in compagnia, ciò che porterà spasso o noia: il gameplay di Explorers.
Una volta creato il proprio avatar scegliendo tra alcune customizzazioni (tutte modificabili in qualunque momento e senza alcun costo, escludendo il cambio sesso che richiede 10.000 guil), il gioco manda il Neo Explorer nella città di Libertas, un Hub centrale dov’è possibile potenziare il personaggio ed accettare nuove quest: sarà anche l’unico luogo dove potremmo equipaggiare nuove abilità o andare online: ma andiamo con ordine.

Arrivati a Libertas, noteremo una caterva di NPC con cui dialogare; tra questi il forgiatore è quello che spicca di più, perché ci permetterà di forgiare nuove armi/armature (divise in testa/torso/gambe) ed accessori per aumentare le statistiche del nostro pg. Sì, perché per far progredire le stat del personaggio non bisognerà accumulare EXP alla vecchia maniera, ma sarà necessario prendere un’equip dalle statistiche più elevate dell’attuale, oppure aumentare di grado tramite il comando “Upgrade” quello che si possiede, utilizzando i materiali raccolti nel continente di Amostra, droppati dai nemici o trovati per strada. Tra gli altri mercanti abbiamo il fortune-teller, che con soldi reali o coin points (una valuta del 3DS che viene accumulata camminando col 3DS acceso) potrà aumentare il drop-rate di varie valute del gioco, tutto lasciato alla fortuna. Abbiamo anche un venditore di oggetti e armi base, comprabile coi guil, valuta che verrà ottenuta sconfiggendo mostri, così come i Crystal Points. Cosa sono i CP?

I Crystal Points sono una valuta particolare nel mondo di Explorers che permette di comprare e modificare le abilità che possiamo equipaggiare col nostro job attuale, nel Great Crystal situato al centro di Libertas. All’inizio del titolo, noi partiremo come Freelancer, non avendo nessuna statistica base particolarmente avanzata, ma con l’avanzare del gioco verranno sbloccati vari job (come i famosi “Knight” e “Black Mage”, giusto per citarne due). Le abilità, come detto, vengono comprate con i CP e vengono equipaggiate assegnandole ad uno schema di tasti che permette l’utilizzo fino a otto abilità per quest. Oltre a ciò, bisogna tenere conto del carico massimo disponibile e del peso di ogni singola abilità. Le abilità non esistono solo in forma base: è possibile modificarle tramite una meccanica particolare del titolo, ossia il Crystal Surge.

Il Crystal Surge appare solo durante le quest ad Amostra, e solo dopo che la barra Resonance avrà superato un certo valore casuale (barra che cresce grazie alle abilità utilizzate). Ad un certo punto il Crystal Surge sarà attivo, e potremo quindi utilizzare un’abilità speciale, non equipaggiata da noi (come “Hyper Recovery Mode” o “Burst Resonance”) che lascerà un effetto positivo per un breve lasso di tempo: durante quel lasso di tempo, se utilizzeremo le nostre abilità base, alcune di esse verranno modificate e quella versione modificata sarà acquistabile nel Great Crystal. Ad esempio: se durante “Hyper Recovery Mode” utilizziamo “Cure”, c’è una possibilità che la magia Cure prenda la modifica “Rigene”. Il Cure così modificato sarà acquistabile nel Great Crystal, andando a potenziare una abilità e lasciando potenzialmente spazio ad una seconda, terza, quarta modifica e così via. Alcuni Crystal Surge speciali permettono la variazione dell’ambiente circostante, l’apparizione di alcuni mostri e la cattura di alcuni di essi.

Per la cattura è d’obbligo dividere in tre grandi categorie le tipologie di mostri trovabili ad Amostra: abbiamo innanzitutto i mostri comuni, incontrabili ovunque per strada e non particolarmente potenti (la loro forza dipende dalla difficoltà della quest accettata), che lasciano drop di livello rarità fino a 3. I mostri comuni potranno anche droppare Atmalith, un oggetto speciale che, se dato ad un NPC a Libertas, ci permetterà la creazione di quel determinato mostro come alleato, utilizzabile nelle quest tramite un IA a seconda dal carico che esso occupa (avremo un massimo di 300 di carico, ed essi possono occupare 100/200/300, in base al mostro). I mostri hanno un loro grado di EXP e aumentano di livello, facilitando il lavoro dell’Explorer nel caso non riesca a trovare compagnia online (nel qual caso, ogni persona occuperà 100 di carico).

