Insieme alle dichiarazioni su Final Fantasy VII Remake, Tetsuya Nomura ha speso qualche parola anche sulla saga che l’ha visto da sempre director: Kingdom Hearts. Il 2017 sarà un anno importante non soltanto per FFVII, che compie 20 anni, ma anche per la fortunata serie nata in simbiosi con la Disney, che festeggerà infatti il suo quindicesimo anniversario. Nomura, dal canto suo, ha dichiarato di avere già in serbo “diversi progetti e sorprese”, ma non è voluto scendere nei dettagli: i tempi non sono ancora maturi. Fino al release di Kingdom Hearts 2.8 HD, previsto per il 24 Gennaio 2017, il director non si sbottonerà su novità e soprattutto sul terzo capitolo attualmente in lavorazione, Kingdom Hearts III.
Ha speso però qualche parola sul legame tra i due titoli: KH 2.8 HD può considerarsi il prologo di KHIII, e secondo Nomura giocarvi sarà davvero importante, sia per la storia sia per avere un primo approccio al futuro sistema di combattimento. KHIII sarà la degna conclusione della “saga di Xehanort”, l’epilogo a cui tendono tutti i capitoli della saga. Nessuna sorpresa quindi che Nomura abbia voluto esprimere questo messaggio nelle cover delle recenti Collection in HD.



Secondo Nomura, le tre cover rappresentano il progressivo avvicinarsi dei protagonisti agli eventi di Kingdom Hearts III. Sora in particolare è prima seduto, nella cover di KH 1.5 HD (in una posa che tra l’altro richiama quella di Noctis di FFXV), poi in piedi ma immobile, nella cover di KH 2.5 HD, ed infine “in moto verso il suo destino” nell’artwork di KH 2.8 HD (anche qui con un palese rimando ai protagonisti di FFXV).
Un altro indizio di questo movimento è poi dato dal cielo raffigurato nei tre artwork: si passa infatti dal tramonto che prelude alla sera (KH 1.5), alla notte (KH 2.5), fino ad arrivare ad un nuovo giorno (KH 2.8).

Rinoa Heartilly

Rinoa Heartilly

Il mio nome è Anna e ho creato il Rinoa's Diary nell'ormai lontano 2001, stregata (ha-ha) dall'ottavo capitolo Final Fantasy. Da quel momento, l'amore per la saga non mi avrebbe più abbandonata.

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