SPOILER ALERT

Attenzione: On the Way to a Smile è ambientata dopo la fine di Final Fantasy VII

Nell’aprile del 2009, a oltre dieci anni dall’uscita del settimo capitolo della saga, Kazushige Nojima scrive il romanzo “On the way to a smile“, di recente arrivato ufficialmente in Italia grazie alla traduzione di J-POP. La novel narra le vicende accadute tra la fine di Final Fantasy VII e gli eventi del film Final Fantasy VII: Advent Children, raccontandoci cosa è accaduto al Pianeta e ai nostri eroi dopo la caduta di Meteor e la risposta del Pianeta, e gettando le basi di quello che accadrà in AC.

Al suo interno troviamo diversi “Episodi“, ciascuno dedicato ad un personaggio specifico, intervallati da sei inserti speciali, brevi ma estremamente interessanti. Si tratta dei mini capitoli “Life Stream“, “Black” e “White“. La lettura delle prime righe ci permette subito di capire che sono dedicati a Sephiroth e ad Aerith, rispettivamente, qui simboleggiati dagli opposti concetti dell’oscurità e della luce. Gli inserti ci danno qualche informazione in più sul funzionamento del Lifestream, già anticipatoci da Bugenhagen a Cosmo Canyon, e soprattutto ci permettono di capire l’importanza dei ricordi.

Dopo la caduta di Sephiroth nel Lifestream (che avviene ancor prima degli eventi di Final Fantasy VII, per mano di un giovane Cloud recluta ShinRa), il celebre Soldier rifiuta di abbandonarsi al flusso vitale. Se lo avesse fatto, il Pianeta avrebbe assorbito per intero la sua coscienza, che sarebbe entrata a far parte del Lifestream mescolandosi alla corrente di vita collettiva.
Sephiroth si oppone, e riesce a farlo grazie alla sua ferrea forza di volontà e, soprattutto, concentrando il nucleo del suo essere in un ricordo ben preciso, il ricordo probabilmente più traumatico e che si era radicato più a fondo nella sua psiche: il ricordo di Cloud, il ragazzo che lo ha ucciso. Finché si fosse ricordato di Cloud, avrebbe continuato a sopravvivere dentro il Lifestream. E finché Cloud – o chiunque altro – si fosse ricordato di lui, sarebbe potuto tornare in vita sfruttando la coscienza del ragazzo.
E’ da qui che nasce la “ossessione” del Soldier nei confronti del protagonista, tutta preordinata a far sì che Cloud non riesca mai a dimenticarlo, ed è da qui che nasce l’idea di diffondere il proprio marchio – il Geostigma – in lungo e in largo nel mondo.

Ma vediamo insieme il testo degli inserti “Life Stream”.

Vi anticipiamo già che nel prossimo articolo vi parleremo delle nostre riflessioni sull’incidenza che queste informazioni possono avere per Final Fantasy VII Remake.

 

Life Stream Black 1

L’uomo sentì il Lifestream insinuarsi dentro di sé nel tentativo di corrodergli lo spirito e spazzare via le sue esperienze passate, i pensieri, le emozioni e i ricordi. Se si fosse abbandonato alla corrente senza opporre resistenza alcuna, avrebbe finito per essere risucchiato nel vortice di energia spirituale che gravita intorno al Pianeta. Non era disposto ad accettare questo destino. Era il Pianeta a dover essere governato, e non viceversa. Piegarsi in qualsiasi modo a quel sistema non avrebbe rappresentato altro se non una grande sconfitta.

Avvertì il Lifestream agitarsi irrequieto, il presupposto di una sconfitta di natura diversa. Quando era traboccato dal centro del Pianeta inondandone la superficie, l’uomo si era convinto che Cloud avrebbe senza dubbio cominciato ad assaporare il dolce sapore della vittoria. Cloud era colui il quale aveva rispedito l’uomo dentro il Lifestream per ben due volte. Ma lui sapeva che se fosse riuscito a mantenere saldo e intatto ciò che rappresentava il nucleo del proprio spirito, avrebbe potuto continuare a esistere come entità indipendente dal sistema del Pianeta. Cloud. L’uomo decise di fare dello stesso Cloud il proprio nucleo. E infine pensò di voler mettere al corrente anche Cloud di ciò.

Tu non lo sai, ma io ti penso ancora. E te ne darò prova.

Life Stream White 1

La donna era una degli Antichi, per questo era riuscita a conservare sé stessa intatta anche all’interno del Lifestream. Se lo avesse desiderato, sarebbe potuta diventare parte del Pianeta in qualsiasi momento. Ma per la donna non era ancora arrivato il momento opportuno.