La seconda categoria include i boss, che solitamente appaiono durante una determinata quest (o, nelle quest più alte, si trovano al pari dei mostri comuni al fronte di un nemico ancora più forte da battere per finire la quest). I boss non lasciano Atmalith e, come detto, la loro apparizione di base serve solo per dare una sfida maggiore al giocatore in base alle quest, divise per difficoltà e accettabili dal banco di Libertas, sbloccabili pian piano che si prosegue nella storia.

Infine, abbiamo gli Eidolons.

Gli Eidolons per buona parte delle quest sono i boss finali, affrontabili una volta raggiunto il loro covo in base alla quest accettata. Ognuno dei 12 Eidolon ha un pattern ben definito, con una sua schiera di attacchi e di momenti morti da sfruttare: iniziando da Ifrit e finendo con Amaterasu (la new entry insieme a Dryad), ognuno offrirà una sfida diversa, che potrà variare solo inserendo i moltiplicatori di difficoltà oppure andando avanti nel gioco, con la crescita delle “stelle” nelle quest. Ma 12 Eidolons risultano essere troppo pochi per le quest che il gioco offre, con la conseguenza che verranno proposti più e più volte scontri con eidolon ripetuti, portando quindi a snobbare, dopo la millesima volta, questi enormi mostri.
Quando si combattono le bestie, un comando farà capolino quando essi avranno il 5% di HP rimanenti: Encase. Serve per ottenere le loro Magicite, utilizzabile quando si va in Trance. Cosa vuol dire ciò?

Ad un certo punto del gioco, sarà disponibile la barra Trance, una barra che, man mano che si attacca o si viene attaccati, si riempirà. Una volta arrivati al limite, sarà possibile utilizzare la Magicite equipaggiata, o tra i vari Eidolon “encasati” o tra i vari personaggi più famosi della saga, da Terra a Cloud, da Tidus a Lightning, ottenibili compiendo determinate operazioni durante il gioco. Durante la Trance, il guerriero prenderà le fattezze del personaggio scelto (nel caso si sia scelta una tra le Magicite dei pg della saga) e, in caso di Crystal Surge, sarà possibile utilizzare la Trance Surge, l’abilità speciale dell’Eidolon/pg della saga scelto.

Ma non è tutto oro quel che luccica: ogni quest scelta avrà un limite di tempo, che sarà l’unico vero nostro nemico al fine della conclusione della quest; anche morendo, sarà possibile tornare in vita o facendoci resuscitare dall’eventuale compagno in coop, oppure consumando 5 minuti di tempo. Questo porterà il nostro cronometro fatale più vicino alla conclusione, ma la maggior parte delle volte sarà comunque più che sufficiente per poter finire senza problemi la quest.

Postgame

(Nota: la sezione potrebbe contenere spoiler sulle meccaniche del gioco)

Dopo aver finito le missioni a cinque stelle, il gioco continuerà ad oltranza sbloccando la quest da 6 stelle in poi, fino alle 10 stelle. Le quest, di base, rimangono identiche: sconfiggere gli Eidolon, battere determinati boss, sconfiggere i due nuovi superboss (ex DLC) Gilgamesh e Omega. Le quest si evolveranno portandoci a sconfiggere due Eidolon in una sola quest, affrontando una versione oscura di essi definita “Aberrant”, o altre tipologie di quest. Il tutto al fine di sbloccare sempre nuovi equip, sempre nuovi oggetti farmabili, e arrivare alla forma maxima tra gli oggetti craftabili del personaggio. Alcune di queste armi saranno, oltre che incredibilmente potenti, anche incredibilmente strambe e magari oggetto di vanto, come la Railgun o le varie Asce. Purtroppo il tutto tende a diventare ripetitivo molto presto, a meno che non si giochi con una buona compagnia.

