Inauguriamo oggi una rubrica di approfondimento di storie, mitologie e segreti della saga Final Fantasy, pensata per gli appassionati più appassionati che non si accontentano di sfiorare la superficie ma vogliono indagare a fondo gli aspetti più interessanti dei capitoli. E tra le storie tanto interessanti quanto meno conosciute c’è proprio quella di Sin e degli Intercessori.
Sappiamo tutti che, secondo gli insegnamenti di Yevon, Sin è la punizione divina inviata per punire gli uomini e la loro cupidigia, e soltanto portare a termine il Pellegrinaggio e conquistare l’Eone Supremo consentirà al popolo di Spira di conquistare un temporaneo periodo di pace, il Bonacciale. Sappiamo anche che, nei panni di Yuna e Tidus, scopriremo che questo non corrisponde esattamente al vero. Ma come nasce la leggenda di Sin? E che ruolo hanno gli intercessori in tutto questo?

Attenzione! Quanto scritto sarà rivelato solo nelle porzioni finali del gioco, pertanto assicuratevi di aver almeno ottenuto il controllo dell’Aeronave, e di aver ascoltato le spiegazioni di Maechen alle pendici del Monte Gagazet per non rovinarvi la sorpresa.

Gli intercessori sono abitanti della Zanarkand di 1.000 anni fa, la cui anima è sigillata in una parete del Monte Gagazet. Il loro compito è quello di sognare incessantemente la “Dream Zanarkand“, una perfetta ricostruzione onirica dell’antico splendore della città. E’ proprio all’interno di questa città-sogno che all’inizio del gioco ritroviamo Tidus, ed è qui che irromperà Sin, catapultando il nostro eroe nel mondo reale.

Ma come nascono gli intercessori?

 Circa 1.000 anni fa scoppiò una guerra tra Zanarkand e Bevelle: la prima poteva contare sulla forza dei propri invocatori, la seconda sulla grande tecnologia sviluppata e sull’abilità dei propri costruttori. La superiorità tecnologica di Bevelle permise alla città di vincere nettamente il conflitto, ed il sovrano nonchè maggiore invocatore di Zanarkand – Yevon – non potè fare altro che rifugiarsi alle pendici del Monte Gagazet, insieme ai pochi sopravvissuti.

Incapace di arrendersi alla disfatta della propria città, Yevon trasformò i superstiti in intercessori, e congelò le loro anime in blocchi di pietra, affinché questi potessero sognare Zanarkand, e lo splendore di questa potesse continuare a vivere nei secoli. A protezione del sogno, Yevon pose Sin, una gigantesca entità creata attraendo una enorme quantità di Lunioli. Yevon impartì a Sin degli ordini ben precisi: preservare il sogno degli intercessori, impedendo a qualunque gruppo umano di raggiungere dimensioni tali da poter mettere in pericolo il rifugio degli intercessori. A partire da questo momento, Sin iniziò a spargere il terrore su Spira.

Frattanto, Yunalesca – figlia di Yevon – e Zaon – marito di lei -, erano riusciti a fuggire alla vigilia della battaglia finale, ed erano così scampati alla distruzione di Zanarkand. Dopo un certo periodo di tempo, Yunalesca si accordò con il capo di Bevelle: gli avrebbe mostrato il modo di sconfiggere Sin, in cambio di una perenne adorazione dell’intero pianeta nei confronti di suo padre.
Timoroso della potenza di Sin, il leader di Bevelle accettò, e Yunalesca intraprese il suo viaggio alla volta delle rovine di Zanarkand: qui l’invocatrice riuscì a battere Sin per la prima volta, trasformando il suo sposo Zeon in un Eone, e sacrificandolo.
Tuttavia, dopo qualche tempo, Yevon riuscì a prendere il controllo di Zaon, e lo usò come nucleo per rigenerare Sin. Yunalesca, legata dalla promessa fatta a Bevelle, restò a Zanarkand da non trapassata: qui, avrebbe continuato a mostrare il modo di eliminare Sin. Però, dopo svariati decenni (si suppone almeno 200 anni), nessuno aveva ancora portato a termine il compito con successo. Yunalesca creò allora gli Intercessori dei Templi, affinché i più valorosi potessero prendere confidenza con l’arte dell’invocazione, e prepararsi all’invocazione dell’Eone Supremo.

Frattanto, già a partire dagli anni successivi alla creazione di Sin, Bevelle iniziò a diffondere su Spira il “culto di Yevon” per placare l’ira dell’invocatore, consapevole della vera identità di Sin. Così, secondo gli insegnamenti trasmessi alla popolazione, Sin venne unanimemente riconosciuto come “punizione” inviata dal dio Yevon nei confronti di una civiltà che aveva abusato della tecnologia. Le macchine vennero bandite, gli Albhed relegati ai margini della società, e Bevelle acquistò un potere sempre maggiore, presentandosi come unica conoscitrice della retta via.

Dopo circa 400 anni, Ohalland, una ex-stella del Blitzball, volle emulare le gesta di Yunalesca e riuscì a sconfiggere Sin sacrificando il suo Guardiano – trasformato in Eone Supremo – e regalando così a Spira il suo periodo di “Bonacciale”. Anche stavolta, però, Sin riuscì a rigenerarsi usando l’Eone Supremo – invocato per batterlo – come corazza per la sua nuova rinascita.

Prima di lui soltanto Gandof e dopo di lui soltanto Lady Yocun ed infine Braska riuscirono nuovamente nell’impresa, tutti sacrificando uno dei loro Guardiani. Nel caso di Braska, si trattò di Jecht, padre di Tidus, nonché attuale corazza di Sin. Yuna, figlia di Lord Braska, tenterà di ripetere le gesta del padre, completando il Pellegrinaggio. Questa volta però, gli intercessori – rappresentati dall’intercessore di Bahamut – capiranno che è giunto il momento di smettere di sognare, e faranno in modo che Tidus e Yuna possano interrompere il circolo vizioso che si è ripetuto per troppi secoli.

Rinoa Heartilly

Rinoa Heartilly

Il mio nome è Anna e ho creato il Rinoa's Diary nell'ormai lontano 2001, stregata (ha-ha) dall'ottavo capitolo Final Fantasy. Da quel momento, l'amore per la saga non mi avrebbe più abbandonata.

Lascia un commento