Percepì una presenza estranea all’interno del Lifestream che circondava il Pianeta, una presenza la cui irremovibile forza di volontà si irradiava in ogni direzione. La donna conosceva quella volontà: apparteneva all’uomo che le aveva rubato la vita. Dietro un aspetto affascinante si celava uno spirito spietato e implacabile che si agitava sommerso nel Lifestream. La donna sentì che l’uomo tramava alle spalle del Pianeta per assumerne il controllo ed estendere la sua influenza, e rifletté su cosa avrebbe potuto fare per impedire il realizzarsi di quel terribile piano.

Ogni forma di contatto rappresentava un pericolo, così la donna decise di allontanarsi dalla coscienza dell’uomo. Ciò le impedì di conoscere a fondo le sue intenzioni. Tuttavia, quell’unica volta che inaspettatamente le passò accanto, scoprì che il nucleo del suo spirito era costituito da ricordi riguardanti Cloud.

Cloud era amico della donna. Anzi, di più, lei lo amava. Incarnava tutto ciò che rimaneva importante al mondo e che doveva essere protetto a ogni costo.

Life Stream Black 2

Quando il Lifestream inondò come un fiume in piena la superficie del Pianeta l’uomo aveva già ceduto a esso i suoi ricordi confusi, dagli anni dell’adolescenza ai momenti trascorsi in compagnia dei pochi amici; e ancora, gli anni delle battaglie persi nel suo passato e i flash della sua vita quotidiana ormai perduta. Confluirono tutti in maniera disordinata in un torrente impetuoso, e avvolsero Meteor per poi dissolversi definitivamente nel nulla. Al tempo stesso, il nucleo del suo spirito e i ricordi strettamente connessi a esso transitarono fluidi da un ramo all’altro del flusso, attraversarono in lungo e in largo la terra, si espansero di città in città. Quando quel fiume in piena investì e risucchiò coloro che incontrava sulla propria strada, che fuggissero via in preda alla disperazione o che fossero immobile senza sapere che cosa fare, l’uomo decise di marchiarli con il proprio segno, il proprio stigma. Se Cloud si fosse accorto dello stigma, l’uomo era certo che egli stesso non sarebbe mai caduto nell’oblio.

Fintanto che Cloud si ricorderà di me, io continuerò a esistere in eterno, non importa se all’interno del Lifestream o se libero in superficie.

Anche se il suo spirito avesse finito per disperdersi in ogni direzione, sarebbe bastato un piccolo frammento di ricordo rimasto nel Pianeta perché potesse tornare in vita sfruttando la coscienza di Cloud. Questo era il piano dell’uomo.

Life Stream White 2

La donna sapeva che il Lifestream era popolato da un crescente numero di anime che si rifiutavano di fondersi con esso. Differivano dallo spirito di quell’uomo, ma si accorse che anch’esse rifiutavano l’assorbimento mosse da sentimenti del tutto analoghi. Odio. Esattamente come quell’uomo, i sentimenti che nutrivano verso il Pianeta erano intrisi di odio. Era il risultato dell’influenza che lui aveva esercitato quando era in vita.

La donna si avvicinò e cercò di alleviare le sofferenze di un’anima piena di rancore non appena fu risucchiata nel Lifestream.

Nascosti sotto uno strato di ostilità si nascondevano i ricordi tanto ordinari quanto felici di un normale essere umano. Lei li liberò e li sciolse all’interno del flusso finché lo strato superficiale, privato del suo nucleo di odio, finì per svanire. Aveva individuato il meccanismo corretto per annientare i sentimenti oscuri, ma una dopo l’altra apparirono numerose anime possedute da simili impulsi e la donna, che poteva contare unicamente sulle proprie forze, non riuscì ad aiutarle tutte. Iniziò a vagare nel Lifestream alla ricerca di uno spirito amico che potesse combattere al suo fianco. Trovò un Antico sul punto di dissolversi, che accolse una minuscola parte della volontà della donna. Iniziò a entrare in contatto con i frammenti di coscienza delle persone che aveva conosciuto un tempo, pochissimi individui in verità, e a infondervi i propri ricordi per invocarne l’aiuto. Ora poteva contare su un esercito di anime che combattevano al suo fianco, e tuttavia il male generato dall’uomo non era affatto diminuito.

La donna pensò a Cloud, che viveva la realtà sulla superficie del Pianeta. Per diminuire l’odio che aleggiava all’interno del Lifestream era innanzi tutto necessario eliminare quello di cui era pieno il mondo dei vivi. Si chiese se Cloud fosse disposto a venirle in soccorso, ma al contempo era tormentata dal pensiero che aiutandola potesse ferirsi. Il Cloud che conosceva possedeva un cuore oltremodo fragile.