Online

E qui abbiamo croce e delizia del titolo: una feature che aumenta la bellezza ed il divertimento del titolo, purtroppo racchiusa in un sistema antiquato che necessita davvero di un aggiornamento. Final Fantasy Explorers usa il famoso sistema di stanze; dopo essere passati nella “modalità online”, sarà possibile creare o entrare in una delle stanze già create, tra estranei o amici: fino a 4 persone possono stare in una stanza, e i singoli partecipanti possono affrontare quest del tutto separate, oppure partire verso la stessa quest previo controllo del “peso” (ogni persona “peserà” 100). Oltre ad una semplificazione della difficoltà (specie se uno tra gli alleati può curare/resuscitare), in presenza di più giocatori sfidanti alcuni nemici dropperanno un quantitativo maggiore di oggetti. L’unico altro vantaggio che si ha nel giocare in compagnia è che, in caso di Crystal Surge in attivazione, ci sarà un piccolo caricamento che permetterà agli alleati di potenziare la tecnica laddove ci “incoraggino”, portando anche le eventuali Trance Surge ad un livello superiore.
Purtroppo il sistema di comunicazione del titolo è molto scarno, fermandosi ad alcune frasi fatte, preimpostabili solo in offline e neanche tanto lunghe; è consigliata quindi, in caso di gioco con amici, una modalità esterna per comunicare.

Riferimenti

Oltre alle Magicite, durante il gioco sono ottenibili vari completi relativi ai capitoli passati della saga. Oltre ai completi che compariranno dal forgiatore dopo aver sbloccato le relative Magicite, altri verranno sbloccati man mano che si proseguirà nel gioco. Essi consistono in un set completo (Head/Torso/Leg) e, a volte, in separata sede sarà pure disponibile l’arma. Si va dal completo di Sephiroth, completand la quest “One-Winged Angel”, fino alla Moogle Suit, passando dai completi di Tifa e Cloud, con relative armi. Gli outfit non saranno solo belli da vedere: molti di essi saranno più potenti della somma dei singoli equip presenti in quel momento nel gioco.

Per concludere

Final Fantasy Explorers tende ad essere un titolo con una forte componente di craft & farm, già forte nei titoli online di Square (la software house difatti lo ha definito come “un Final Fantasy online lite”) ma che qui risulta esasperato dal concetto di uccisione dei mostri. Le quest iniziano in maniera semplice e simpatica, iniziando a dare segni di monotonia prima che la difficoltà possa seriamente variare il gameplay ed il modo di giocare, in base ovviamente a come si affronta il titolo (in compagnia di amici la monotonia arriva molto dopo). Una volta finito il titolo, tutte le eventuali subquest saranno molto simili tra di loro, e nonostante l’innalzarsi della difficoltà (realmente alta solo in alcune quest) le missioni tenderanno davvero ad essere molto simili, trasformando così il gioco da “titolo divertente” a “passatempo per chiaccherare con un amico mentre si uccidono mostri in punti diversi della mappa”. L’acquisto è consigliato, ma ovviamente senza pretendere troppo dal titolo. Con una buona compagnia, il gioco può garantire un elevato numero di ore di divertimento.

Esperienza di gioco: Versione Europea del titolo, lingua inglese; 61.16 ore di gioco, post game inoltrato. Giocato su un New 3DS XL.

Brian Farey

Brian Farey

Sono Stefano, e la mia carriera videoludica inizia dal NES proseguendo con la Playstation. La conoscenza (e l'amore) con Final Fantasy scatta col settimo capitolo: da lì in poi inizio a ricercare e a studiare ogni singolo aspetto, passato e presente, della serie sulla fantasia finale. Ed è ciò che mi ha portato a scrivere per il più grande fansite italiano sulla saga. Apprezzo anche vari altri titoli videoludici (Yakuza e Metal Gear su tutti), vari anime, manga e musica in generale.

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