Life Stream Black 3

Nonostante le difficoltà del genere umano, il Pianeta era tornato alla normalità, ma l’uomo si accorse dell’aumentare degli spiriti con il cuore macchiato di nero che si andavano a fondere con il Lifestream. Provava un’attrazione irresistibile nei confronti di quella oscurità che aleggiava ovunque senza accennare ad affievolirsi. E ancor di più gongolava all’idea che il marchio che egli stesso aveva lasciato in superficie fosse il motore che aveva generato il regno delle tenebre in cui fluttuava. L’uomo rifletteva su come avrebbe potuto sfruttare tutto ciò per il proprio diletto personale. Per esempio, avrebbe potuto riversare il suo mare di veleno all’interno del Lifestream.

Sprofondò nascondendosi nel flusso vitale stesso del Pianeta, e solcandolo girò il mondo imprimendo il proprio marchio su chiunque incontrasse lungo il cammino. In superficie molti avevano perso la pace della loro quotidianità e l’ombra nera che dominava i loro cuori continuava a espandersi stimolata dall’ammaliante seduzione dell’uomo.

Cloud deve sapere che tutto ciò è opera mia. Tutti gli esseri umani devono sapere che è opera mia.

Per fare ciò, egli necessitava di una forma fisica. C’erano cose che l’uomo voleva pronunciare con la propria voce. Ce n’erano altre che voleva frantumare con le proprie mani.

Pensò di servirsi del potere della Madre. Se fosse entrato in possesso di un frammento del Suo corpo, avrebbe potuto ottenerne uno. Come prima cosa tentò di elevarsi in superficie spirituale, ma non ci riuscì. L’uomo aveva dato in pasto al Pianeta il ricordo delle proprie fattezze e non poté produrre un’immagine di sé stesso. Si risolse quindi a pescare dal flusso del Lifestream una forma appropriata e dipinse un ritratto di sé su quella base. Era la forma di un ragazzo. L’uomo richiamò subito alla memoria il ricordo della vita in superficie, e tutte le limitazioni che un’esistenza poneva rispetto alla libertà dell’essere spirito. Poi creò altri due individui che lo avrebbero servito nel raggiungere il suo scopo. Si trattava di tre entità fisiche distinte, ma intimamente connesse. Quelle tre entità, generate dalla forza della volontà dell’uomo e separate dal sistema del Pianeta, erano al tempo stesso delle creature terrene e mostri generati da una folla fantasia.

L’uomo immaginò il futuro.

Quando i miei servi partiranno alla ricerca della Madre, io potrò apprendere di più sul mio passato da umano ogniqualvolta essi si imbatteranno in sguardi conosciuti. Infine, grazie al potere della Madre, potrò riappropriarmi della mia forma originaria. Se per caso dovesse mancare qualcosa, ci penserà Cloud a completarmi. 

E quello sarà il principio.

Così penso l’uomo.

Life Stream White 3

La donna rifletteva su come avrebbe potuto mettere al corrente Cloud della crisi in arrivo. Mentre pensava, le tornarono alla mente in maniera vivida tutte le cose che non era riuscita a dirgli in passato. Erano molte, ma non sapeva come esprimerle, e il dilemma la tenne occupata per un tempo indefinito. Decise di focalizzarsi su cosa avrebbe fatto dopo aver incontrato Cloud.

Durante il suo interrogarsi, la donna venne a conoscenza del fatto che l’uomo, intento a diffondere l’odio nel mondo, stava per manifestarsi apertamente in superficie. Ella non poté fare a meno di chiedersi che intenzioni avesse e, fatto appello a tutto il proprio coraggio, si avvicinò al suo spirito. L’uomo, accortosi della sua presenza, tentò di inseguirla ma abbandonò immediatamente l’impresa. Rise di lei e la guardò allontanarsi con un ghigno beffardo.

E’ tutto inutile, non puoi fare nulla.

Tuttavia, la donna aveva compreso i suoi obiettivi.  Tanto per cominciare, ora sapeva che l’uomo si serviva di un corpo fisico che non era il suo. La donna pensò di poter fare lo stesso, ma infine cambiò idea.

Se possibile, io voglio incontrare Cloud così. Voglio che mi veda per quella che sono sempre stata, quella che lui saprà riconoscere.

Rinoa Heartilly

Rinoa Heartilly

Il mio nome è Anna e ho creato il Rinoa's Diary nell'ormai lontano 2001, stregata (ha-ha) dall'ottavo capitolo Final Fantasy. Da quel momento, l'amore per la saga non mi avrebbe più abbandonata.

Lascia un commento